Si fingono medici per entrare nelle case degli anziani e derubarli: è questa l’ultima trovata che alcuni truffatori stanno mettendo in atto, approfittando della diffusa paura di essere stati contagiati dal Coronavirus.
Diversi casi di tentativi di raggiro sono stati segnalati in alcuni comuni della provincia (leggi qui). Motivo per cui la questura di Varese ha deciso di diffondere il vademecum anti-truffa stilato dal vice questore vicario, Leopoldo Testa, e che era stato distribuito in tutti i pubblici uffici nel mese di agosto.
«Nel caso specifico, ricordiamo che nessun test viene effettuato a domicilio se non si sono prima attivate determinate procedure – sottolinea il vicario – Deve essere stato il paziente ad aver contattato per primo uno dei numeri destinati all’emergenza Coronavirus e il prelievo viene eseguito da personale che si presenta a bordo di vetture specializzate, assolutamente riconoscibili. In qualsiasi altro caso si tratta sicuramente di una truffa».
Si ricorda anche che il numero a cui fare riferimento, se si pensa di essere vittime di una truffa, è quello delle forze dell’ordine, il 112. Anche se i raggiri sono riconducibili al Coronavirus, non bisogna chiamare i numeri destinati all’emergenza sanitaria.