Sport - 23 agosto 2019, 20:11

La sconfitta del calcio, la vittoria del Savona: Disabato di nuovo in serie D. Così il pallone soffoca estro ed emozioni

Uno dei talenti più puri della nostra terra giocherà in serie D a Savona: eppure in tanti, sia in C che in B, dovrebbero solo allacciargli le stringhe. In un mondo ottuso che predilige soldatini e schemi ai piedi buoni, Donato avrà sempre dalla sua tifosi ed emozioni

Donato Disabato con la maglia del Savona (foto tratta dal sito ufficiale del Savona Fbc)

Donato Disabato con la maglia del Savona (foto tratta dal sito ufficiale del Savona Fbc)

Innanzitutto, onore al Savona che ha visto lontano e ci ha provato, portandosi a casa un calciatore (un uomo) che fa la differenza.

Ma se Donato Disabato, uno dei talenti calcistici più puri della nostra terra, torna a giocare in serie D, il mondo è nel pallone, e non solo quello del calcio.

Classe, intuito, carriera e gol evidentemente nel calcio e in Italia contano sempre meno. E così capita che, pensando solo a fare alla grande il proprio mestiere, e pure senza mai una parola fuori posto, non basti per giocare nella categoria meritata, e per fortuna esiste ancora una mosca bianca come il Savona con il fiuto e l’ardire di sapere cosa ha nei piedi, e nella testa, uno dei giocatori e delle persone migliori non in D, non in C, e forse neppure solo in B.

Chi ha visto giocare questo centrocampista varesino ventinovenne nelle giovanili del Varese, nell'Albinoleffe, nella Pro Vercelli, nel Prato e nella Pro Patria oggi non può che dire la stessa cosa: vincono schemi, rigidità e soldatini rispetto al talento puro, al gioco, alla libertà del calcio che Donato rappresenta al meglio. Per noi metà dei giocatori di C o B non potrebbe nemmeno allacciargli le stringhe, ma tant'è.

Consolati, Dona: chi cerca giocatori che sanno ancora divertire e in cui identificarsi verrà da te a Savona. A vederti vincere il campionato. 

E sappi che esiste ancora qualcuno che riconosce, apprezza e cerca l'estro, la stoffa, l'emozione di un dribbling o di un gol inventato dal nulla o di un assist che manda in porta il compagno perfino in questo calcio di robot, briglie, ordine e grigia tattica.

Non siamo allenatori e dirigenti? Tanto meglio: a volte le persone normali e i tifosi veri come noi (e come voi) contano e valgono di più. E' questo il caso.

Andrea Confalonieri


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