Sulla vicenda degli insulti al sindaco di Varese Davide Galimberti vergati da mani ignote nella piscina chiusa di via Copelli (leggi QUI), riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Lega di Varese.
Prendiamo le distanze dagli insulti al sindaco di Varese, non condividendo e condannando metodi, toni e parole di quel gesto ingiurioso. La mano non è da ricercarsi nel mondo politico ma, più probabilmente, tra qualche semplice cittadino frustrato: ugualmente, non condividiamo né giustifichiamo, ma capiamo la probabile origine della frustrazione di chi, magari ex utente della piscina comunale e sprovvisto di alternative, è costretto, nella canicola estiva, a rinunciare al suo sport preferito o a un attimo di refrigerio.
Chi, nelle file della sinistra, vuole vedere invece in questa scritta un "attentato fascista delle destre" ha bisogno di mettersi un cappello contro i colpi di sole, idratarsi molto e – nei casi più gravi – accedere a un serio consulto psichiatrico nelle strutture sociosanitarie apposite.
Rinnovando la solidarietà al sindaco accogliamo anche l'appello della segretaria del PD ad abbassare i toni; vorremmo, però, che ci sia pari indignazione anche quando ad essere insultati e minacciati sono gli esponenti della Lega, in particolare quelli che sono attualmente al governo del paese, senza doppiopesismi.
Lega Varese