Vi proponiamo questo articolo scritto dalla giornalista Elisabetta Canoro per Identità Golose, magazine online italiano di cucina internazionale con notizie su grandi chef, ricette da tutto il mondo e ristorazione. In questo caso Elisabetta e Identità ci portano a Novara, dove lo chef varesino Vincenzo Manicone dà forma alle idee e al genio di Antonino Cannavacciuolo nel suo "Cannavacciuolo Cafè&Bistrot".
Si alza il sipario e si va in scena. Proprio come a teatro. Succede a Novara, nella centrale piazza Martiri della Libertà, al Cannavacciuolo Cafè&Bistrot, altra creazione del vulcanico chef partenopeo, che quest’anno festeggia anche i vent’anni di Villa Crespi, cinque stelle lusso inserito nel circuito dei Relais&Châteaux con il ristorante gourmet due stelle Michelin, a Orta San Giulio, sul Lago d’Orta.
Si va in scena, si diceva, perché Sipario, Overture, Musical, Opera e Balletto, sono i nomi dei menu del Bistrot novarese, che rendono omaggio al teatro, appunto. Ritmati da tempi e divisi in atti, sono declinati in piatti stagionali a base di ingredienti selezionati e ricercati.
“Qui trattiamo alici come aragoste”, recita la presentazione del locale. Niente di più vero. L’idea è di offrire una cucina di alto livello alla portata di tutti, con un palinsesto variegato e articolato che si dipana dalla prima colazione al dopo cena, con i cocktail interpretati dall’estro degli abili bartender, passando per il pranzo e la cena. Senza dimenticare le pause ad alto tasso zuccherino: al di là della piazza, la Cannavacciuolo Bakery, il Laboratorio di pasticceria artigianale, sforna sfogliatelle e babà freschi a tutte le ore.
A dar forma alle idee ci pensa Vincenzo Manicone, chef under 30, nato a Varese, metà pugliese e metà campano di origini, da poco meno di dieci anni nella squadra di Cannavacciuolo (lavorava con lui a Villa Crespi) e da tre anni al Bistrot, per seguire una squadra di undici persone, tra brigata e sala.
Appassionato, forte di un curriculum che vanta esperienze in cucine prestigiose (tra gli altri, ha lavorato anche da Cracco), porta in tavola una cucina che interpreta con un tocco personale la lezione del suo maestro, attingendo da ingredienti e ricette piemontesi e campane, rielaborate e presentate con estro. È una cucina che arriva e convince, come dimostra il recente riconoscimento della Michelin, che l’ha premiato con una stella.
Aperto nell’ottobre 2015, il Bistrot occupa gli spazi dell’ex bar del Teatro Coccia, principale teatro lirico di Novara, il più storico di quelli piemontesi: «Io e mia moglie Cinzia abbiamo deciso di rimetterlo a nuovo riaprendo il collegamento con il foyer», racconta lo chef campano. L’ambientazione è speciale, e fa da contraltare all’atmosfera informale che si respira nel Bistrot. A plasmare il locale è stata proprio la moglie Cinzia Primatesta, che ha curato l’arredo e il design con la progettista Draga Obradovic.
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