La puntata di ieri è iniziata con "Azzurro" di Adriano Celentano (non esiste canzone più evocativa), un'ora di musica e parole giuste targate "Colonnello" sulla web radio di Morazzone: da solo e da casa sua, Roberto Rossi ha raggiunto tantissime persone, come solo lui sa fare, e cioè usando le note perfette nei giorni dell'emergenza.
«Siamo tutti bloccati a casa e così abbiamo deciso di tornare in onda con Music & MOR per stare assieme e per non rimanere con le mani in mano, dalle 17 alle 18 ogni lunedì, giovedì e sabato. Cerchiamo di portare un po' di allegria e informare, così dopo Azzurro ascoltiamoci i Baila Conmigo che nei giorni scorsi erano partiti dalla consolle di un ragazzo su un balcone di Palermo».
Durante la prima puntata, che potete riascoltare dalla pagina Facebook Music & MOR (su Instagram l'account è @musicandmor, c'è anche un numero di telefono a cui mandare messaggi e chiedere dischi o spedire info: 348 6709857), il Colonnello si è poi collegato con Pietro Borghi, mastino dell'hockey che, insieme ad altri ragazzi (Claudio Rovera, Filippo Bertoglio, Noemi Brianza e Aurora Riboni), ha lanciato un bellissimo progetto per aiutare l'ospedale.
«Siamo cinque ragazzi e siamo in quarantena, così ci siamo inventati un passatempo per aiutare gli altri - ha raccontato Pietro - Abbiamo aperto un sito che si propone di fare beneficenza agli ospedali del territorio attraverso la vendita di magliette e felpe su cui c'è scritto "please stand one meter away" (per favore, stai a un metro di distanza). E' un modo per richiamare all'attenzione i giovani, anche quelli che magari hanno meno disponibilità economiche: tutto il ricavato viene donato agli ospedali della Lombardia. Da lunedì scorso siamo online e abbiamo già donato più di 800 euro».
«Non tutti i ragazzi vanno visti in maniera negativa e voi lo dimostrate» ha aggiunto il Colonnello. Il sito di Pietro e dei suoi amici è accessibile a questo indirizzo https://onemeteraway.it/
Diretto e pieno di forza l'intervento durante la trasmissione del sindaco Maurizio Mazzucchelli. «Grazie di avermi citato - ha detto il primo cittadino di Morazzone - sono un po' responsabile del tuo "ritorno" casalingo e ti ringrazio dell'aiuto che stai dando in un momento così difficile. Nel nostro paese abbiamo avuto due casi di persone positive al Covid-19, una purtroppo è deceduta e l'altra è ricoverata in ospedale».
Mazzucchelli ha spiegato come funzionano i canali che danno informazioni ufficiali, le uniche da seguire, e che partono dalla prefettura arrivando ai sindaci. «Rispettiamo al massimo noi e soprattutto i nostri cari più fragili, i genitori e i nonni: non siamo in vacanza, stiamo in casa. E' una piccola violenza che facciamo a noi stessi per preservare la salute e il bene di tutti».
Nell'ultimo collegamento, in cui è stato davvero possibile toccare con mano la realtà, un infermiere del Circolo di Varese ha raccontato dall'interno la situazione: «Per evitare il collasso bisogna seguire le regole e stare a casa, così date una mano anche a noi che siamo lì. Viviamo una situazione psicologica molto pesante perché siamo in contatto con persone, anche della nostra età, o che possono essere i nostri padri e i nostri nonni, che non possono vedere nessuno tranne noi. Io mi sento figlio, nipote e fratello di tutti loro perchè colmo l'assenza dei loro parenti. Non mi definisco eroe perché questo è il mio lavoro che faccio con passione e con il cuore. Dateci solo una mano e state a casa».
Come quella del Colonnello, che ci mette tutto se stesso: non c'è bisogno di vederlo perché si sente benissimo, e arriva come solo lui sa fare al cuore di chi lo ascolta.







