Territorio - 13 aprile 2020, 20:45

Il dramma della Menotti Bassani di Laveno: 14 morti e appelli disperati senza risposta. «Così non ce la possiamo fare»

Il direttore generale della struttura per anziani di Laveno Mombello, Gianni Bianchi: «Ci stiamo battendo allo stremo delle forze ma mancano 70 unità tra i dipendenti. Restiamo in trincea per salvaguardare i nostri e vostri cari ma da soli non ce la possiamo fare oltre»

Il dramma della Menotti Bassani di Laveno: 14 morti e appelli disperati senza risposta. «Così non ce la possiamo fare»

Un grido d'aiuto dopo l'altro, a cui nessuno sembra rispondere, sempre che possa farlo. E così, giorno dopo giorno, la situazione della casa di riposo Menotti Bassani di Laveno è sempre più drammatica: basta leggere le parole di oggi del direttore generale Gianni Bianchi. «Gli appelli sinora non hanno sortito alcun effetto - dice - i decessi attuali riconducibili al Covid-19 sono 14.

Queste le drammatiche parole del direttore generale della Menotti Bassani, Gianni Bianchi.

La Fondazione sta vivendo giorni sempre più difficili. Abbiamo bisogno di personale al più presto, in principal modo medico. I medici sono la parte più esposta, ed hanno risentito prima e più degli altri della situazione, così come infermieri e personale ASA.

Gli appelli sinora non hanno sortito alcun effetto; anche stamattina abbiamo interloquito con il Prefetto e confidiamo che le Istituzioni comprendano e si attivino perché la reale situazione non può tollerare ulteriore differimenti operativi o burocratici.

Il contesto più delicato ora è quella del 1° e 2° piano Bassani; sotto controllo è invece il livello generale del terzo piano, dove si era verificato il primo focolaio. Casi sono presenti anche negli altri nuclei e i soggetti interessati sono stati prontamente isolati.

Le terapie farmacologiche sono state tutte impostate.

La situazione complessiva non sta migliorando; purtroppo se non avremo riscontro da parte delle Istituzioni, unici soggetti che allo stato attuale hanno la possibilità e l’autorità d’intervenire con sanitari di supporto, la Fondazione da sola non potrà fare altro contro il virus. Non possiamo continuare così.

I decessi attuali riconducibili al Covid-19 sono in numero di 14.

Si fatica purtroppo a tenere i contatti con i parenti; i medici sono sul campo per terapie e cure e sottrarli a questo sarebbe un ulteriore danno.

Al di là delle accuse denigratorie e minacce personali che circolano sui social, siamo in prima linea per salvaguardare i nostri e Vostri cari h.24. Ci stiamo battendo allo stremo delle forze per affrontare una situazione drammatica, ma da soli non possiamo farcela oltre.

Siamo in 300 dipendenti, ma il compenso negativo tra malattia e nuove assunzioni è di 70 unità. Sin dal 24 febbraio due persone della Fondazione sono state dedicate a tempo pieno al reperimento di mascherine e dispositivi perché si era compresa la loro assoluta necessità. La prima fornitura di mascherine dedicate e fatte confezionare da noi, stante la totale assenza sul mercato e la mancanza di qualsivoglia indicazione da parte delle Istituzioni preposte, è avvenuta il 19 marzo. Fino a quella data solo rinvii sempre a date successive. I primi tamponi siamo riusciti ad effettuarli il giorno 3 aprile perché prima non ve n'era disponibilità.

Questo appello ulteriore lo inoltrerò anche alla stampa e al Prefetto per far loro comprendere che siamo ancora in tempo a condizione di non essere lasciati soli.

Il direttore generale
Gianni Bianchi

Redazione

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