Territorio - 28 maggio 2020, 18:45

La Fase due di Besozzo. Il sindaco: «Trasformare le difficoltà in opportunità, puntando sul commercio che è il cuore pulsante del paese»

In questa intervista a VareseNoi il primo cittadino Riccardo Del Torchio illustra le misure anticrisi del Comune: «Più spazi esterni gratuiti per bar e negozi, chiudendo anche alcune vie al traffico, detassazione per le attività produttive, un centro estivo per aiutare le famiglie con figli».

La Fase due di Besozzo. Il sindaco: «Trasformare le difficoltà in opportunità, puntando sul commercio che è il cuore pulsante del paese»

Dal lockdown, alla Fase due, guardando anche oltre, per intravedere quale futuro aspetta Besozzo. Una chiacchierata a tutto tondo quella che abbiamo fatto, ovviamente a distanza, via web, con il sindaco Riccardo Del Torchio.

Signor sindaco, come ha vissuto da amministratore pubblico, da lavoratore e da padre di famiglia questa emergenza Coronavirus?

«Ci siamo trovati improvvisamente in una situazione del tutto inaspettata che non eravamo pronti a fronteggiare, dato che non c'erano protocolli da seguire. Abbiamo dovuto improvvisare, cercando di limitare al minimo gli errori. Come lavoratore ho scoperto invece l'efficacia dello smart working anche se, essendo un tecnico di laboratorio, non tutto ovviamente può essere fatto da casa. Le riunioni durano però meno e questo vale anche per il settore pubblico e si risparmia tempo. Ho trascorso più tempo con i miei figli, che hanno 12 e 9 anni, anche se non è stato facile affrontare la didattica a distanza».

Qual è al momento la situazione del contagio da Coronavirus a Besozzo?

«Il totale di casi è di venti, un numero direi contenuto; abbiamo attualmente una persona in quarantena e pochi altri ormai sono in via di guarigione al loro domicilio senza praticamente sintomi, purtroppo però abbiamo dovuto registrare anche un decesso».

La casa di riposo di Besozzo a differenza di molte altre Rsa del Varesotto è stato risparmiata dal Coronavirus. Questo ha inciso ovviamente sul totale dei casi positivi in paese?

«Certamente, siamo stati sin dall'inizio dell'emergenza in costante contatto con i vertici della Fondazione Ronzoni; bravura e fortuna hanno fatto sì che non si siano verificati casi di contagio, anche perché subito sono state interrotte le visite dei parenti degli ospiti e subito sono stati esercitati controlli sul personale».

Come si sono comportati i besozzesi durante il lockdown e in questa Fase due?

«I besozzesi hanno dimostrato grande senso di responsabilità durante il blocco totale, a parte qualche episodio di lunghe code ai supermercati che però si sono esaurite in breve tempo. In questa Fase due in generale vedo che le norme vengono rispettate, sia da parte dei cittadini che degli esercenti, tolto qualche caso, comunque sotto controllo».

Quali misure ha messo o intende mettere in campo il Comune per sostenere famiglie, negozi e attività produttive?

«Besozzo si sorregge sul commercio che è il cuore pulsante del paese e per i negozi abbiamo pensato di dare loro la possibilità di occupare gratuitamente suolo pubblico per portare la loro attività verso l'esterno, arrivando anche a chiudere al traffico qualche via e sacrificare qualche parcheggio. Dobbiamo trasformare le difficoltà in opportunità guardando il paese con occhi diversi e non con quelli del passato. Più in generale, per le attività produttive pensiamo di far leva sulla tassazione comunale come Tari e Imu anche se non sarà facile. Come sostegno alle famiglie stiamo invece organizzando un centro estivo di sei settimane da far partire a metà giugno, in collaborazione con la parrocchia, per bambini dai 6 agli 11 anni e dai 12 ai 14 anni, anche se stiamo pensando anche a qualcosa per la fascia dai 3 ai 6 anni. Stiamo valutando i contenuti del Decreto Rilancio a questo proposito e abbiamo sondato le famiglie con un questionario per capire le loro reali esigenze».

Su quali leve devono puntare Besozze e i besozzesi per superare una crisi che si annuncia durissima sia a livello economico che sociale?

«Siamo chiamati a cambiare le nostro abitudini, programmando di più e lasciando meno al caso le cose, prenotando anche ad esempio l'accesso ai servizi pubblici, certo il passaggio non sarà indolore. Per quanto riguarda il paese nel suo complesso confido molto nella capacità dei nostri commercianti e imprenditori nel sapersi re-inventare come hanno dimostrato anche in questa emergenza organizzando in maniera efficace servizi come asporto e consegna a domicilio che prima non avevano mai svolto».

 

Matteo Fontana

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