Un'altra trasferta, un'altra occasione per dimostrare che l'emergenza non ha piegato Varese. Stasera alle 20, sul campo della Tezenis Verona, l'Openjobmetis va a caccia di una vittoria che avrebbe un peso specifico notevole, soprattutto alla luce delle assenze ormai prolungate di William McDowell-White e Amedeo Della Valle.
Dopo il successo di Scafati e la sconfitta di Trento, un secondo colpo esterno consentirebbe ai biancorossi di ridurre davvero al minimo il terreno perso in campionato mentre sono costretti a fare a meno del cervello della squadra e di uno dei suoi bomber designati. E permetterebbe di dare ulteriore continuità ai segnali incoraggianti arrivati contro Roma e nella trionfale trasferta europea di Bamberg.
Ioannis Kastritis, però, non vuole che la scorpacciata tedesca diventi un pericoloso anestetico. Ha chiesto ai suoi di avere la memoria corta, di continuare ad avere fame e di non trasformare la fiducia conquistata nelle ultime partite in rilassamento. E ha indicato due aspetti fondamentali per la sfida di stasera: transizione difensiva e controllo dei rimbalzi. Non potrebbe esserci indicazione più pertinente, considerando le caratteristiche dell'avversaria.
VERONA, UNA NEOPROMOSSA CHE SA GIÀ FARE MALE
Tre vittorie e due sconfitte, proprio come Varese. Il ritorno in Serie A della Scaligera non è stato accompagnato da timidezze o complessi d'inferiorità: dopo la sconfitta inaugurale a Tortona (101-93), gli uomini di Alessandro Ramagli hanno messo in fila il prestigioso successo sull'Olimpia Milano (75-72), quello esterno a Scafati (89-82) e la vittoria contro Reggio Emilia (94-81). Soltanto domenica scorsa è arrivato il secondo stop, sul campo di Trieste (108-99), al termine di una partita nella quale i gialloblù, pur pesantemente rimaneggiati, hanno segnato quasi cento punti.
Ramagli è rimasto al comando della squadra che ha riportato Verona nella massima serie, ma il roster è stato profondamente rinnovato. Hanno salutato, tra gli altri, Diego Monaldi, passato a Sassari, Riccardo Bolpin, trasferitosi a Brindisi, Michele Serpilli, Tyrus McGee e Justin Johnson. La continuità è garantita soprattutto da Federico Zampini, Lorenzo Ambrosin, Federico Poser e Andrea Loro, mentre il mercato estivo ha portato in Veneto giocatori di esperienza internazionale e un livello di talento decisamente superiore a quello della passata stagione.
TOBEY, UN GIGANTE CHE SFIORA LA PERFEZIONE
Il nome da cerchiare tre volte in rosso è quello di Mike Tobey. Il centro americano naturalizzato sloveno, arrivato dal Gran Canaria dopo una carriera che lo ha portato anche a Valencia, Barcellona e Stella Rossa, è il riferimento assoluto della Tezenis.
16,4 punti, 11,2 rimbalzi e uno strepitoso 90,6% nel tiro da due: cifre che descrivono un dominio quasi imbarazzante nei pressi del ferro. Tobey è contemporaneamente il miglior realizzatore e il miglior rimbalzista della squadra, un lungo capace di finalizzare con impressionante precisione, offrire soluzioni nel gioco a due e soprattutto trasformare il controllo delle plance in un'arma offensiva.
Non è però un solista circondato da comparse. Jermaine Samuels Jr., ala statunitense proveniente dal San Pablo Burgos e con un'esperienza NBA agli Houston Rockets, sta garantendo 12,2 punti di media, atletismo e versatilità. Andrew Andrews, playmaker americano arrivato dalla Cina dopo una lunga carriera internazionale, porta esperienza, iniziativa e capacità di creare dal palleggio. Il portoricano R.J. Meléndez, reduce dalle esperienze tra G League e campionato portoricano, aggiunge fisicità e pericolosità sugli esterni.
E poi ci sono gli italiani, tutt'altro che semplici comprimari. Federico Zampini sta disputando un inizio di campionato di altissimo livello: 12 punti e soprattutto 5,8 assist di media, un dato che racconta quanto il capitano sia diventato importante nella costruzione del gioco. Contro Reggio Emilia ha segnato addirittura 25 punti, dimostrando di poter essere anche un protagonista offensivo di primo piano.
Molto bene anche Andrea Loro, già parte della squadra promossa in Serie A e protagonista di un percorso di crescita che lo ha portato a ritagliarsi responsabilità importanti. Viaggia a 10,6 punti di media e tira con il 40,0% da tre, percentuale che obbliga le difese a rispettarlo anche lontano da canestro. Completano le rotazioni Ambrosin, Poser e i giovani Maodo Mane e Matteo Oliveri.
L'EMERGENZA SUGLI ESTERNI E L'ARRIVO DI BARBITCH
Come Varese, anche Verona deve fare i conti con assenze pesanti. Non saranno della partita C.J. Massinburg e Izaiah Brockington, due giocatori sui quali la società aveva investito molto durante l'estate.
Massinburg, arrivato da Brescia e già capace di produrre 13 punti di media nelle prime quattro presenze, è fermo per una lesione al soleo destro. Brockington, ingaggiato dopo l'esperienza cinese con i Liaoning Leopards, non ha ancora debuttato in campionato a causa di un problema al soleo sinistro. Per lui si era inizialmente ipotizzato un recupero proprio in occasione della sfida con Varese, ma il rientro è stato rinviato per non forzare i tempi.
La doppia indisponibilità ha spinto la Scaligera a intervenire sul mercato, ingaggiando a gettone Milan Barbitch, guardia francese classe 2001, alta 197 centimetri e utilizzabile anche come playmaker. Cresciuto nel basket transalpino, ha giocato tra le altre con Paris Basketball, Fos Provence e Blois, prima delle esperienze in Grecia con il Kolossos Rodi e in Polonia con l'Arka Gdynia. Aveva iniziato questa stagione con Andorra, senza però disputare partite ufficiali.
Finora Barbitch ha giocato soltanto contro Trieste, segnando 5 punti in 12 minuti dopo appena un allenamento e mezzo con i nuovi compagni. Questa sera, dopo una settimana completa di lavoro, Ramagli dovrebbe concedergli maggiori responsabilità, anche per alleggerire il carico sulle spalle di Andrews e Zampini.
IL GRANDE PERICOLO: I RIMBALZI
Se c'è un dato che deve far scattare l'allarme in casa varesina, è quello relativo ai rimbalzi offensivi.
Verona è la prima squadra dell'intera Serie A per percentuale di rimbalzi offensivi catturati: uno straordinario 41,8%. Significa che, quando sbaglia un tiro, la Tezenis riesce a recuperare più di quattro rimbalzi disponibili su dieci, costruendosi seconde e talvolta terze opportunità per andare a canestro. Una capacità che non dipende soltanto da Tobey, pur formidabile sotto i tabelloni, ma dall'atteggiamento collettivo e dalla presenza fisica dei gialloblù.
Varese è quinta nella stessa graduatoria con il 36,2%, un rendimento tutt'altro che trascurabile, ma il confronto racconta comunque una superiorità scaligera in uno dei fondamentali che possono decidere la partita.
C'è di più: Verona è anche la squadra che concede meno rimbalzi agli avversari, appena 29 a partita, mentre Varese ne lascia catturare 38,6 ed è dodicesima in questa graduatoria. Numeri che spiegano perché Kastritis abbia insistito tanto sulla necessità di controllare le plance. Contro una squadra che vive anche di possessi supplementari, concedere seconde opportunità rischia di diventare un lusso insostenibile.
ATTACCO VERONA, DIFESA VARESE
Il confronto fra le due formazioni restituisce un'altra indicazione molto chiara: Verona è finora più efficace in attacco, Varese è più solida in difesa.
L'offensive rating della Tezenis è di 118,7 punti segnati ogni 100 possessi, sesto dato del campionato, mentre l'Openjobmetis si ferma a 108,2, dodicesima. Un divario importante, che conferma la capacità degli uomini di Ramagli di produrre punti attraverso il talento individuale, la costruzione del gioco e, naturalmente, il dominio a rimbalzo offensivo.
Il discorso si capovolge nell'altra metà campo. Varese possiede il sesto defensive rating della Serie A, con 111,4 punti subiti ogni 100 possessi; Verona è tredicesima con 118,4. Sette punti di differenza che raccontano due squadre finora molto diverse nella capacità di limitare gli attacchi avversari.
È qui che i biancorossi possono cercare il vantaggio. La Tezenis ha dimostrato di poter segnare contro chiunque, ma anche di concedere parecchio, e la difesa varesina, pur tra alti e bassi, ha già offerto segnali incoraggianti. Il problema sarà riuscire a far valere questa maggiore efficienza senza regalare agli avversari troppi possessi aggiuntivi.
Rimbalzi, dunque. E transizione difensiva. Le due parole d'ordine di Kastritis fotografano perfettamente la partita che attende l'Openjobmetis. Perché Verona è una neopromossa soltanto all'anagrafe del campionato: sul parquet ha già mostrato qualità, organizzazione e una capacità di fare male che non permette distrazioni.