Territorio - 27 giugno 2020, 07:02

Il Presidente della Repubblica "riapre" l'ufficio postale di Caldana a Cocquio Trevisago

Nel 2015, l'allora amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Mario Ballarin fece ricorso al Capo dello Stato contro la decisione di Poste Italiane di chiudere lo sportello della frazione, che riaprirà probabilmente dopo l'estate, terminati i lavori di adeguamento.

Il Presidente della Repubblica "riapre" l'ufficio postale di Caldana a Cocquio Trevisago

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella "riapre" l'ufficio postale di Caldana a Cocquio Trevisago, che l'azienda aveva deciso di chiudere nel 2015.

Proprio cinque anni fa, l'amministrazione comunale di allora guidata dall'ex sindaco Mario Ballarin decise di fare ricorso al Capo dello Stato perché rivedesse la decisione di Poste Italiane. Dopo un lustro è finalmente arrivata la parola fine alla vicenda, per la soddisfazione prima di tutto dei cittadini di Caldana che vedono restituirsi un servizio primario, come quello postale. La decisione di Poste Italiane aveva sollevato allora grandi proteste da parte soprattutto della popolazione anziana, visto che l'ufficio postale svolgeva anche un ruolo sociale e di punto di ritrovo.

L'azienda conferma che lo sportello di Caldana riaprirà «non appena ultimati i lavori di sistemazione e adeguamento dell'ufficio, presumibilmente dopo l'estate»

Grande soddisfazione per la  felice conclusione della vicenda esprime l'allora vicesindaco Vittorio Griffini, oggi consigliere comunale di minoranza, che fu il più strenuo difensore dell'ufficio postale di Caldana. 

«Cinque anni fa abbiamo scelto la strada più lunga e difficile ricorrendo al Presidente della Repubblica, ma la sentenza ci ha dato ragione - commenta Griffini - è una grande soddisfazione, ma soprattutto una vittoria per tutto il paese e per tutti i cittadini che è quello che conta di più».    

Felice per il risultato ottenuto anche l'avvocato Flavio Crea, a cui il Comune di Cocquio si era affidato per imbastire il ricorso al Presidente della Repubblica. 

«Il Capo dello Stato - spiega l'avvocato Crea dell'omonimo studio di Pavia e Milano, specializzato in diritto amministrativo - con sentenza del 1° giugno scorso, ha messo la parola fine ad una vicenda che era aperta da ormai 5 anni. Nell’ottobre 2015, infatti, l’amministrazione comunale aveva deciso di proporre Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento del provvedimento con cui Poste Italiane S.p.a. aveva disposto la soppressione dell’Ufficio Postale di Caldana. Con la sentenza firmata pochi giorni fa, in buona sostanza, il presidente Mattarella, recependo il parere espresso dal Consiglio di Stato sulla intricata vicenda, ha disposto l’annullamento della chiusura dell’ufficio, con l’effetto di obbligare l’Ente Poste a riattivare il servizio».

«Quella di Cocquio Trevisago è, forse, la vittoria più significativa tra quelle che abbiamo avuto sulle chiusure disposte da Poste Italiane. Su questa vicenda, infatti, ad essersi pronunciato è il massimo Giudice Amministrativo, cioè il Consiglio di Stato, che ha in buona sostanza condiviso interamente le nostre tesi - conclude l'avvocato Crea - nella sentenza si legge che il provvedimento di chiusura dell’Ufficio Postale è stato ritenuto illegittimo anzitutto per avere una motivazione generica, che non ha tenuto conto delle specifiche esigenze logistiche della frazione di Caldana, ed inoltre anche per non essere stato preceduto da un’istruttoria adeguata, basata sulla interlocuzione con l’Amministrazione Comunale che consentisse a Poste Italiane di meglio ponderare elementi fondamentali come il dato anagrafico della popolazione residente, le reali possibilità di mobilità, anche attraverso l’utilizzo di servizi pubblici e la condizione orografica dei luoghi».

 

 

Matteo Fontana

Ti potrebbero interessare anche:

SU