Nel grigio di una domenica pomeriggio di pioggia, in piazza Cordevole 6 a Velate spicca una luce rosa quasi fosforescente: “Open”, c’è scritto nella piccola insegna e sotto “welcome”, in verde prato luminoso. È un chiaro segnale di vita, perché il piccolo borgo, fino al 1927 comune autonomo, ora può contare su un locale rinnovato e accogliente proprio in pieno centro, con l’apertura di “Open”, bar, osteria e pub nei locali del Circolo familiare cooperativo di Velate, grazie all’impegno di Gregorio Izzea, gestore anche del chiosco “Pieno o Ripieno” di via Manin a Masnago, proprio di fronte al Palazzetto.
«Il chiosco l’ho aperto il 23 maggio dello scorso anno nell’ex edicola, proprio per dare un punto di ristoro ai ragazzi dello scientifico, dell’artistico e delle medie che vengono a comperarsi il panino e le bibite. Però lo spazio non è granché e nella stagione invernale siamo penalizzati, perché i clienti più adulti, che magari vorrebbero fermarsi a consumare non possono farlo per il freddo. È difficile gestire due locali, il personale non si trova facilmente, dopo il covid questo settore è stato dilaniato, i giovani faticano a entrare nel sistema, per cui dovrò riflettere se tenere entrambe le attività», spiega Izzea, che in passato ha gestito per dieci anni un bar pizzeria a Gaggiolo con vendita di prodotti tipici regionali.
«In questo locale -siamo aperti tutti i giorni dalle 7,30 a mezzanotte l’una circa, con pausa tra le 15 e le 17- proponiamo colazione con caffetteria e brioches di diversi gusti riempite al momento, pranzo con il menu da lavoro e cena, con piatti tipici locali, risotti, polente e brasati. Poi c’è il pub con 5 qualità di birra alla spina, hamburger, panini e friggitoria. Oltre ai piatti “varesini”, proponiamo anche specialità calabresi, della mia terra, come la parmigiana, la trippa o le polpette al sugo, e non manca la “Brasilena”, una bevanda tradizionale al caffè che conta oltre 100 anni. Poi ci sono i nostri dolci, tiramisù, panna cotta, crema catalana, cheesecake e creme caramel».
Ma “Open” vanta anche scaffali con i prodotti tipici calabresi, si va dalla ‘nduja e la piccantissima “bumba suveratu” con verdure al peperoncino, ai sughi, dai formaggi e salumi ai sottoli, pasta e biscotti, «e ogni venerdì ci arriva da Eboli la mozzarella di bufala normale e affumicata. Poi abbiamo un ottimo olio biologico che comperiamo dall’Azienda agricola Bongarzone di Valle Fiorita, in provincia di Catanzaro».
Il locale, aperto da poco, in cui lavorano, oltre a Gregorio in cucina, l’aiuto cuoco Murgi, pakistano, e le bariste Michela e Mercedes con il jolly Mary, vanta già una buona affluenza per le colazioni.
«Vengono molte signore velatesi, che prima dovevano spostarsi più in basso per trovare un bar, o anche mamme con i bambini che poi si fermano a giocare a Scarabeo», dice Michela, che ogni giorno arriva da Cavaria, per la prima volta al bancone dopo un passato in cucina. «Vanno molto cappuccini e brioches, ma anche gli aperitivi, con il prosecco assai gettonato. Ancora non abbiamo giocatori di carte come usava un tempo nelle osterie, ma non disperiamo». Ogni venerdì sera all’“Open” c’è il “Karaoke con il Baffo” oppure musica dal vivo con rock italiano e country.
«Il locale, che era stato chiuso praticamente dalla sera alla mattina, era molto sporco, abbiamo dovuto imbiancare e pulire ovunque, rifatto il bancone e la cucina», aggiunge Gregorio Izzea. «Per la stagione estiva possiamo contare su una veranda e una terrazza con 40 posti a sedere. I velatesi? Per il momento arrivano un po’ a rate, ma apprezzano. Sono contenti che il borgo sia in ripresa e abbia un locale dove ritrovarsi, del resto qui non c’è molto altro».