Lorenzo è atterrato a Malpensa a mezzogiorno di lunedì. Arrivava dalla Spagna e si è sottoposto, come da prescrizione, al tampone in quanto proveniente da un Paese considerato a rischio per quanto riguarda il Coronavirus. Ci aveva raccontato (leggi QUI) di avere impiegato appena quindici minuti per effettuare il test e di avere trovato efficienza e sensibilità da parte di tutti gli operatori nella postazione agli arrivi del Terminal 1.
Le cose però non sono proseguite altrettanto bene. A cinque giorni di distanza da lunedì, infatti, Lorenzo è ancora in attesa dell'esito che avrebbe dovuto arrivare nelle 48 ore successive. Di ore però ne sono passate ben di più e del risultato del test, atteso via mail, per adesso non c'è traccia.
Lorenzo, seguendo da buon cittadino tutti i consigli diffusi da Governo e Regione, è rimasto in casa, in isolamento fiduciario (pur non essendo obbligato a farlo) per evitare ogni possibile rischio nei confronti non solo dei familiari, ma anche di tutte le persone che conosce e che potrebbe incontrare. Un piccolo grande gesto di responsabilità cruciale in questi mesi di pandemia.
Una situazione non semplice: Lorenzo vive con gli occhi su quella mail che non arriva mai, rinvia incontri e appuntamenti, non può fare la spesa e soprattutto deve rinunciare a una delle cose cui tiene di più: la visita all'amata nonna, che aiuta anche in piccole faccende di casa (leggi QUI).
Il senso civico e di responsabilità che sta dimostrando Lorenzo merita rispetto: ovviamente il numero di tamponi da processare nei laboratori è altissimo, ma questo non giustifica un ritardo che sta condizionando la sua vita e quella dei suoi cari. E lo stesso vale per tutti quelli che sono nella sua situazione.