«Per rendere la nostra agricoltura all’altezza delle sfide future, dobbiamo accompagnare le imprese della filiera con investimenti di lungo periodo, che consentano loro di adattarsi ai cambiamenti climatici e di affrontare con maggiore resilienza gli aumenti galoppanti dei costi di produzione». Lo ha detto Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, ad Agorà.
«La situazione delle nostre imprese agricole e agroalimentari è preoccupante. Se da un lato l’export tiene, hanno problemi serissimi filiere strategiche del Made in Italy come quella del vino, del latte, dei cereali, dell’allevamento e del settore ittico. Per affrontare queste criticità, serve una “strategia Paese”, accompagnamento agli investimenti in innovazione e un vero piano di adattamento climatico, che non può prescindere dalle infrastrutture. Per esempio, l’aumento delle temperature provoca morie di cozze e vongole già messe a dura prova dal granchio blu.
La tecnologia, dall’agricoltura di precisione all’intelligenza artificiale, può inoltre offrire un contributo importante nel monitoraggio e nella prevenzione delle malattie che colpiscono il mondo animale e vegetale e nel sistema dei controlli e della prevenzione delle frodi. Bisogna fare di più, perché la sicurezza alimentare del Paese e migliaia di posti di lavoro dipendono dalla solidità del settore primario», ha concluso.