All’ospedale di Gallarate è stato portato a termine con successo il primo prelievo di organi da donatore a cuore fermo controllato, effettuato su un paziente di 75 anni deceduto dopo una settimana di ricovero in terapia intensiva a seguito di evento cardiaco acuto.
La procedura, durata quasi dieci ore per via della complessità delle operazioni di destinazione degli organi, ha permesso di avviare la donazione di fegato (aviotrasportato in urgenza in un centro trapianti del sud Italia), reni (destinati a un centro trapianti lombardo) e cornee. Uno straordinario quanto faticoso risultato reso possibile grazie alla perfetta sinergia tra le équipe sanitarie intervenute, sia interne sia provenienti da altri ospedali.
L’intervento ha richiesto un’organizzazione particolarmente articolata, con la regia del Coordinamento Regionale Trapianti e AREU, che ha visto collaborare équipe chirurgiche rispettivamente del Policlinico di Milano per il fegato e di Varese per i reni, nonché un team specializzato ECMO mobile (Giangiuseppe Cappabianca, Alessandro Rech, Mattia Ghisalberti n.d.r.), sempre proveniente dall’Ospedale di Varese (necessario in assenza di un servizio di cardiochirurgia in ASST valle Olona).
"Questo risultato dimostra quanto siano importanti il lavoro di squadra, la preparazione e il coordinamento tra professionisti sanitari”, evidenzia Francesca Crespi Direttore Sanitario, che ringrazia tutti per il successo dell'intero processo. “Un altro importante processo di donazione che, in virtù delle sue specificità, ha richiesto un preliminare approfondito percorso organizzativo clinico e logistico avviato già diversi giorni prima necessariamente supportato dalla Direzione Medica e Direzione Strategica”, specifica il Dr. Emanuele Bossi, Direttore Anestesia e Rianimazione di Gallarate “Percorso coordinato dalle Responsabili del Coordinamento Ospedaliero di Procurement di ASST (dr.ssa Chierichetti e dr.ssa Bertolini), insieme al Coordinamento Regionale (CRP), in stretta sinergia con medici e infermieri della Terapia intensiva, personale di Sala operatoria, personale medico e tecnico di laboratorio e radiologia nonché numerosi altri specialisti impegnati nella valutazione clinica del potenziale donatore. Va sottolineato che un evento di tale complessità comporta il coinvolgimento sinergico e trasversale di tanti servizi i quali, ciascuno per la sua parte, hanno rimodulato la propria attività contribuendo alla finalizzazione del percorso”.
Il Direttore Generale Daniela Bianchi conclude “Questo risultato rappresenta motivo di grande orgoglio per ASST Valle Olona e testimonia la capacità dei nostri professionisti di affrontare procedure altamente complesse attraverso competenza, dedizione e collaborazione. La sinergia tra le équipe aziendali, gli specialisti degli ospedali coinvolti e AREU ha consentito di coordinare ogni fase di un percorso delicato, compreso il trasferimento del fegato destinato a un centro trapianti del Sud Italia, reso possibile grazie all’attivazione di un volo sanitario d’urgenza in partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa. Un’organizzazione che dimostra quanto sia fondamentale fare rete tra strutture sanitarie e servizi di emergenza per garantire la tempestività degli interventi e offrire nuove opportunità di vita ai pazienti in attesa di trapianto”.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalla generosità del donatore e della sua famiglia. La donazione di organi e tessuti rappresenta, infatti, un gesto di grande altruismo, capace di offrire nuove possibilità di cura e speranza alle persone in attesa di un trapianto