La “maledizione di largo Flaiano” colpisce ancora: quando la disattenzione e la noncuranza degli utenti ricade sull’amministrazione…
No, questo pezzo sulla pista ciclopedonale di viale Belforte non sarà come… tutti gli altri articoli sulla pista ciclopedonale di viale Belforte, rinvenibili su questo e su altri giornali cittadini. Non darà voce alle - legittime - rimostranze sul traffico, sulle scelte viabilistiche del Comune di Varese e sulle loro ricadute pratiche. In merito alla nuova opera pubblica pensata e realizzata da Palazzo Estense ognuno conservi giustamente le proprie idee, tutte rispettabili: quelle di VareseNoi nulla aggiungerebbero al dibattito.
Un pizzico di verità nel riportare i fatti, invece, non gusta mai… Soprattutto dopo la giornata di ieri, florida di polemiche politiche e di esacerbati commenti social, dimentichi - tuttavia - di un elemento ricostruttivo fondamentale.
Nella mattinata di domenica (leggi QUI) due uomini in bicicletta di 62 e 70 anni sono caduti a poca distanza temporale l’uno dall’altro in viale Belforte, nello stesso punto, ovvero sotto il ponte ferroviario che interseca, sopraelevato, l’arteria. Secondo la ricostruzione anche da VareseNoi riportata, entrambi avrebbero perso il controllo della propria bici mentre percorrevano la corsia preferenziale dedicata a pedoni e due ruote a causa della presenza di una transenna, finendo così a terra e riportando (fortunatamente) ferite non gravi.
Su quanto accaduto si è fiondata parte dell’opposizione politica varesina, sia quella interna che quella esterna al consiglio comunale (sempre QUI): per il tramite di rispettivi comunicati Lega e MAV hanno tuonato - come del resto fanno da tempo - contro la ciclopedonale, tirando in ballo il tema della sicurezza e quindi della pericolosità della nuova opera pubblica, dimostrata - a dir loro - proprio dai due incidenti verificatisi ieri, per giunta nel medesimo punto.
Ecco: perché, però, era - ed è ancora - presente una transenna lungo la futura corsia riservata? Semplicissimo: perché la stessa non è stata ancora aperta al traffico ad essa destinato. E lo sbarramento in questione non è peraltro l’unico: l’intero nuovo tratto ciclopedonale è disseminato di blocchi, o sotto forma di transenne o sotto forma di new jersey in plastica bianchi e rossi.
Davvero difficile considerare aperto e dunque utilizzabile un percorso corredato di tali, inequivocabili, segnali: chi ci si infila, allora, lo fa a proprio rischio e pericolo…
Eccola quindi la “maledizione di largo Flaiano” che colpisce ancora: per mesi diverse automobili hanno preso in contromano la nuova rotonda senza alcuna ragione logica (né tantomeno ad altri imputabile) se non quella della disattenzione. Eppure quegli incidenti hanno (sempre per mesi) contribuito a formare l’opinione pubblica sulla rivoluzione viabilistica in atto…
VareseNoi questa mattina ha fatto una capatina in viale Belforte, giusto per verificare quanto vi stiamo scrivendo. E ha trovato alcuni rappresentanti della ditta appaltatrice dei lavori impegnati a sostituire la transenna di cui sopra, ormai sfondata, con una nuova: qui sotto il video.
Da quanto appreso dal nostro giornale, al completamento della ciclopedonale mancherebbe ancora l’illuminazione: fino a quel momento gli impedimenti al passaggio rimarranno e la striscia non sarà utilizzabile. Non sarebbe inoltre la prima volta che gli operai incaricati si trovano nella necessità di cambiare o rimettere al loro posto i blocchi: queste persone hanno raccontato a VareseNoi di aver trovato nelle scorse settimane transenne rotte o gettate nelle aiuole o semplicemente spostate.
Piove (oggi magari lo facesse, col caldo che fa…), ma non sempre il Governo è ladro…