La Fondazione Molina insieme al suo presidente Guido Bonoldi ha inaugurato ieri sera un nuovo reparto per le cure sub-acute: al suo interno sono presenti apparecchiature innovative e 17 posti letto che diventeranno 22 nel prossimo inverno.
Nella sala teatro della Fondazione, Bonoldi ha ringraziato tutto il personale per il duro lavoro svolto in questi mesi complicati e chi ha permesso questa nuova apertura: «Sono fiero di presentarvi il nuovo reparto, che deve la sua nascita ad una donazione ricevuta dalla nostra fondazione. Questo ci fa capire ancora una volta quanto sia grande il cuore dei varesini».
Tanti i presenti, tra cui il primo cittadino di Varese Davide Galimberti, che si è detto orgoglioso di questa apertura che assume un enorme significato in questo preciso momento: «Ringrazio il presidente e tutto lo staff per il contributo che loro stessi danno alla città di Varese, e questo nuovo reparto si apre anche in vista di ciò che potrebbe riaccadere, sperando ovviamente che non succeda... Ma sperare senza fare non porta da nessuna parte, allora qui si è fatto, e la città è orgogliosa di una struttura come questa che aiuta persone e famiglie in difficoltà, e d’altronde questo momento è molto significativo per un’inaugurazione. Ancora grazie di cuore».
Oltre al sindaco erano anche presenti l’assessore ai Servizi Sociali Roberto Molinari, il consigliere regionale Samuele Astuti, il direttore del dipartimento di medicina interna dell'Asst Sette Laghi, Francesco Dentali, che sottolinea con entusiasmo la potente connessione tra cittadino ed ospedale, e anche monsignor Luigi Panighetti, prevosto di Varese, che ha usato bellissime parole: «Guardare avanti vuol dire anche rastrellare da ciò che abbiamo vissuto quello che ci può rendere migliori, e l’essere migliori richiede un grande cambiamento del cuore. Auguri per questa istituzione, dato che un’apertura in un momento come questo non può significare altro che una rinascita».
Si è poi passati alla visita del nuovo e ristrutturato Nucleo sub-acuti con dotazioni strumentali e diagnostiche, tra cui apparecchi per il monitoraggio delle emergenze, un ecografo, e ancora un’apparecchiatura radiologica portatile digitale, che permetterà le radiografie a domicilio.
Simbolica e toccante la benedizione di don Luigi Panighetti nel momento in cui Varese segna un importante passo avanti in un luogo di fondamentale importanza: «Qui non ci si prende cura dell’anziano o del malato, ma solo ed unicamente della persona».









