Economia - 29 ottobre 2026, 07:00

Abitudini, emozioni e qualità: cosa emerge da “Il Piacere Consapevole degli Italiani”, la ricerca firmata Loacker

Quasi tutti gli italiani si concedono un momento di dolcezza ogni settimana, ma il modo in cui lo vivono conta almeno quanto la frequenza. Abitudini, emozioni e qualità nei risultati della ricerca “Il Piacere Consapevole degli Italiani”, promossa da Loacker.

Gli italiani e il dolce hanno ormai un rapporto sereno, ed è proprio ciò che racconta l’indagine di Loacker “Il Piacere Consapevole degli Italiani”. Il 96% del campione si concede un momento di dolcezza almeno una volta a settimana e il 44% lo fa quasi ogni giorno, mentre su 765 intervistati una sola persona ha risposto “mai”. 

A colpire, oltre ai numeri, è lo spirito con cui questo piccolo piacere viene accolto. La parola scelta più spesso per raccontarlo è “coccola”, indicata dal 35% del campione, davanti a “gratificazione” (20%) e “pausa” (17%). Il lessico da evitare è altrettanto eloquente, con “colpa” in testa alla classifica delle parole indesiderate (38%) e “rinuncia” subito dietro (21%). 

Dietro questi numeri si intravede un modo diverso di pensare al piacere, considerato un diritto che non ha bisogno di giustificazioni dal 30% degli intervistati e ritenuto realistico, quando è “senza sensi di colpa”, dal 42%. Il rimorso, comunque, non ha del tutto lasciato la scena. Se il 41% dopo un dolce prova soddisfazione piena e nessun pensiero, un italiano su quattro (25%) sente ancora affiorare l’“avrei dovuto evitarlo”.

Questa dolcezza ha tempi e luoghi ben definiti. Il momento preferito è la mattina con il caffè, citato dal 45%, seguito a breve distanza dal dopocena sul divano (42%). Il luogo di elezione è la propria casa, dove il 54% lo vive più spesso, in un’atmosfera intima e personale, mentre il 51% ama invece condividerlo con qualcuno. Entra in gioco anche l’umore, che per il 77% incide sulla scelta di concedersi qualcosa, tanto che per il 32% un dolce serve a rimettere in carreggiata una giornata storta.

Quando si tratta di scegliere cosa assaggiare, poi, i conti con le calorie sembrano passare in secondo piano. A mettere in cima alle priorità l’apporto calorico è appena il 3%, mentre per il 37% a contare sono soprattutto il gusto e il momento. Il sapore autentico guida anche la classifica dei criteri di scelta, giudicato “molto importante” dal 48% degli intervistati e preferito a ingredienti naturali, origine e prezzo.

Se non sono le calorie a dettare legge, la consapevolezza si costruisce su altri elementi. C'è la questione delle porzioni, con il 77% che considera il formato porzionato fondamentale o utile per non esagerare, tanto che il 67% opterebbe per la versione “un boccone” del proprio dolce preferito. C’è poi l’etichetta, dove lo sguardo cade per primo sulla lista degli ingredienti (33%), ancora prima dei valori nutrizionali. E c’è la provenienza, che per l’83% pende dalla parte degli ingredienti italiani, sempre o a parità di qualità.

E quando si parla di spesa? L’87% è pronto a spendere più della media per un dolce che sente speciale, mentre solo il 13% sceglie sempre il prodotto più conveniente. A rallentare un consumo ancora più attento restano il costo dei prodotti premium (31%) e la scarsità di informazioni chiare (25%).

Il sentimento che riassume meglio la ricerca Loacker, infine, è racchiuso in una frase, che tra quelle proposte ai partecipanti è risultata la più apprezzata, quella cioè a cui metterebbero un “mi piace” sui social: “Un piccolo momento può cambiare una giornata” (32%). Il piacere consapevole, per gli italiani del 2026, significa soprattutto scegliere meglio, dalla giusta porzione alla qualità degli ingredienti, per regalarsi una pausa tutta per sé, senza sensi di colpa.



 

Nota metodologica: ricerca “Il Piacere Consapevole degli Italiani” promossa da Loacker, condotta online su un campione di adulti italiani (18+), tutti responsabili degli acquisti alimentari del nucleo familiare, bilanciato per genere e area geografica (Nord 42%, Centro 23%, Sud e Isole 36%).

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