Storie - 20 ottobre 2026, 16:20

Dal sogno alla realtà: la storica stazione dei tram di viale Aguggiari pronta a rinascere con dei nuovi proprietari

L'edificio, amato da generazioni di varesini, è stato acquistato da una società pronta riportarlo a nuova vita, conservando dignità e bellezza che affondano le radici nella storia della città. Era la porta verso i laghi, le gite fuori città e un mondo che correva incontro alla modernità

OGGI E IERI - Nelle due foto a sinistra la stazioncina dei tram delle Bettole oggi e nelle tre immagini a destra com'era all'inizio del secolo scorso

È un incontro di due mondi quello che osserviamo nella vecchia fotografia che l’intelligenza artificiale ha colorato, regalandoci lo spicchio realistico di una Varese scomparsa, fatta di campagna appena fuori porta, di locande e ciclisti, polvere di strada e in fondo l’infinito. Grazie a Paolo Ricciardi, che delle tramvie varesine conosce vita e miracoli, possiamo godere della meravigliosa immagine di come si viveva agli inizi del ‘900, quando il trasporto su gomma era pressoché inesistente e toccava prendere il tram, o il treno, per spostarsi fuori porta. La tecnologia ha fatto il resto, regalandoci in fotografia l’emozione di aspettare la corsa quasi in diretta, assieme alle persone in attesa.

La stazione ritratta è quella delle Bettole, in viale Aguggiari 52, di proprietà dell’Agenzia del Demanio, messa in vendita con base d’asta di 217.430,34 euro (il termine per la presentazione delle offerte era lo scorso 6 maggio alle ore 12), e ora acquistata da una società che promette di rimetterla in sesto, dopo la dismissione nel 1955, quando le tramvie lasciarono il posto agli autobus e alla modernità che avanzava. L'edificio della stazione di Varese Bettole era il capolinea originario della ferrovia-tramvia della Valganna, e fu costruito nei primi anni del '900, con l'apertura e l'inaugurazione della linea ferroviaria e della stazione, avvenuta tra il 1903 e il 1905.

Il primo tratto della ferrovia della Valganna, che partiva dalla stazione di Varese Bettole, venne attivato e aperto all'esercizio il 15 marzo 1903, mentre la linea completa fino a Luino fu formalmente inaugurata il 28 marzo 1905.

«La linea che viene ad accrescere di un nuovo e pittoresco tracciato la rete ferroviaria del varesotto, è stata finalmente condotta a termine ed è ora regolarmente aperta al pubblico per tutto il suo percorso, dalla stazione Bettole di Varese alla stazione di Luino. L’apertura del secondo tronco Cunardo-Luino, avvenuta un paio di mesi fa, costituì per tutti, anche per tanti già pratici dei luoghi, una vera rivelazione», si legge sul numero di aprile-maggio 1905 de “La Prealpina Illustrata”.

«Poche sono le ferrovie in Italia che possono presentare al viaggiatore - sul percorso relativamente breve di venticinque chilometri - tanta varietà e tanta bellezza di paesaggio. E crediamo poi che pochi esempi anche in Europa ci siano di linee a trazione elettrica che superino così forti dislivelli e che abbiano così bene vinte, come la Varese-Luino, tante difficoltà tecniche di costruzione».

La stazione di interscambio delle Bettole è composta da due fabbricati e da un’ampia area esterna caratterizzata da una particolare tettoia in ferro, che ha resistito all’urto degli anni. Nel 2018 un gruppo di studenti del Politecnico di Milano, di concerto con l’Agenzia del Demanio e il Comune di Varese, aveva presentato un progetto di recupero dell’edificio, per trasformarlo in un luogo di incontro e informazione legato al mondo della bicicletta e dello sport in genere, oppure in un teatro sperimentale, una struttura ricettiva aperta ai giovani, senza dimenticare la sua storia centenaria.

E questa stazioncina, che ognuno di noi ha visto mille volte passando velocemente in macchina per non perdere il verde del semaforo, merita di certo una seconda possibilità, perché testimone di una Varese fermentante, ricca di novità come le funicolari e le tramvie, di giornali e spettacoli teatrali, di fabbriche inserite nel tessuto cittadino e forte di persone che amavano profondamente la città e univano le forze per migliorarla in continuazione.

La tramvia Varese-Luino era una sorta di porta verso un paradiso naturale, con gli “orridi” della Valganna, la Fontana degli Ammalati, i laghi di Ganna e Ghirla, e la sosta alle Grotte presupponeva spesso l’assaggio della birra nuova del cavalier Angelo Poretti. Dalla stazione delle Bettole partirono Piero Chiara e il tenore Adamo Chiappini per una scampagnata al lago di Ganna con le rispettive “belle”, poi raccontata in “O soffio dell’april”, in cui l’aria salubre della Valganna e la bellezza della ragazza fanno ritrovare per incanto la voce perduta al passato interprete del “Werther”.

La speranza dunque è che i nuovi proprietari della Stazione Bettole esaltino il suo passato, restaurandola e mantenendone il carattere, riservando magari uno spazio al racconto della sua storia e di quella delle tramvie, che aprirono le porte al piccolo turismo familiare, perché agli inizi del ‘900 uscire dalla città rappresentava un’avventura da raccontare per molti giorni. Chi ama ancora davvero Varese se lo aspetta.

La stazione delle Bettole in uno scatto del 1912

Mario Chiodetti