Morse 6
Sette minuti in campo sono pochi per lottare. Il centro di rincalzo peraltro ci prova anche e lo fa in mezzo a certi marcantoni che metà basta, ma viene fin troppo penalizzato dagli arbitri.
Scola 8
Inizia in modo stranamente anonimo, parendo prima un po’ nascosto, poi quasi testardo e irretito davanti agli errori commessi. Il secondo tempo, anche per lui (anzi: prima per lui che per Varese) è un’altra storia. Innanzitutto riceve palla sulle “tacche” e non solo in punta, come se fosse “un Cain” qualunque: questo fa tutta la differenza del mondo. E poi ci mette tutta la tecnica, tutta la garra, tutta la furbizia (anche psicologica: chiedete a Esposito…) che possiede per trascinare i suoi. Il risultato è una tripla doppia impressa sul tabellino che parla da sola. Parla di un campione.
De Nicolao 7
Segna all’inizio, segna nella resistenza del secondo quarto, segna nel recupero del terzo, segna dando il via alla battaglia del supplementare. Segna, insomma. E poi difende sulla palla come un toro che vede rosso, irretendo Vitali e compagnia cantante.
Jakovics 6
Non è protagonista offensivo (anche se firma il secondo vantaggio biancorosso della partita, al 28’), ma in venti minuti macina chilometri e tanto sudore. Le partite si vincono anche così.
Ruzzier 7
Stavolta la sua impronta è visibile e profonda. Su entrambi i lati del campo. Fatta di difesa, regia (5 assist) e anche 13, preziosissimi e inediti (visto le scene mute della Supercoppa) punti. Insomma: tutto quello che gli si chiede. Non è perfetto (vedi, tra gli altri errori, il libero sbagliato che concede il diritto di replica a Crawford al 40’), ma è vivo. Splendidamente vivo.
Andersson 5,5
Quattro, brevissimi minuti di permanenza in campo nel primo tempo, tanto da far pensare a un riacutizzarsi del recente infortunio. Dieci, non poi così sostanziosi, minuti nella ripresa, tradotti solo in una tripla e in un po’ di difesa (nemmeno malvagia). Le versioni con De Vico, Strautins e Ferrero in soldoni hanno reso molto di più: bravo il Bullo a provarle.
Strautins 6,5
Lo 0/5 da due urla. Ma lo fanno anche i 10 rimbalzi catturati, capaci - insieme a quelli dei compagni - di ribaltare la battaglia sotto le plance dopo il primo tempo. Perfetto ai liberi. Su Crawford a volte son dolori, ma lui ha il merito di non mollare, non lesinando mai salti, sacrificio e prestanza fisica. Partite come quella di oggi fanno intravedere un giocatore. Vero.
De Vico 7,5
La consacrazione di un pre-campionato da inatteso protagonista e da sorpresa dolcissima per i tifosi. Immanente oggi Niccolò: difende come un ossesso, è versatile (gioca da 3 e da 4) ma soprattutto tiene in piedi con mano caldissima la squadra nei momenti più bui, sprovvisto di paura anche in mezzo al grigiore generale del primo tempo.
Ferrero 6,5
Cinque punti di energia e tanta, tanta abnegazione in retroguardia. Oltre a un sottile gioco - anche psicologico - che manda fuori gioco Sacchetti. Roba da capitano, sempre - peraltro - con il sorriso stampato sulle labbra.
Douglas 7
Sette? Sicuri, sicuri? Dopo 25 minuti che ci hanno costretto a chiamare “Chi l’ha visto?” (abbiamo trovato occupato…) e a battezzare offensivamente disastrosa (al netto dei 6 assist) la sua prima di campionato? Sì, sette. Perché se metti le bombe che ha messo lui nel supplementare e poi la porti a casa, hai ragione tu. E il “pagellaro" muto.




