Nessun dirigente del Città di Varese in sala stampa dopo la retrocessione in Eccellenza (leggi QUI e QUI i voti), a parte Stefano Pertile che accompagna orgogliosamente Porro davanti ai giornalisti. Questa assenza-presenza parla più di qualunque parola.
Prima l'ex Giuliano Melosi, uomo vero. Da Varese come il ds Borghetti.
«Ho azzeccato la formazione e abbiamo affrontato la partita nel modo giusto. Ho pagato a caro prezzo scelte scellerate ma Borghetti ha avuto il coraggio di riportarmi in serie D. Spero di averlo ripagato. Mi spiace per il pubblico del Varese: ho portato i biancorossi in D e la società mi ha fatto fuori, ora si chiude il cerchio e a farla retrocedere sono io» dice Melosi.
L'allenatore biancorosso Porro arriva in lacrime, con gli occhi lucidi, e chiede scusa: «C'è amarezza, non abbiamo fatto quello che serviva per salvarci. Un anno fa piangevamo di gioia e oggi per il dolore. Dobbiamo avere la dignità di accettare il verdetto del campo. Tante volte è più difficile costruire qualcosa sulle vittorie che dopo le sconfitte, se posso permettermi di dirlo. Quello che abbiamo fatto non è stato sufficiente per salvare il Varese».