(da LuinoNotizie.it) Una comunità intera si è stretta attorno alla famiglia di Lorenzo Bonaccurso, il 15enne morto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nell’incidente stradale avvenuto in via Lugano a Luino.
Oggi pomeriggio, nella Prepositurale colma di persone, moltissime anche in piedi, la città ha dato l’ultimo saluto a Bonny – il soprannome con cui lo conoscevano tutti – in un clima pregno di dolore, lacrime e profonda commozione.
All’ingresso, un libro delle firme con la foto di Lorenzo sorridente ha accolto ogni persona entrata in chiesa, dove campeggiavano numerose corone di fiori bianchi e azzurri a circondare la bara bianca, con l’immagine del ragazzo e un cuscino di rose bianche in mezzo alle quali ne risaltavano due rosse – forse un segno tangibile dell’amore dei genitori, Simona e Pasquale, che, straziati, hanno voluto stare il più vicino possibile, fino alla fine, a loro figlio.
Il silenzio, rotto solo da qualche singhiozzo, ha accompagnato l’intera cerimonia, concelebrata dal prevosto don Cesare Zuccato insieme a don Lorenzo Valsecchi e a don Giuseppe Cadonà. A presenziare, anche il sindaco Andrea Pellicini, accompagnato dall’asssessora Roberta Longhi e dal consigliere Giorgio De Vincenti, il comandante della Stazione Carabinieri della città Roberto Notturno e una delegazione dei vigili del fuoco.
Tantissimi i ragazzi presenti: amici e compagni di scuola, giovanissimi che hanno voluto salutare il loro Bonny abbracciandosi e sostenendosi a vicenda nel sopportare un dolore così evidente nei loro volti, quello di aver perso un amico speciale e che – sono in molti a dirlo – sapeva far sorridere tutti.
«Eri un gigante buono, dolce, premuroso e solare, – lo ha ricordato la cugina prima della celebrazione – l’anima della famiglia, sempre pronto a strapparci una risata. Senza di te non sarà mai più lo stesso. Non doveva finire così, avevi la voglia di vivere negli occhi. Tutti noi non ti dimenticheremo mai e ti porteremo nei nostri cuori con tanto amore».
Nella sua omelia don Lorenzo ha espresso la domanda che molti si portano dentro, a partire dal vangelo letto, quello della risurrezione di Lazzaro: «Dov’era Dio quella notte? Da prete – ha detto – non ho una risposta per tutti i perché. Ma so dov’è Dio: è qui, dentro questo dolore. Accanto a Lorenzo, accanto a ciascuno di noi».
Il sacerdote ha poi ricordato la vita del 15enne attraverso i racconti arrivati in questi giorni, a partire da quello che la madre ha voluto condividere con lui e con don Cesare: un giorno il giovane, vedendo un povero a bordo strada, le aveva chiesto di fermarsi, commosso, per poter dare qualcosa a quell’uomo. «Questa è la vita di Lorenzo. Magari non un grande appassionato di studio – ha detto il sacerdote ,– sicuramente combattivo per i suoi amici e per ciò a cui teneva, a volte con qualche fatica a stare dentro le regole. Ma soprattutto con un cuore buono».
Rivolgendosi ai genitori, don Lorenzo ha aggiunto: «Grazie per averlo cresciuto così e per averlo condiviso con tutti noi. Il vostro dolore è il più grande, e nessuno può portarlo al vostro posto. Ma oggi un’intera comunità vi stringe: non sarete lasciati soli».
Poi l’invito ai ragazzi presenti, ma valido per tutti: «Cosa ce ne facciamo noi della nostra vita? Non possiamo accontentarci di sopravvivere, della mediocrità, delle scelte a metà. E non possiamo lasciare che il dolore, la rabbia e la tristezza corrodano il nostro cuore. Possiamo sentirli, Gesù stesso li ha sentiti, ma non devono avere l’ultima parola». E ancora: «Non c’è modo più bello di onorare il dono della vita che vivere ogni giorno appieno. Amiamo? Amiamo fino in fondo. Studiamo? Studiamo al meglio delle nostre capacità. Viviamo? Viviamo davvero, senza sprecare nemmeno un’occasione. Siamo chiamati a far fiorire la nostra vita».
Le note di “Lontano” di Sfera Ebbasta sono risuonate nella chiesa, prima che il feretro uscisse sul sagrato della Prepositurale ricolmo di persone, tutte raccolte in un silenzio profondo e con gli occhi lucidi. E poi il volo dei palloncini colorati, alti nel cielo azzurro, accompagnati dagli applausi, i soli a rompere quest’atmosfera sospesa prima che la moto di un amico di Lorenzo si accendesse per accompagnarlo fino al parcheggio Smart Border.
Qui, subito dopo i funerali, ragazzi, familiari e amici si sono ritrovati sotto a un tiepido sole autunnale per stringersi attorno a Lorenzo e salutarlo a modo loro, per l’ultima volta: con il rombo delle moto e ancora le note di Sfera Ebbasta, mentre i volti pieni di lacrime testimoniavano nuovamente l’intensità di un dolore che ha infranto il cuore di molti, giovanissimi e non solo.
Infine, il feretro è ripartito scortato dalle moto rombanti degli amici, passando davanti a uno dei murales che i ragazzi gli hanno dedicato in questi giorni, e che recita “Bonny vive”. Perché sì, Lorenzo è stato strappato troppo presto a questa esistenza, ma vive e vivrà sempre nel ricordo di tutti coloro che lo hanno cresciuto, amato e benvoluto in questi quindici anni.