Aime Fitness e Benessere ha sentito diversi responsabili di centri fitness operanti sul territorio varesino e limitrofo per analizzare e riflettere assieme su azioni da condividere volte al sostegno delle palestre, centri fitness, asd ecc. Ecco le proposte che l'associazione ha stilato: il presidente di Aime Fitness & Benessere, Gabriele Ciavarrella, e il segretario generale di Aime Gianni Lucchina chiedono la massima condivisione tra gli operatori del settore.
Tutti devono scrupolosamente seguire le decisioni e le ordinanze, solo in questo modo sarà possibile in tempi ragionevoli sconfiggere un virus invisibile ma dal contagio veloce.
Il nostro paese e in particolare la nostra regione stanno attraversando una fase difficile e impegnativa ma siamo sicuri che, come sempre ha saputo reagire la Lombardia, l’Italia intera saprà superare questa fase.
Il Coronavirus sicuramente deve preoccuparci ma non deve farci cadere nel panico, anzi chi oggi guida le istituzioni, le associazioni datoriali e sindacali, le pubbliche amministrazioni deve compiere uno sforzo per informare correttamente la popolazione su cosa è il virus e come ci si deve comportare. Minimizzare o amplificare questa situazione sono due atteggiamenti opposti tra loro ma entrambi deleterio.
Le misure adottate sono sicuramente state decise con oculatezza, tutti devono scrupolosamente seguire le decisioni e le ordinanze, solo in questo modo sarà possibile in tempi ragionevoli sconfiggere un virus invisibile ma dal contagio veloce.
Ci permettiamo però di evidenziare come questa situazione rischia di creare una nuova e ancor più forte epidemia: la crisi delle palestre, piscine, centri fitness e delle Asd oggi chiamate ad uno sforzo senza precedenti.
Rispetteremo senza se e senza ma i provvedimenti decisi al contenimento della diffusione del contagio del Virus COVID -19 come stabilito dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1, del 4, dell’8 e dell'11 marzo 2020. Le disposizioni del decreto dell'8 marzo, che riguarda anche palestre, centri fitness e centri sportivi, salvo diverse disposizioni, vengono applicate fino al 3 aprile 2020.
Gli ultimi decreti prevedono la sospensione di manifestazioni, iniziative sportive e gli eventi sportivi che si svolgono in luoghi pubblici o privati anche se sono tenuti al chiuso, ma aperti al pubblico.
Sono interessati da questa ordinanza: centri sportivi, attività di palestra, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (tranne quelli deputati all’ erogazione di servizi di assistenza), centri culturali, sociali e ricreativi, interessando tutto il territorio nazionale; ovvero sono sospese fino al 3 aprile competizioni di ogni ordine e grado pubblico e privato.
Anche la Lombardia e ovviamente Varese e le altre 13 province della nostra regione rientrano in questa ordinanza di sospensione. Partendo dai decreti sopra esposti AIME FITNESS E BENESSERE ha sentito diversi responsabili di centri fitness operanti sul territorio varesino e limitrofo per analizzare e riflettere assieme su azioni da condividere volte al sostegno delle palestre, centri fitness, asd ecc. puntando sullo sforzo comune.
In questo momento storico sanitario si è sentita l’esigenza di essere tutti uniti per dare vita ad una organizzazione che sappia tutelare le singole realtà in considerazione del fatto che le grandi imprese saranno probabilmente privilegiate da supporti economici erogati a vari livelli dallo Stato. Un settore il nostro che è stato penalizzato fin dalla prima ora della emergenza Covid – 19.
Ma che ne sarà dei nostri centri sportivi? Il malessere generale si è focalizzato proprio sulle personali e inevitabili perdite economiche che la chiusura forzata ha indotto. Il settore benessere è una fascia in crescita e non va fermata a causa di un virus endemico.
Ma quali prospettive ci saranno per il futuro? Cosa dobbiamo aspettarci o meglio, cosa possiamo fare? Precisiamo che le notizie giornalistiche (e non solo) frammentate, incomplete e interpretabili, hanno generato una ingente confusione e incertezza divulgando il messaggio che è la palestra il luogo di contagio.
Il cittadino deve venire a conoscenza che la chiusura forzata delle attività è una scelta dello Stato italiano a tutela della salute dei cittadini, e non un provvedimento delle strutture sportive che da sempre operano per il benessere delle persone e non per favorire affezioni patogene.
Questa situazione rischia di indebolire il nostro tessuto economico e di azzerare una folta presenza di centri sportivi a misura d’uomo presenti capillarmente su l’intero territorio nazionale.
LE PROPOSTE
Con le nuove misure restrittive che hanno ampliato le aree di contenimento del virus all’intera Lombardia e a 14 province al Nord, e poi all'Italia, è necessario estendere con urgenza anche a questi territori le misure straordinarie prese nei confronti della prima zona rossa.
- Costruzione di una forte alleanza del territorio con altre realtà professionali ed aziendali, con le istituzioni locali, a partire dal Comune di Varese, per chiedere ed ottenere un aiuto concreto capace di farci superare questa delicata fase ma, anche e a soprattutto, per costruire il futuro dei centri sportivi.
- Un professionista, una partita iva, a differenza dei lavoratori dipendenti, non ha alcun Welfare che possa intervenire a suo sostegno e della propria famiglia per aiutarlo a superare questa delicata fase economica e finanziaria. Per questo chiediamo che siano estesi anche a queste figure professionali i sostegni e le diverse azioni economiche previste per le altre categorie, ad esempio lavoro subordinato.
- Che sia estesa la cassa integrazione in deroga anche ai dipendenti dei centri fitness, piscine e palestre.
- Chiediamo di valutare una possibile rimodulazione dell’addizionale Irpef Regionale della prossima scadenza.
- Inoltre chiediamo alla Regione di farsi promotore verso i Comuni, ad esempio con un accordo con Anci, affinché le stesse amministrazioni comunali possano deliberare sconti e rimodulazioni delle tasse comunali (Tari, Tarsu, Suolo Pubblico, Affissioni ecc.).
- Ancora sarebbe opportuno ed utile che gli istituti bancari predispongano dei budget da destinare alla categoria Lombarde per far fronte all’attuale situazione. I costi di affitto delle palestre, piscine e luoghi dove si svolgono le attività sono impegnativi e drenano importanti e significative risorse. Per questo chiediamo ci sia un preciso indirizzo, anche al tramite delle associazioni di rappresentanza dei proprietari degli immobili affinchè le proprietà possano concordare particolari rimodulazioni degli affitti.
- Prevedere un credito d’imposta da destinare ai cittadini clienti dei centri per richiedere eventuali rimborsi dei mesi pagati al centro fitness e non usufruiti tramite il prossimo modello 730/2020.
Riteniamo che anche il CONI e le singole federazioni sportive debbano impegnarsi in questa direzione prevedendo, ad esempio, spostamenti, riduzioni o meglio cancellazioni delle quote di adesione per l’anno in corso.




