Gavirate è una cittadina caratterizzata dalla presenza di tanti negozi e di piccole attività imprenditoriali e artigianali, nonché da diverse strutture ricettive e dal lago di Varese che porta turisti, soprattutto legati allo sport.
E' su queste caratteristiche che l'amministrazione comunale vuole puntare per dare gambe alla Fase due perchè possa segnare davvero la ripartenza del paese.
Abbiamo intervistato il sindaco Silvana Alberio che è anche medico di famiglia, per una chiacchierata a 360 gradi su Gavirate, dal lockdown a oggi, ma soprattutto per guardare al futuro della città.
Signora sindaco, come ha vissuto e sta vivendo questa fase così particolare tra lockdown e Fase due dal punto di vista di amministratore pubblico ma anche di medico di base?
«La professione di medico di base è indubbiamente cambiata perché in lockdown abbiamo lavorato principalmente al telefono dando risposte in questo modo ai pazienti e anche nella Fase due riceviamo in ambulatorio solo i casi particolari, effettuando una scrematura telefonica.
Diciamo che non è stato facile soprattutto con gli anziani, fare capire l'importanza di rispettare le regole anticontagio. Come sindaco mi sono preoccupata subito di far capire a tutti i cittadini la necessità di dover cambiare le proprie abitudini e di rispettare le prescrizioni. Non è stato facile neanche in questo caso e la polizia locale è dovuta intervenire in più di qualche caso elevando anche delle contravvenzioni».
Qual è la situazione attuale del contagio da Coronavirus a Gavirate?
«Direi che siamo in media con quella dei paesi del circondario; è un po' di giorni che non registriamo nuovi contagi. Il problema grosso si è manifestato alla casa di riposo dove ci sono stati più di 30 casi positivi. Per fornire qualche numero, a oggi, in paese ci sono ancora 10 ammalati mentre 19 sono guariti, alla Rsa Bernacchi Gerli Arioli i contagiati sono 33 e i decessi 6».
Quali provvedimenti ha messo in campo o intende mettere in campo il Comune per sostenere famiglie e imprese in difficoltà?
«Stiamo lavorando con grande impegno per aprire il centro estivo il 22 giugno che durerà fino a fine luglio, in collaborazione con la Parrocchia e le scuole dell'infanzia paritarie di Oltrona e Voltorre. Ci sono ancora molte famiglie in sofferenza che i nostri servizi sociali monitorano e aiutano costantemente.
Per quanto riguarda negozi e piccole imprese, stiamo lavorando a una "manovra" comunale che abbassi le tasse locali a partire dall'eliminazione della Tosap. Faremo di tutto per venire incontro alle esigenze di commercianti e piccoli imprenditori».
Come si stanno comportando i gaviratesi in questa Fase due?
«Per prima cosa voglio appellarmi al senso di responsabilità di tutti, a partire da coloro che frequentano il lungolago o la pista ciclabile e che non sono soltanto gaviratesi ovviamente, perché si evitino assembramenti come invece è capitato nei fine settimana dopo la riapertura che è stata intesa come un "liberi tutti". Del resto non si può nemmeno puntare solo sulla repressione.
Devo dire che la maggior parte delle persone indossa le mascherine e rispetta il distanziamento e anche i bar si stanno comportando correttamente nel rispetto delle regole. Invito tutti a riflettere che se fossimo costretti a tornare indietro e a richiudere tutto sarebbe una tragedia».
Su quali leve Gavirate deve puntare per una vera ripartenza di tutta la cittadina?
«Il lavoro è il tema centrale perchè tutto viene poi di conseguenza: e lavoro a Gavirate significa negozi, commercio e piccole imprese che sono il motore della nostra cittadina e che cerchiamo di mettere nelle condizioni di ripartire.
Gavirate è anche piccolo turismo legato alle attività sportive che dà lavoro alle strutture ricettive. Anche questa è benzina da immettere nel motore del paese».




