Politica - 22 ottobre 2026, 19:00

Candidati sindaci del centrodestra, la quadra non c’è. Milano e congresso della Lega allungano i tempi

È ancora un rebus senza soluzione quello dei candidati sindaci del centrodestra alle elezioni in programma il prossimo anno a Varese, Busto e Gallarate. Nel domino che coinvolge queste tre grandi città, si inserisce anche il voto per la Provincia di Varese. E quando le trattative si spostano ai piani più alti rispetto a quelli comunali – ed è questo il caso – il quadro rischia di complicarsi ulteriormente, poiché aumentano gli aspetti da considerare. La situazione

In alto a sinistra Villa Recalcati, sede della Provincia. Poi, in senso orario, i comuni di Varese, Busto Arsizio e Gallarate

È ancora un rebus senza soluzione quello dei candidati sindaci del centrodestra alle elezioni in programma il prossimo anno a Varese, Busto Arsizio e Gallarate. Nel domino che coinvolge queste tre grandi città, si inserisce anche la Provincia di Varese: nel 2027, infatti, oltre all’importante tornata amministrativa, si terranno (a febbraio) anche le elezioni di secondo livello per il presidente e l’assise di Villa Recalcati.
E quando le trattative si spostano ai piani più alti rispetto a quelli comunali – ed è questo il caso – il quadro rischia di complicarsi ulteriormente, poiché aumentano gli aspetti da considerare. 

Da Varese a Milano

Nello specifico, data la rilevanza delle realtà in questione e l’impasse delle segreterie cittadine di Varese, la palla è passata sul tavolo regionale. Una mossa che, se da un lato denota la volontà di serrare finalmente i tempi, dall’altro rischia di mantenere ancora tutto in standby.
Questo perché, come detto, aumentano i fattori da considerare. Difficile, ad esempio, che la Lega possa dedicare tempo ed energie alle vicende del Varesotto con alle porte un congresso federale straordinario lanciato da Matteo Salvini dal palco di Pontida dopo settimane di tensioni col fronte nordista.

Certo, l’appuntamento è ormai alle porte. Ma la questione rischia di avere degli strascichi – si rincorrono le voci di resa dei conti, fino a un possibile clamoroso commissariamento del partito in Lombardia, oggi guidato da Massimiliano Romeo – che metterebbero in secondo piano le questioni di Varese (dove deve essere rinnovata la segreteria provinciale del partito) anche dopo l'assemblea congressuale del fine settimana.

Non solo. Spostando il baricentro delle trattative da Varese a Milano (o Roma, visto che gran parte dei referenti regionali dei partiti siede in Parlamento), c’è chi ritiene di ampliare lo sguardo oltre la nostra provincia. In particolare, Forza Italia pare intenzionata a chiudere la pesante e intricata partita di Milano, a sua volta chiamata al voto nel 2027, prima di occuparsi delle altre città lombarde. Insomma, la situazione rimane complessa e la quadra appare ancora lontana.

La sfida per Varese

Si vota, come detto, a Varese, Busto e Gallarate. Ma l’attenzione dei piani alti dei partiti si concentra soprattutto sulla prima. Sia per il peso specifico del capoluogo di provincia, sia perché è qui che il centrodestra deve combattere la sfida più difficile.
Ciascuna realtà in campo – Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Lombardia Ideale – potrà mettere sul tavolo un nome. Ma, al momento, le figure più quotate sono le stesse di qualche mese fa. Raffaele Cattaneo, esponente di Noi Moderati, sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee. E Luca Marsico, forse il nome più accreditato, già consigliere regionale in quota Forza Italia, ma oggi civico che può godere sul sostegno pesante del governatore leghista Attilio Fontana e di Lombardia Ideale (ma pare anche di buona parte di Fratelli d’Italia).

La situazione a Busto…

Non meno incerta la situazione a Busto. Dove, da una parte, c’è la Lega che col neo-segretario cittadino Francesco Speroni rivendica - pur senza battere i pugni sul tavolo - il candidato dopo vent’anni di attesa. Dall’altra, però, il presidente del circolo bustocco di Fratelli d’Italia, Alberto Falciglia, non ha rinunciato all’ambizione di poter guidare ancora la coalizione dopo il doppio mandato di Emanuele Antonelli.
Interlocuzioni – che hanno coinvolto anche il referente forzista Alberto Riva – ci sono già state, con la consapevolezza che la decisione dovrà coinvolgere i piani superiori.
Pubblicamente, Falciglia insiste sulla possibile doppia candidatura meloniana a Busto e Gallarate. Ma la Lega sa di poter schierare nomi pesanti, come quelli della deputata e assessore Manuela Maffioli (oggi data per favorita) e della collega di giunta Paola Reguzzoni.
Se non ci sarà un colpo di coda della Lega a Varese (come auspicherebbe il ministro Giancarlo Giorgetti) e al Carroccio toccasse davvero Busto, a quel punto si aprirebbe una sfida tutta interna al partito e non si potrebbero escludere anche delle clamorose spaccature. 

…e a Gallarate

Più lineare in apparenza la situazione a Gallarate. Per la presidente del circolo di Fratelli d’Italia, l’assessore regionale Francesca Caruso, il candidato sindaco deve essere un esponente del partito di Giorgia Meloni. Il nome che circola ormai da tempo è quello dell’attuale capogruppo in Provincia e presidente del Consiglio comunale Marco Colombo.
E se oggi dare per scontata la sua candidatura sarebbe una forzatura, di sicuro le sue chance di essere il successore di Andrea Cassani appaiono superiori a quelli degli altri papabili, come l’assessore leghista Claudia Mazzetti. 

C’è anche Villa Recalcati

Tra i nomi citati fin qui non compaiono esponenti di Forza Italia. Non a caso, nelle chiacchiere da bar della politica c’è chi ipotizza che possa toccare agli azzurri esprimere il candidato alla presidenza della Provincia.
Una mossa che porterebbe i forzisti a mettere da parte l’attuale anomala alleanza a Villa Recalcati col Partito Democratico. C’è però la possibilità che in un’elezione appannaggio di sindaci e consiglieri comunali prevalgano altre dinamiche e che le urne restituiscano dissidi e spaccature interne ai partiti. Un rischio da non sottovalutare.
Difficile immaginare che possa essere l’attuale presidente Marco Magrini il candidato di Forza Italia. A qualcuno l’idea potrebbe anche piacere. Non agli alleati, però. In particolare, non a Fratelli d’Italia e a Lombardia Ideale.
Pure su questo fronte, dunque, non si può dare nulla per scontato. Anche perché i nomi circolati finora per questa partita riguardano Fratelli d’Italia e sono quelli del sindaco di Gorla Maggiore Pietro Zappamiglio e, soprattutto, del sindaco di Daverio Marco Colombo. Anche qui, insomma, tutto in stand-by.

Riccardo Canetta


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