Il Comune di Malnate, con un comunicato del sindaco Nadia Cannito, interviene sulla vicenda sollevata con una lettera firmata da 45 famiglie riguardanti la riduzione dell'orario scolastico alla primaria a partire dal prossimo anno: (LEGGI QUI)
In merito alle recenti decisioni assunte dall'istituto Comprensivo "lqbal Masih" riguardo alla riorganizzazione dell'orario della scuola primaria, il Comune di Malnate ritiene doveroso fornire alcuni chiarimenti, al fine di garantire una corretta e trasparente informazione alla cittadinanza. Le scelte relative all'orario scolastico, all'organizzazione didattica e al tempo-scuola rientrano esclusivamente nelle competenze dell'Istituzione scolastica e dei suoi organi collegiali. Il Comune non ha alcun potere decisionale né possibilità di intervento su tali provvedimenti, che vengono assunti dalla scuola in piena autonomia, nel rispetto della normativa vigente. (D.P.R 275/1999 e dalla Legge 107/2015).
Come Amministrazione comunale, non possiamo quindi intervenire sulle decisioni di natura didattica. Possiamo però, e riteniamo doveroso farlo, essere vicini alle famiglie, soprattutto in una fase di cambiamento che coinvolge bambini e genitori e che sta comprensibilmente generando preoccupazione. In qualità di Sindaco, confermo la piena disponibilità del Comune a sostenere le famiglie, attivando i servizi di competenza comunale, in particolare il servizio di doposcuola e la mensa, anche nell'ulteriore pomeriggio del lunedi. Il costo di tali servizi aggiuntivi sarà sostenuto dalle famiglie, mentre l'Amministrazione comunale sta valutando la possibilità di rivedere le fasce ISEE, aumentando la soglia di esenzione, per aiutare le famiglie più fragili.
Parlo anche da insegnante, con la consapevolezza che questo ruolo comporta: la riduzione del tempo scuola non è mai una scelta positiva. Il tempo trascorso a scuola rappresenta un valore educativo fondamentale, non solo per l'apprendimento, ma anche per la crescita personale, relazionale e inclusiva dei bambini. Ridurre l'orario scolastico significa spesso sottrarre opportunità educative, soprattutto per gli alunni più fragili. Inoltre, credo che la scuola rappresenti un presidio sociale fondamentale per il tertorio. Le preoccupazioni espresse da molte famiglie sono quindi legittime, fondate e meritano attenzione e ascolto. Per questo, ritengo indispensabile mantenere un confronto aperto e costruttivo, soprattutto quando le decisioni incidono sul benessere dei bambini e sull'organizzazione familiare.
L'Amministrazione comunale non ha il compito di sostituirsi alla scuola, ma di garantire in primis servizi extrascolastici efficienti e di qualità, come abbiamo sempre fatto, senza tralasciare il necessario supporto e ascolto rivolto ai genitori, nella convinzione che, solo attraverso una collaborazione fattiva tra istituzioni, famiglie e scuola, sia possibile tutelare concretamente il diritto all'educazione e la qualità dei servizi offerti.