Come ai bei tempi. La sofferenza, mai così dolce. La gente, mai così tanta. Il vecchio cuore giallonero, mai così grande. I gol, 9, mai così belli. La partita, mai così vicina ai tempi d'oro: il Varese avanti 4 volte e 4 volte ripreso dal Merano fino al morso del Mastino Franchini ai supplementari assistito da Vanetti, il mago e il varesino. Poi è solo delirio con Diego Sampaoli, il signor OGILink, che in tribuna finisce senza voce insieme a quasi ottocento spettatori impazziti. Come la curva mai così vicina a quella che era l'uomo in più e che, da oggi e per sempre, lo è e lo sarà ancora.
I Mastini primi in classifica dopo aver battuto un grande Merano (ma il Varese è stato ancora più grande) davanti a una magnifica cornice giallonera: non è un sogno, è realtà. Non è il passato, è presente.
Fatecelo scrivere: è stata la partita più bella mai vista al palaghiaccio dai tempi della Shimano. E fateci aggiungere anche che c'è un omino, anzi un omone, che sfugge sempre dai riflettori e che ha seguito il riscaldamento da solo su un seggiolino in cima alla tribuna, che però è il primo Mastino: coach Massimo Da Rin (sensazionale e vincente il blitz con cui inserisce all'inizio Vanetti in prima linea). Qualcuno ha detto che tutti i giocatori allenati da Bryan Lefley dicevano sempre la stessa cosa: è stato il migliore di sempre, vede prima le cose. Vorremmo un giorno poter scrivere identiche parole per Da Rin: lo faremo nel momento stesso in cui si verificherà quello che tutti noi e voi, in questo momento, sogniamo e immaginiamo, senza poterlo dire. Anche perché, da lassù, di fronte al più grande sogno di vittoria giallonera, sicuramente Bryan ci darebbe l'autorizzazione a farlo.
Si sono sentiti perfino i cori contro il Bolzano, s'è rivista la gente sulle panche in legno dietro la balaustra sotto il tabellone, il popolo giallonero in tribuna (presente anche il sindaco Galimberti con figlio) e una curva per cui non esistono aggettivi. Ha cantato, trascinato, ballato per 62 minuti e 36 secondi, ricevendo la squadra e la corsa finale con il salto sotto la balaustra ormai must del portierone Alessandro Tura.
Sembrava che la rete indimenticabile della serata fosse la quarta con cui il Merano aveva ripreso per l'ennesima volta la coda del Varese in fuga grazie al 4-3 di Raimondi (il gioco di prestigio del meranese Douglas Nardi che faceva scomparire il disco per farlo riapparire alle spalle di Tura aveva lasciato tutti a bocca aperta), ma poi nel supplementare è arrivato Marco Franchini, quello dei gol pesanti: è andato sul disco servito da Andrea Vanetti, ha fatto due passi saltando secco un avversario e scaraventando all'incrocio il 5-4.
Secondo periodo con altro pathos e altri grandissimi gol: il 2-2 meranese dopo 3'05", quasi fotocopia del 2-1 di Perna: fuga, assist e missile di Lo Presti che perfora Tura. Ennesima fucilata di una partita che ha bombardato tutti di emozioni antiche, davvero da prime della classe, come il 3-2 di Marcello Borghi con il Varese che allungava di nuovo grazie alla prima linea delle meraviglie e a un Perna che, oltre alla rete, appare ovunque (assist anche stavolta, come sul primo gol). Ma il Merano non molla mai e con un contropiede cinico e mortale va a prendersi il 3-3. Forse loro più astuti e appuntiti, noi più belli e accecanti: certo, ci sono i power play gialloneri senza gol, ma ci penseremo da domani.
Primo periodo subito bellissimo dentro e fuori dal ghiaccio, con la gente che ha continuato a entrare superando quota 700: goccia dopo goccia, Varese sta tornando a riempire il suo mare ghiacciato di via Albani. Un boato assordante accompagna l'1-0, magnifico, di Andrea Vanetti che arriva in corsa e spedisce dentro l'assist di Perna. Da stropicciarsi gli occhi la velocità con cui aggrediscono il match i gialloneri, caricati a molla da Massimo Da Rin e dalla curva dove campeggia uno striscione semplice e forte: "Nel nome di Varese".
Il Merano pareggia con Faggioni al 9' che, in superiorità, mette dentro il rimbalzo sul miracolo del portierone Tura: non si possono concedere 3'05" consecutivi con l'uomo in più alle Aquile. Quasi immediato il 2-1 giallonero: Perna ha tempo di prendere la mira e sparare un missile all'angolino anche in questo caso dopo una grande azione di una scatenata prima linea (Marcello Borghi-Franchini). Marcello Borghi quasi sulla sirena in contropiede manca il tempo con il 3-1. Si andrà avanti così per altri due tempi, con un tira e molla da lasciare senza fiato. Fino all'urlo liberatorio di Franchini e del Palalbani: l'ultimo fiato che avevamo, lo abbiamo speso tutto lì, su questi ragazzi da sogno.
Qui sotto il video del gol al supplementare di Franchini che ha fatto impazzire il Palalbani, sotto il tabellino e la situazione in campionato, poi il secondo video con il popolo giallonero.
Varese-Merano 5-4 ai supplementari (2-1, 1-2, 1-1, 1-0)
Varese: Tura (Menguzzato); Schina, Re, M. Borghi, Perna, Franchini; Ilic, F. Borghi, Vanetti, Asinelli, Raimondi; Grisi, Cecere, Mazzacane, Privitera, Teruggia; Erik Mazzacane, P. Borghi, Di Vincenzo. Coach Da Rin.
Reti: 0'30" Vanetti (Perna, Franchini) 1-0, 9' Faggioni in superiorità 1-1, 10'15" Perna (Marcello Borghi, Franchini) 2-1; 23'05" Lo Presti 2-2, 29'30" Marcello Borghi (Franchini, Perna), 34'15" Pontus Moren 3-3, 40'57" Raimondi (Asinelli) 4-3, 48'31" Douglas Nardi 4-4, 62'36" Franchini (Vanetti) 5-4.
Note - Penalità Va 18' Me 20', tiri Va 43 Me 43.
Arbitri Bagozza-Cassol (Federico e Jacopo Pace).
IHL
QUARTA GIORNATA
Como-Bressanone 1-4, Varese-Merano 5-4 ai supplementari, Caldaro-Pergine 0-4, Alleghe-Valpeagle 5-3. Domenica 6, 18.30: Valdifiemme-Appiano 3-2 ai supplementari.
CLASSIFICA
Varese 11. Merano 10. Pergine, Bressanone 9. Valpeagle 6. Alleghe, Como, Caldaro, Valdifiemme 3. Unterland Cavaliers 2. Appiano 1.
QUINTA GIORNATA
Mercoledì 9, 20.30: Valpeagle-Como.
Giovedì 10, 20.30: Bressanone-Caldaro, Merano-Appiano, Valdifiemme-Alleghe, Unterland-Pergine. Riposa: Varese.




























