Valceresio - 27 ottobre 2026, 08:27

In Valceresio si brinda ai 10 anni di Ca’ dell’Orsa con il nuovo spumante “mat gibert”

A Viggiù Selene Arioli e Valentino Bresciani hanno riportato la viticoltura in Valceresio. Per il decennale nasce uno spumante dedicato a uno scultore viggiutese, soprannominato “ul mat”, e arrivano nuovi eventi per celebrare la storia dell'azienda

Qualcuno li prendeva per matti quando, nel 2016, decisero di fondare Ca’ dell'Orsa e piantare una vigna per riportare il vino in Valceresio dopo decenni di assenza. Dieci anni dopo, Selene Arioli e Valentino Bresciani celebrano quella scommessa con un nuovo spumante, “mat gibert”, dedicato a uno scultore del paese soprannominato proprio “ul mat”, e con una serie di eventi.

Il nuovo spumante
Mat gibert è uno spumante metodo classico, vendemmia 2019, da uve di Pinot bianco (80%) e Chardonnay (20%). «Come per gli altri nostri spumanti – spiega Valentino – il lungo affinamento è fondamentale, ed in questo caso “mat gibert 2019” ha sostato sui lieviti per ben 68 mesi, oltre a un ulteriore anno di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. La vinificazione in acciaio ed il dosaggio zero, rendono questo spumante molto rappresentativo dell’annata e dell’anima del “mat gibert”».

Ul mat
Il nome, come avviene per gli altri spumanti di Ca’ dell'Orsa, è un omaggio al territorio. L'artista viggiutese Buzzi Giberto Luigi, vissuto nell'Ottocento, realizzò anche una delle prime sculture del Cimitero monumentale di Milano e aveva la bottega in via Castagna, dove oggi Ca’ dell'Orsa ha la sua cantina di vinificazione: «In un libro – racconta Selene Arioli – abbiamo scoperto che il Buzzi era chiamato dai compaesani “ul mat”. Questo aneddoto ci ha piacevolmente ricordato a quei momenti iniziali della nostra avventura, dove ci davano un po' dei matti per il nostro ambizioso progetto di produrre vino a Viggiù».

Bollicine e premi
Gli altri spumanti prodotti alla Baraggiola Vecchia di Viggiù sono “selvà” e “le predere”. I due vini sono entrati anche nella Guida Veronelli 2026, una delle più autorevoli del settore vitivinicolo italiano. “selvà”, che rievoca anche il dialetto locale, è l’unione dei nomi di Selene e Valentino, un metodo classico dosaggio zero, con affinamento minimo di 30 mesi sui lieviti, vinificato interamente in acciaio. “le predere”, invece, è una riserva a base Chardonnay, con affinamento più lungo. Il nome deriva da come venivano chiamate le cave di pietra di Viggiù, dove si estraeva una pregiata pietra grigia, per cui Viggiù era famosa. Per celebrarla, Ca’ dell'Orsa ha pensato di ornare la confezione proprio con un sassolino della pietra simbolo della tradizione degli scalpellini.

Trasformazioni con bollicine
Censiti già nel XVIII secolo da Catasto Teresiano, oggi ritornano negli stessi luoghi i filari di vite. Ma non è l'unica trasformazione. La famiglia Bresciani, infatti, aveva un macello in paese, che Valentino Bresciani ha trasformato dieci anni fa in cantina di vinificazione. Le vigne si trovano  sui terrazzamenti in località Baraggiola Vecchia, dove i terreni di origine glaciale, ricchi di sabbia, con la giusta esposizione, offrono condizioni favorevoli alla coltivazione della vite. È qui che Selene Arioli e Valentino Bresciani hanno scommesso sulla viticoltura, trasformando le uve in spumanti che raccontano il territorio.

Eventi speciali:

8/11 e 15/11

Ore 10 Annate storiche “selvà”: degustazione esclusiva Assaggiatori ONAV

Guidano la degustazione Micaela Stipa (Enologa e Delegata sezione ONAV Varese) e Ferdinando Circosta (Maestro Assaggiatore e Sommelier ONAV Varese)

22/11

Ore 10.30 Presentazione ufficiale nuove annate e “mat gibert”. Evento riservato. In collaborazione con Alice Pedrinelli, miglior Sommelier AIS di Lombardia 2026

22/11

Rassegna Vini Varesini, Induno Olona

Per tutto il mese di Novembre, degustazioni guidate nei fine settimana

(per info e prenotazione obbligatoria +39 349 845 6606 o via mail a info@cadellorsa.it)

C.S.