Riceviamo e pubblichiamo dall'amministrazione comunale di Sesto Calende un resoconto dei lavori del consiglio comunale riunitosi il 27 ottobre:
VERTENZA BEKO: IL COMUNE CONFERMA L'ATTENZIONE ALLA SITUAZIONE DEI LAVORATORI E DEL TERRITORIO
Nel corso del Consiglio Comunale, il Sindaco Maria Elisabetta Giordani ha aggiornato l'assemblea sulla situazione dello stabilimento Beko di Cassinetta, a Biandronno, riferendo gli esiti del tavolo politico-istituzionale provinciale del lavoro svoltosi lunedì 26 ottobre a Villa Recalcati, alla presenza del Prefetto, del Presidente della Provincia, dei rappresentanti dell'azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni del territorio. Durante l'incontro, Beko ha ribadito la volontà di mantenere la propria presenza produttiva in Italia e a Biandronno, pur evidenziando le difficoltà del mercato e la forte concorrenza internazionale. Le organizzazioni sindacali hanno invece espresso preoccupazione per le prospettive produttive, il ricorso alla cassa integrazione, che interessa circa un centinaio di lavoratori, e il rischio di un progressivo ridimensionamento dello stabilimento, chiedendo maggiori garanzie e dati certi sugli investimenti e sulle produzioni future.
È stata sottolineata anche la rilevanza delle conseguenze economiche e sociali della crisi sull'intero territorio, con ricadute sull'indotto locale stimate dalla Provincia in 13-14 milioni di euro. Le istituzioni presenti hanno confermato la volontà di proseguire con un'azione coordinata, attraverso la predisposizione di un documento da inviare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per mantenere alta l'attenzione sulla vertenza e la richiesta all'azienda di un monitoraggio periodico, ogni due o tre mesi, sull'andamento delle commesse, del mercato e degli investimenti. Il Sindaco Giordani ha confermato l'impegno dell'Amministrazione comunale di Sesto Calende a seguire con attenzione gli sviluppi della situazione, a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, anche in vista del prossimo confronto previsto nel mese di novembre a Roma.
INFORMATIVA SULLA DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI n. 151/2020
L’Amministrazione comunale di Sesto Calende ha portato all’attenzione del Consiglio la deliberazione n. 151/2020 della Corte dei conti, relativa ai rendiconti 2017 e 2018, con aggiornamenti sul 2019, dando seguito al chiarimento ricevuto dalla Sezione regionale di controllo per la Lombardia il 1° ottobre 2026. La pronuncia conteneva rilievi sulla gestione finanziaria dell’Ente, tra cui la sottostima del fondo crediti di dubbia esigibilità e la gestione dei residui attivi. Disponeva inoltre una presa d’atto del Consiglio comunale entro trenta giorni dal ricevimento. Dalle verifiche effettuate dall’Amministrazione non risulta una deliberazione consiliare di presa d’atto negli anni 2020 e 2021.
Nel chiarimento di ottobre, la Corte ha precisato che una nuova presa d’atto della deliberazione del 2020 non è necessaria, essendo già intervenuta quella sulla successiva pronuncia n. 275/2026. Ha però ribadito che permane, ove non già assolto, l’obbligo di informare il Consiglio. La Corte ha considerato superati i rilievi riguardanti il fondo crediti del 2018 e l’aggiornamento degli inventari, confermando invece criticità sul ricorso all’anticipazione di tesoreria e sulla gestione dei residui attivi, richiamate anche nella pronuncia sui rendiconti 2019–2025. «Con questa informativa abbiamo dato seguito a un preciso richiamo della Corte e ricostruito un passaggio che doveva trovare spazio nella conoscenza del Consiglio – dichiara il Vicesindaco Giorgio Circosta –. Informare compiutamente i consiglieri significa rispettarne le prerogative e consentire l’esercizio delle funzioni di controllo. È un impegno di trasparenza verso il Consiglio e verso i cittadini».
BILANCIO CONSOLIDATO 2025
Il Consiglio comunale di Sesto Calende ha approvato il bilancio consolidato dell’esercizio 2025, il documento che offre una rappresentazione complessiva della situazione economica e patrimoniale del Comune insieme agli enti e alle società inclusi nel consolidamento. Il perimetro comprende, oltre al Comune, Alfa Srl, CFP Ticino Malpensa, Autorità di Bacino lacuale dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese, Parco Lombardo della Valle del Ticino e Santanna Srl in liquidazione. Attraverso il conto economico e lo stato patrimoniale, il consolidato permette di leggere insieme queste realtà, tenendo conto delle rispettive quote di partecipazione ed eliminando i rapporti contabili interni al gruppo. La proposta ha ricevuto il giudizio positivo dell’organo di revisione. L’illustrazione del documento è stata anche l’occasione per aggiornare il Consiglio sul percorso di chiusura di Santanna, la società interamente partecipata dal Comune e proprietaria del compendio di Parco Europa, in liquidazione dal 2018.
L’Amministrazione ha affrontato la ricostruzione dei rapporti contabili fra Comune e società e definito il percorso per acquisire direttamente il patrimonio immobiliare. Il finanziamento con Cassa depositi e prestiti è stato contrattualizzato: il trasferimento degli immobili consentirà alla società di utilizzare le risorse della vendita per regolare le proprie obbligazioni e concludere la liquidazione. «Su Santanna stiamo portando a compimento uno dei risultati più importanti della nostra Amministrazione — dichiara il vicesindaco e assessore al Bilancio Giorgio Circosta —. Abbiamo affrontato una situazione rimasta aperta per anni, ricostruendo i rapporti contabili e costruendo una soluzione concreta per chiudere la società e assicurare Parco Europa alla proprietà diretta del Comune. È un’operazione che semplifica la gestione e tutela un patrimonio importante per tutta la città». Con il completamento della liquidazione e la cancellazione della società, previsti entro la fine del 2026, Santanna non farà più parte del perimetro del bilancio consolidato dell’esercizio 2027, che sarà approvato nel 2028. Il consolidato 2026 rappresenterà ancora gli effetti delle operazioni svolte nell’anno di chiusura.
REGOLAMENTO AMMINISTRAZIONE CONDIVISA
Il Consiglio Comunale di Sesto Calende è stato chiamato a esaminare il nuovo Regolamento per l'amministrazione condivisa dei beni comuni (Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani), uno strumento che apre nuove possibilità di collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa degli spazi e del patrimonio della città. Il regolamento dà attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale, sancito dall'articolo 118 della Costituzione, secondo il quale le istituzioni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale. Lo strumento centrale è il patto di collaborazione attraverso il quale cittadini e Comune possono concordare obiettivi, attività, impegni reciproci e risorse da mettere a disposizione per un progetto condiviso. Le possibilità sono numerose: dalla cura di aiuole, giardini e parchi giochi alla valorizzazione di luoghi pubblici, dalla realizzazione di attività culturali ed educative al recupero di spazi destinati all'aggregazione e alla socialità, alla valorizzazione di patrimonio culturale e tradizioni, ecc.. I patti potranno essere proposti non soltanto dalle associazioni, ma anche da singoli cittadini e gruppi informali, senza la necessità di costituire una nuova organizzazione.
«Non approviamo questo regolamento per risparmiare qualche intervento di manutenzione o chiedere ai cittadini di sostituirsi al Comune», sottolinea l'Assessore Alessandra Malini, che ha illustrato il provvedimento in Consiglio Comunale. «I cittadini attivi non sono supplenti dell'Amministrazione, ma suoi alleati. Vogliamo valorizzare le competenze, le passioni e le energie presenti nella nostra città, creando le condizioni perché possano tradursi in iniziative concrete di interesse generale». Il valore dell'amministrazione condivisa, infatti, va oltre il risultato materiale degli interventi. Prendersi cura di un luogo significa considerarlo come proprio (bene “comune” nel senso di “nostro”) e dunque sviluppare una responsabilità verso il suo utilizzo, diffondere attraverso l'esempio una cultura dell'educazione civica e offrire alle persone occasioni per esprimere capacità e talenti. «Un patto può nascere per prendersi cura di uno spazio pubblico, ma può contribuire a creare nuove relazioni tra vicini, rafforzare il senso di appartenenza e offrire occasioni di incontro e integrazione», prosegue Malini. «Può anche avvicinare cittadini e istituzioni, creando opportunità per conoscersi, confrontarsi e costruire fiducia attraverso progetti realizzati insieme. Sono benefici meno visibili di un giardino sistemato, ma non per questo meno importanti».
Il regolamento distingue tra patti ordinari, destinati a interventi di cura più semplici, e patti complessi, per progetti di maggiore articolazione, come la rigenerazione o la gestione condivisa di beni e spazi. Il Comune potrà contribuire alle iniziative attraverso la disponibilità di materiali, attrezzature e locali, eventuali sostegni alle spese, facilitazioni amministrative, formazione, comunicazione e coperture assicurative, secondo le condizioni e le verifiche previste dal regolamento. Per la presentazione delle proposte sarà individuato come punto di riferimento l’Ufficio Amministrazione Condivisa presso la Segreteria comunale. Saranno inoltre predisposti una pagina dedicata sul sito istituzionale e i relativi moduli. L'Amministrazione intende accompagnare l'introduzione del nuovo strumento con un'attività di informazione e sensibilizzazione, prevedendo un incontro pubblico all'inizio del 2027 per illustrare ai cittadini le opportunità offerte dai patti di collaborazione. «L'approvazione del regolamento è soltanto il punto di partenza», conclude Malini. «Vogliamo dare alle persone la possibilità di contribuire concretamente alla vita della propria città, mettendo le loro capacità al servizio di un interesse condiviso. Perché una città più curata è certamente un risultato importante. Ma una comunità che impara a prendersene cura insieme è un risultato ancora più grande».
PLESSO TOTI DI LISANZA
Nel corso del Consiglio comunale è stata discussa la mozione, presentata dal gruppo consiliare Siamo Sestesi, relativa al futuro utilizzo dell’immobile che ospitava la scuola primaria Toti di Lisanza. Con la chiusura del plesso scolastico, è ora possibile avviare una riflessione sulla futura destinazione dell’edificio, valutando le opportunità di utilizzo e le esigenze della comunità. L’Amministrazione ritiene che non sia necessario istituire una commissione consiliare dedicata - come proposto nella mozione - e propone invece di favorire un confronto informale che coinvolga le associazioni, i cittadini di Lisanza e del resto della città e i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, con l’obiettivo di raccogliere idee e proposte per il futuro dell’immobile. Il confronto potrà contribuire a individuare possibili destinazioni d’uso, da valutare in base ai bisogni della comunità e alla concreta fattibilità delle proposte.
COMMERCIO DI VICINATO: L'AMMINISTRAZIONE PUNTA SU INTERVENTI CONCRETI E CONFRONTO CON GLI OPERATORI
In risposta alla mozione presentata dal gruppo Siamo Sestesi per l'istituzione di una Commissione Consiliare Speciale dedicata al commercio, il Sindaco Maria Elisabetta Giordani, in qualità di Assessore al Commercio, ha illustrato la posizione dell'Amministrazione, sottolineando la necessità di affrontare le difficoltà del settore attraverso un'analisi delle trasformazioni dei consumi e interventi concreti a sostegno delle attività economiche locali. Il Sindaco ha ricordato come il commercio di vicinato stia attraversando una fase di profondo cambiamento, caratterizzata dalla concorrenza della grande distribuzione e dell'e-commerce, dall'aumento dei costi di gestione e dalle difficoltà legate al ricambio generazionale. Ha inoltre ribadito il valore dei negozi di prossimità, non soltanto dal punto di vista economico, ma anche come presidi sociali che contribuiscono alla vitalità, alla sicurezza e al decoro della città.
Sono stati presentati anche i dati relativi all'andamento delle attività commerciali: nel periodo 2022-2024 si sono registrate 90 aperture e 103 chiusure, con un saldo negativo di 13 attività; nel periodo 2024-2026 le aperture sono state 73 e le chiusure 76, con un saldo negativo ridotto a 3. La Consigliera Elena Demicheli, delegata ai rapporti con i commercianti e al Distretto del Commercio, ha quindi richiamato le iniziative già intraprese dall'Amministrazione, tra cui la partecipazione al Bando Distretti del Commercio 2026, approvata con deliberazione di Giunta del 27 luglio, e l'adesione alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti Lombardia e sostenuta da Confcommercio, a tutela del commercio di vicinato e dei servizi di prossimità. L'Amministrazione ha espresso parere contrario all'istituzione di una Commissione Consiliare Speciale, ritenendola uno strumento non adeguato alle esigenze di operatività e tempestività del settore, ribadendo invece la volontà di proseguire il dialogo con i commercianti, le associazioni di categoria, la Camera di Commercio e il Distretto del Commercio. È stata inoltre proposta l'organizzazione di momenti di confronto dedicati con gli operatori economici, per individuare insieme iniziative e soluzioni capaci di sostenere e valorizzare il tessuto commerciale cittadino.
NUOVA SALA CIVICA
Prosegue l’impegno dell’amministrazione per garantire piena accessibilità e fruibilità della nuova sala civica. L’assessore Balzarini ha illustrato la problematica relativa alla via di fuga sul lato ovest della sala che al momento limita fortemente la possibilità di utilizzo per eventi classificabili come pubblico spettacolo oltre le 200 persone, ma che non impedisce che la sala possa ospitare eventi di altra natura. “Tale limitazione - ha precisato l’assessore - non è dovuta a un cambio degli scenari di utilizzo rispetto a quanto previsto dai progettisti: sia nel progetto definitivo che in quello esecutivo la capienza prevista era ben superiore alle 200 persone”.
Il confronto portato avanti con le autorità nei mesi successivi all’’evento di Carnevale ha consentito di individuare le tipologie di evento realizzabili nella sala con le attuali limitazioni, e anche grazie alla visibilità che l’evento stesso ha portato alla sala, è nata l'opportunità di ospitare nella sala la mostra “Omaggio ad Antoni Gaudì“ con il patrocinio della Città di Sesto Calende, che offrirà alla cittadinanza un'occasione di scoperta e approfondimento e contemporaneamente la possibilità di sperimentare forme di utilizzo della struttura coerenti con le attuali condizioni degli spazi. Per il futuro, l’amministrazione ha confermato le intenzioni esposte nel comunicato stampa di inizio settembre: gli uffici comunali sono al lavoro per sviluppare un progetto che consente alla nuova sala di vivere grazie alla collaborazione tra Amministrazione, partner privati e associazioni sestesi, coniugando la sostenibilità economica della gestione di questo spazio con le funzioni sociali e di aggregazione, sempre più necessaria nella nostra società.
SPAZIO GIOVANI
Nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale, in risposta a un'interrogazione delle minoranze, il Sindaco Maria Elisabetta Giordani ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto per la realizzazione di uno Spazio Giovani presso la Stecca, nell'area ex AVIR. Il Sindaco ha ricordato come l'impegno a individuare uno spazio polifunzionale dedicato ai giovani fosse già presente nel programma elettorale di Sesto Futura e sia stato successivamente confermato e precisato nei Documenti Unici di Programmazione. In particolare, nel DUP 2027-2029, presentato in Consiglio Comunale il 28 luglio 2026, è stata espressamente indicata la volontà di trasformare la Stecca nel luogo di aggregazione giovanile che oggi manca a Sesto Calende. «Crediamo che riavvicinare le nuove generazioni alla politica, alle istituzioni e alla gestione del bene comune sia una responsabilità importante per chi amministra», ha sottolineato il Sindaco Giordani. «È necessario mostrare ai ragazzi che abbiamo fiducia in loro, che li consideriamo interlocutori importanti e che vogliamo instaurare un dialogo vero. Non possiamo avere garanzie che ogni progetto funzioni, ma abbiamo la responsabilità di provarci, mettendo in campo le risorse e l'impegno necessari. È una delle scelte che caratterizzano il nostro mandato».
Il Sindaco ha quindi ripercorso il lavoro svolto dall'Assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Malini, in collaborazione, per gli aspetti riguardanti l'immobile, con il Vicesindaco Giorgio Circosta e con gli uffici comunali. Un passaggio importante è stato il lavoro di integrazione tra le politiche giovanili comunali e quelle sviluppate dal Piano di Zona, attraverso la partecipazione dell'Assessore e della funzionaria responsabile ai tavoli tecnico-politici dedicati alle politiche giovanili. In questo contesto, l'Amministrazione ha potuto avvalersi del percorso di osservazione e ascolto realizzato dall'Educativa di Strada, che ha approfondito il tema degli spazi di aggregazione presenti sul territorio e delle caratteristiche che li rendono attrattivi per i ragazzi, coinvolgendo anche gli studenti dell'Istituto Superiore Dalla Chiesa. Dal lavoro sono emersi dodici elementi che i giovani considerano importanti nella scelta di un luogo in cui stare bene, tra cui la possibilità di condividere passioni, la multifunzionalità, la gratuità, la presenza di attività differenti, ma anche di spazi liberi, nei quali incontrarsi o semplicemente trascorrere del tempo. Questo percorso ha confermato la bontà dell'obiettivo già individuato dall'Amministrazione, offrendo elementi utili per orientare la futura progettazione dello Spazio Giovani. «Il lavoro dell'Educativa di Strada ci ha fornito indicazioni particolarmente interessanti», osserva l'Assessore Malini. «È emerso che non è sufficiente mettere a disposizione uno spazio: conta come viene pensato, quali possibilità offre e soprattutto quanto i ragazzi possano sentirlo proprio. Per questo riteniamo importante coinvolgerli nella progettazione, prima ancora di definirne gli arredi, gli orari e le modalità di utilizzo». Nel corso del 2026, all'interno della Giunta, si è quindi delineata l'ipotesi di destinare a questa funzione la Stecca, uno degli edifici recentemente riqualificati nell'area ex AVIR.
La struttura dispone di un ampio salone, due locali separati, servizi igienici e uno spazio esterno. La posizione, vicina alla stazione ferroviaria, al centro cittadino e all'Istituto Superiore Dalla Chiesa, la rende particolarmente interessante anche in una prospettiva sovracomunale, considerando la presenza a Sesto Calende di numerosi studenti provenienti dai Comuni limitrofi. Il 26 maggio 2026 è stato effettuato un sopralluogo con le operatrici impegnate nelle politiche giovanili del Piano di Zona, per una prima valutazione dell'adeguatezza degli ambienti. Successivamente sono state avviate interlocuzioni con gli uffici comunali per verificare la disponibilità dell'immobile e la compatibilità dell'utilizzo ipotizzato con i vincoli esistenti. Parallelamente, l'Assessore Malini e la funzionaria responsabile hanno iniziato a esaminare le opportunità di finanziamento, approfondendo anche un bando ANCI che, dopo un confronto con un professionista e la partecipazione a un webinar dedicato, è stato ritenuto non sufficientemente coerente con la finalità prevalentemente educativa e aggregativa prevista per lo spazio.
Il percorso deve ora proseguire attraverso il confronto con gli altri Sindaci del Piano di Zona, per valutare la possibilità di sviluppare un progetto condiviso a livello sovracomunale. Sarà inoltre necessario quantificare i costi di funzionamento, dalle utenze alle manutenzioni, e quelli relativi alla progettazione educativa e alla gestione, individuando le possibili fonti di finanziamento. «Abbiamo dovuto innanzitutto attendere che la Stecca fosse pronta e concretamente utilizzabile», precisa Malini. «Nel frattempo abbiamo lavorato sul percorso delle politiche giovanili, avviato le interlocuzioni con il Piano di Zona e con la cooperativa incaricata, effettuato un sopralluogo e approfondito con gli uffici le condizioni per un possibile utilizzo dello spazio. Ora dobbiamo affrontare la fase successiva, a partire dalla condivisione del progetto con gli altri Comuni e dalla valutazione delle risorse necessarie. L'obiettivo rimane quello di costruire uno spazio insieme ai giovani, anche attraverso la futura Consulta Giovanile, e non semplicemente consegnare loro un edificio già organizzato». «Non siamo dunque di fronte a un annuncio improvvisato», conclude il Sindaco Giordani, «ma a un progetto che nasce da una scelta politica precisa, dichiarata fin dalla campagna elettorale, inserita nei documenti di programmazione e sulla quale è stato svolto un lavoro concreto. Sappiamo che ci sono ancora passaggi da affrontare, ma crediamo che un progetto di questo tipo meriti di essere costruito con attenzione, cercando di creare le condizioni perché possa funzionare e durare nel tempo. Il nostro obiettivo è che i giovani di Sesto Calende possano finalmente avere un luogo in cui riconoscersi, incontrarsi, proporre idee e sentirsi parte attiva della propria città».
TERRENO IN VIA DELL’ARTIGIANATO, UN PERCORSO TRASPARENTE
“Il percorso che porterà eventualmente all'alienazione o alla concessione del diritto di superficie sul terreno di via dell’artigianato è ancora in fase istruttoria, non esistono quindi atti di alcun genere che possano essere annullati in autotutela", ha puntualizzato l’assessore Balzarini nell’ultimo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale. Quel terreno, ricorda l’amministrazione, è stato inserito nel piano delle alienazione nell’attuale conformazione a seguito di due delibere di inizio 2024 del commissario ad acta, insediato a seguito della mancato seguito dato dal consiglio comunale a maggioranza di centrodestra alla sentenza del TAR Lombardia n. 3174/2023 per individuazione di un’area per il culto islamico a favore della Associazione Comunità Islamica Ticinese, vincitrice del ricorso contro la città di Sesto Calende. A seguito della sentenza, il PGT è stato modificato con specifico riferimento, per quanto concerne quell’area, alla ricorrente, che ha quindi evidentemente esercitato un proprio diritto, spettante a qualsiasi cittadino, impresa o associazione nel chiedere un confronto con gli uffici rispetto a un’area inserita nel piano delle alienazioni su propria istanza. Le procedure per l’alienazione o la concessione del diritto di superficie seguiranno in ogni caso quanto previsto dal “Regolamento di Alienazione del Patrimonio Comunale”.