Una giornata sì e no: alla fine alla fine un po’ troppo “no”. No di Novara ma vale anche come voglia di scuotere la testa di fronte a un paio di ingenuità. Poi si può rognare su un rigore negato e sugli episodi, perché i tigrotti non si sono davvero risparmiati. La vittoria novarese però è particolarmente indigesta, non solo per il sapore intenso di derby: piuttosto, perché era evitabile. Niente di irresistibile sul fronte piemontese. Uno a due finale con qualche rimpianto.
Citiamo anche due “no” positivi: quelli all’interno di due nomi chiave della partita. Le Noci, partito in sordina, poi trascinante e determinante come al solito. E poi Mangano, che ferma due volte Gonzalez e nulla può solo sulle due reti dei novaresi.
La partita inizia con maggiore spettacolo sugli spalti, i palloncini e il clima da festa che scandivano la “giornata biancoblù”. Nonostante l’orario più propizio, niente boom di spettatori: 1.035 sugli spalti. Ma chi se ne frega delle cifre: il pubblico dello Speroni è sempre più forte dei numeri ed è stato a fianco dei suoi tigrotti in ogni istante. Inviperendosi quando Bortolussi, autore del primo gol al 27’, “sbaglia” curva dove esultare.
A raddrizzare il torto ci pensa Le Noci, su rigore, appena si apre il secondo tempo e si levano gli ultimi palloncini bianchi e blu. Al 27' si accende un sole promette per congedarsi allo Speroni ma è un messaggio beffardo del destino: arriva infatti il gol di Buzzegoli a far scendere il gelo.
I tigrotti non mollano, arrivano i nuovi innesti come quello di Kolaj, ma resta il dubbio che l’uscita di Le Noci tolga un po’ di efficacia ai tentativi di agguantare il pareggio.
Al 39’ Parker, servito da Kolaj, si trova davanti al portiere e può scrivere un finale diverso, ma Marchegiani cancella ogni speranza.
Finiamo con un altro sì e un no.
Il primo: le 100 panchine di Javorcic, festeggiate all’inizio.
Il secondo: Nardi che prende per il braccio l’arbitro impunito nel primo tempo.










