Ohandzhanian para, Franchini segna - sotto il video del rigore decisivo grazie a Elisa Colombo - e i Mastini, con il loro vecchio corazon (stasera ci bastava risentire il suo battito potente), si prendono ai rigori la vittoria scaccia-incubi. Quando hai un tarlo nella testa, basta una piccola cosa per fare un grande passo in avanti. E cioè: il quarto posto matematico che nei quarti di finale assegnerà probabilmente al Varese una brutta gatta da pelare come l'Alleghe ma, soprattutto, la certezza di avere ancora qualcosa da dare, e da chiedere, a questo campionato. Quando prendi schiaffi come li hanno subiti i Mastini, conta rialzarsi e iniziare a darne uno tu. Il resto, forse, verrà quando all'anima della squadra, questa sera luccicante soprattutto grazie all'esempio degli "ultimi", ma qui gli ultimi sono spesso i primi, e alla quarta linea trainata da uno splendido Piroso (che goduria vedere segnare Allevato e, per pochissimo, quasi anche Fornasetti), ma anche dalla terza e dalla capacità generale di soffrire, dai numeri del portiere ucraino, che ha tenuto in piedi la baracca nella seconda parte del terzo tempo quando la paura di vincere e rovinare tutto spalleggiata dalle continue inferiorità numeriche ha fatto capolino, ricacciata indietro ai rigori, dopo un overtime giustamente finito in parità con occasioni per tutti, anche grazie all'unico gol del mago Franchini.
Noi, stasera, ci accontentiamo innanzitutto delle 400 partite in giallonero del recordman Erik Mazzacane, e del pubblico, quasi 800 persone vicine alla squadra nei momenti più duri, capace di spronare (vedi lo striscione dei Ragazzi della Nord: "7-1: meritiamo rispetto, riprendiamoci lo scudetto") e difendere questa piccola sporca vittoria. E ci accontentiamo della mole di gioco non sfruttata dei primi due periodi, del ritorno in cattedra di un portiere nel Varese, del tentativo intravisto sulla panchina giallonera di un maggior dialogo tra tutti che riportano alla fine i Mastini all'unica cosa che oggi serviva: vincere. Vincere e vivere. Il resto, forse verrà. O scomparirà, come le troppe penalità (4 solo per Marco Matonti, autore comunque di un gol raro e purificatore per il provvisorio 3-2) che hanno fiaccato la resistenza giallonera nel terzo periodo fino allo scontato epilogo del 3-3 incassato su un tiro da distanza siderale di Radin in doppia inferiorità a un minuto dalla sirena con l'Appiano senza portiere e Marcello Borghi in panca puniti. O come i troppi gol falliti nei momenti "on", i buchi difensivi in quelli "off" e l'attesa per il ritorno del vero Makinen, ancora lontano da quello che proprio ad Appiano aveva fatto innamorare di lui il Varese e, forse, sopraffatto - come Kuronen - dai momenti di tensione assoluta vissuti da gruppo e ambiente nelle ultime settimane che, per due stranieri così freddi e calmi, tolgono quella freddezza e sicurezza da riconquistare con serenità, lucidità e stabilità.
Gira e rigira...
Le occasioni, alcune da mangiarsi le mani e non solo (di Fornasetti, Marcello Borghi e Ghiglione quelle a tu per tu con il bravo portiere Reinalter), arrivano soprattutto nel secondo periodo anche se non in proporzione alla mole di gioco costruita dai Mastini, a cui pare mancare un castigatore davanti alla porta per scavare il solco quanto lo meriterebbero. Solco che è solo di un minuscolo gol, e pure in rimonta, a fine secondo periodo, ma proprio la capacità di creare, non mollare e insistere è il denominatore comune della serata giallonera. Capacità che si materializza nell'1-1 di Allevato sotto la traversa su assist di Piroso, e poi ancora nel 2-2 di Marcello Borghi sotto la Nord con tanto di esultanza liberatoria che dice tutto, quindi nel vantaggio di Marco Matonti, proprio lui, con una castagna che fa venire giù il palazzo.
Girano le scatole
Girano le scatole non solo per la mole di opportunità svanite di un soffio anche nel primo tempo (c'è anche un palo interno di Perino, oltre ai morsi rimasti in gola a Tilaro e Michael Mazzacane) e alla vendetta altoatesina sventata grazie a un paio di parate già determinanti di Ohandzhanian, ma soprattutto per il modo in cui vengono favoriti i gol ospiti (in tutta sincerità, la coppia difensiva Marco Matonti-Raskin è rivedibile se non male assortita), peraltro di ottima fattura: l'1-0 nasce da un uno-due Eruzione-Williamson che scarta anche il portiere e insacca, il 2-1 da uno svarione difensivo che favorisce Graf.
Gira la ruota
Stasera la pallina della roulette lanciata da Glavic si ferma sul numero 30 del portiere ucraino Ohandzhanian, titolare per Filippo Matonti, sul 24 di Perino, portato in prima linea al posto di Ghiglione, che è in seconda accanto a capitan Vanetti e Tilaro, mentre il 3 di Schina è in terza e il 69 di Bertin entra a rotazione come uno stantuffo. Al 55 del rientrante Piroso tocca la quarta. Rispetto all'1-7 con il Caldaro sono diverse tutte e tre le linee difensive (in prima c'erano Makinen e Marco Matonti, in seconda Schina e Crivellari, in terza Bertin ed Erik Mazzacane con Raskin di supporto all'evenienza). Cambiano dunque molte cose, ma alla fine l'insieme di tutti questi numeri compone comunque la forma voluta, cercata e poi spremuta: il cuore giallonero. Contava solo quello.
Varese-Appiano 4-3 ai tiri di rigore (1-2, 2-0, 0-1, 0-0, 1-0)
Reti: 5’13” Williamson (Eruzione, Tombolato) 0-1, 5’31” Allevato (Piroso, Fornasetti) 1-1, 11’46” Graf (Svoboda) 1-2; 36’29” Marcello Borghi (Makinen, Schina) 2-2 in sup., 38’12” M.Matonti (M.Borghi) 3-2, 58’58” Radin (Graf) in sup. e senza portiere 3-3
Varese: Ohandzhanian (F.Matonti); Makinen, Crivellari, Perino, Kuronen, M.Borghi; Raskin, M.Matonti, Ghiglione, Vanetti, Tilaro; Schina, E.Mazzacane, Raimondi, M.Mazzacane, Franchini; Bertin, Piroso, Allevato, Fornasetti. Coach: Gaber Glavic.
Appiano: Reinalter (Pallabazzer); Frick, Radin, Eruzione, Williamson, Tombolato; Oberrauch, Dellagiacoma, Piechenstein, Graf, Svoboda; Unterrainer, Spitaler, Chizzali, Gamper, Engl; Erlacher, Schwingshackl, Amici. Coach: Martin Lacroix.
Arbitri: Massimo De Col, Fabio Lottaroli (Giorgio Brenna, Riccardo Pignatti)
Note - Tiri Va 35, Ap 31. Penalità Va 16', Ap 8'. Spettatori: 790.
Master Round - Ottava giornata
Varese-Appiano 4-3 ai rigori, Caldaro-Alleghe 3-1, Aosta-Feltre 7-2.
Classifica
Caldaro 45 punti. Aosta 35. Feltre 31. Varese 27. Alleghe 19. Appiano 14.
Nona e penultima giornata
Giovedì 20: ore 20 Appiano-Alleghe, 20 Aosta-Varese, 20.30 Feltre-Caldaro.
Ultima giornata
Sabato 22: ore 18.30 Varese-Caldaro, 19.30 Appiano-Aosta, 20.30 Alleghe-Feltre.
Qualification Round - Dodicesima giornata
(le prime due ai playoff)
Fassa-Como 12-0, Fiemme-Dobbiaco 6-2, Valpellice-Pergine 0-5 (1.150 spettatori). Riposo: Bressanone.
Classifica
Fiemme 37 punti. Fassa* 31. Valpellice* 29. Pergine* 28. Dobbiaco 25. Bressanone* 7. Como* 4. *una partita in meno
Tredicesima giornata
Mercoledì 19, 20.30 Como-Valpellice. Giovedì 20, 20.30 Pergine-Fiemme e Fassa-Bressanone. Riposo: Dobbiaco.
Ultima giornata
Sabato 22: ore 18 Como-Bressanone, 18.45 Pergine-Fassa, 20 Dobbiaco-Valpellice. Riposo: Fiemme.