Cultura - 16 ottobre 2026, 14:40

La fantasia di Rodari per insegnare il rispetto: il Premio torna e abbraccia tutta la provincia

Presentata la seconda edizione dell'iniziativa dedicata al grande scrittore e maestro: dal 16 ottobre al 15 marzo scuole protagoniste, ma anche incontri, spettacoli e laboratori aperti al territorio. Il tema sarà il rispetto, declinato in tutte le sue forme. In palio premi per le classi, mentre il progetto entra nelle celebrazioni per i cent'anni della Provincia di Varese

La prima edizione del Varese Premio Gianni Rodari si è conclusa con risultati importanti, confermando la validità di un progetto che mette al centro la creatività, l’educazione e la partecipazione delle bambine e dei bambini.

Numerose scuole, centinaia di alunne e alunni e un’ampia rete di istituzioni hanno accolto il nostro invito.

Un sostegno significativo, che testimonia quanto sia importante investire nella cultura, nell’educazione e nelle nuove generazioni.

Nel corso della prima edizione abbiamo organizzato 15 tappe in diverse località della provincia, da Varese a Busto Arsizio, da Gavirate a Malnate, da Somma Lombardo a Luvinate, fino a Sesto Calende. Il percorso si è concluso con la festa finale a Sangiano e con un evento fuori concorso a Besozzo.

Sono stati mesi ricchi di iniziative: laboratori creativi, spettacoli teatrali, rappresentazioni di burattini, momenti di confronto e occasioni di memoria condivisa. Attività pensate per avvicinare i più piccoli alla lettura, alla scrittura e alla fantasia, nello spirito della straordinaria eredità culturale e pedagogica di Gianni Rodari.

La qualità degli elaborati presentati ha inoltre spinto la Giuria ad andare oltre i sei premi previsti dal regolamento, assegnando 36 menzioni speciali. Un riconoscimento alla creatività, all’impegno e alla capacità delle classi di lavorare insieme.

Anche la solidarietà ha trovato spazio nel progetto: alcuni dei lavori realizzati sono stati donati alle bambine e ai bambini ucraini, grazie alla disponibilità del clown Pimpa, Marco Rodari. Perché la cultura, quando incontra l’attenzione verso gli altri, può diventare anche un concreto gesto di vicinanza. Non solo ma abbiamo portato in Ucrina più di 300 libri donati dalle nostre bambine e bambini.

La seconda edizione: dalla scuola al territorio

Oggi presentiamo con orgoglio la seconda edizione del Varese Premio Gianni Rodari, in programma dal 16 ottobre 2026 al 15 marzo 2027.

Ripartiamo dall’esperienza positiva dello scorso anno, con l’ambizione di crescere ulteriormente. Il nostro obiettivo non è soltanto scuola, ma anche portare il Premio fuori dalle aule, coinvolgendo l’intero territorio provinciale in un percorso di riflessione, partecipazione e crescita collettiva.

Il progetto si è ulteriormente rafforzato ed è stato inserito tra le iniziative dedicate alle celebrazioni per i 100 anni della Provincia di Varese: un riconoscimento importante per una realtà giovane, nata con l’intento di valorizzare il legame tra Gianni Rodari e il nostro territorio e di mantenerne viva l’eredità culturale ed educativa.

Anche quest’anno organizzeremo momenti di riflessione, spettacoli e laboratori, sia nei centri polivalenti dei Comuni sia direttamente nelle scuole. Vogliamo che il Premio diventi sempre più un’occasione per diffondere la cultura rodariana in tutta la provincia, favorendo l’incontro tra generazioni, linguaggi ed esperienze differenti.

Stiamo inoltre predisponendo un percorso fuori concorso rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, per ampliare la partecipazione e offrire anche ai ragazzi più grandi uno spazio in cui esprimere idee, creatività e sensibilità.

Un’altra novità sarà rappresentata da alcuni incontri speciali dedicati al tema dell’edizione, con il coinvolgimento del mondo dello sport, dello spettacolo e delle professioni e la promozione di Premi speciali a uomini e donne che si sono distinte per il loro impegno: culturale, sociale e professionale.

Il tema dell’edizione: il RISPETTO

Il filo conduttore della seconda edizione sarà il RISPETTO, un valore fondamentale per la convivenza civile, la crescita personale e la costruzione di relazioni autentiche.

Non si tratta soltanto di una parola da conoscere o di una regola da imparare, ma di un principio da comprendere e praticare ogni giorno, nei rapporti con gli altri, con l’ambiente, con le cose, con se stessi e con le regole della vita collettiva.

Nel 2024, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto «rispetto» come parola dell’anno. I condirettori del Vocabolario Treccani, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, ne hanno sottolineato il valore semantico ed etico, richiamando la necessità di porla al centro dei progetti pedagogici fin dalla prima infanzia e di promuoverla nelle relazioni familiari, sociali, istituzionali e internazionali.

Anche il Grande Dizionario della Lingua Italiana richiama, tra i significati del termine, il sentimento di riguardo e attenzione che ci trattiene dall'offendere gli altri, dal ledere i loro diritti o dal danneggiare i loro beni, riconoscendo la dignità e il valore di ogni persona.

È proprio da questa accezione che vogliamo partire.

Viviamo in un tempo nel quale, troppo spesso, sembrano prevalere la contrapposizione, la prevaricazione e la volontà di dominio. Dinamiche che attraversano i rapporti interpersonali, la vita pubblica e persino le relazioni internazionali.

Per questo riteniamo urgente recuperare il rispetto come obiettivo educativo e come pratica quotidiana, da trasmettere alle nuove generazioni attraverso l'esempio, l'ascolto e la responsabilità.

Il rispetto verso gli altri significa riconoscerne la dignità, ascoltarne le idee e accettare che possano essere diverse dalle nostre, anche quando non siamo d'accordo.

Il rispetto verso l'ambiente e le cose significa prendersi cura della natura, del patrimonio comune e di ciò che appartiene alla collettività.

Il rispetto verso se stessi significa tutelare la propria dignità, i propri diritti e i propri confini personali.

Il rispetto delle regole, infine, significa comprenderne il valore come strumenti necessari per vivere insieme, assumersi responsabilità e garantire diritti e opportunità a tutti.

Sono temi che vogliamo affrontare con il linguaggio della cultura, della creatività e dell'educazione, come Rodari ci ha insegnato, lasciando alle bambine e ai bambini la possibilità di esprimersi, interrogarsi e costruire risposte attraverso il lavoro condiviso.

Il bando e la partecipazione delle scuole

Il Premio è dedicato a Gianni Rodari, illustre maestro e scrittore, per ricordarne l'impegno civile, letterario e pedagogico nei confronti del mondo dell'infanzia.

È promosso dal Comitato Varese per Rodari, organizzato dall'Associazione Gavirate tra Parco e Lago ed erogato dal partner Educational Team Società Cooperativa Sociale ETS.

Possono partecipare le classi delle scuole primarie, dalla prima alla quinta. Non sono ammessi elaborati individuali: le opere dovranno essere il risultato esclusivo di un lavoro collaborativo di gruppo o dell'intera classe.

Le categorie in gara saranno due.

La prima, Albi illustrati, comprende narrazioni realizzate prevalentemente o esclusivamente attraverso le immagini: disegni, cartelloni, infografiche, diorami e sequenze narrative visuali.

La seconda, Fiabe, filastrocche, racconti e graphic novel, comprende opere testuali e narrazioni nelle quali parole e immagini concorrono allo sviluppo della storia.

La prima fase sarà dedicata alle letture in classe e alle ricerche sulla figura e sull'opera di Gianni Rodari. Dal 15 gennaio 2027 le classi iscritte potranno iniziare a elaborare e realizzare i propri lavori, che dovranno essere presentati entro il 15 marzo 2027.

Per ciascuna categoria saranno assegnati tre premi in materiale didattico, libri o forniture per la scuola: un voucher da 300 euro al primo classificato, da 200 euro al secondo e da 100 euro al terzo.

La Giuria potrà inoltre attribuire menzioni speciali.

A tutte le classi partecipanti sarà rilasciato un attestato e saranno donati tre libri di Gianni Rodari, con l'obiettivo di contribuire alla formazione di una biblioteca scolastica dedicata all'autore. Ogni alunna e ogni alunno riceverà inoltre un gadget a tema.

Vogliamo che il Premio sia non soltanto una competizione, ma soprattutto un'esperienza educativa condivisa, nella quale il valore del percorso sia importante quanto il risultato finale.

Una rete di collaborazioni per crescere insieme

Anche per questa seconda edizione possiamo contare sul sostegno di importanti partner istituzionali, realtà private e associazioni che hanno scelto di condividere il nostro progetto.

Tra queste, Varese InMaglia, che sta già realizzando alcune opere da destinare alle classi vincitrici, e il Parco della Fantasia Gianni Rodari di Omegna, con il quale siamo onorati di collaborare.

A tutti i soggetti che ci sostengono va il nostro ringraziamento: il loro contributo è fondamentale per trasformare un'iniziativa culturale in un progetto capace di coinvolgere scuole, famiglie, amministrazioni, associazioni e cittadini.

Il Varese Premio Gianni Rodari vuole essere proprio questo: un progetto che parte dalla scuola, ma che si apre alla società; che valorizza la fantasia, ma che affronta temi concreti; che mette al centro le bambine e i bambini, ma chiama tutti noi ad assumerci una responsabilità educativa.

Con la seconda edizione vogliamo continuare a costruire occasioni di incontro, creatività e riflessione, mantenendo viva la lezione di Gianni Rodari: la fantasia non è una fuga dalla realtà, ma uno strumento per comprenderla e immaginare un mondo migliore.

E partire dal rispetto significa, oggi più che mai, provare a costruirlo insieme.

L'intervento dell'assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso

Inizio col portarvi i saluti del presidente Fontana, che oggi mi ha delegata a rappresentarlo.

Ringrazio per l’invito il presidente Gianni Lucchina, l’Associazione Gavirate tra Parco e Lago e tutti i partner coinvolti. Rivolgo un saluto agli insegnanti e a tutte le realtà che accompagnano questa seconda edizione.

Sono contenta che abbiate riproposto questa iniziativa dopo il successo dello scorso anno, quando hanno aderito ben 44 istituti di scuola primaria, con 149 classi e 2.800 alunni. Mi fa piacere ricordare questi numeri, che testimoniano il grande interesse suscitato nel territorio varesino da una manifestazione capace di stimolare la creatività e contribuire alla crescita culturale dei più piccoli.

Una manifestazione che ha coinvolto diversi luoghi della nostra provincia: dal capoluogo a Busto Arsizio, da Gavirate a Malnate, da Somma Lombardo a Luvinate, fino a Sesto Calende.

È molto importante avvicinare i bambini alla lettura e alla narrazione, stimolandone la fantasia, la creatività e le capacità espressive e aiutandoli a scoprire il piacere di leggere, nel segno dei valori educativi trasmessi dall’opera di Gianni Rodari.

Come Regione siamo molto impegnati su questo fronte, a partire dal Patto regionale per la lettura, che ha l’obiettivo di diffondere l’abitudine a leggere e ampliare l’accesso ai libri su tutto il territorio lombardo. A questo si affianca “Nati per Leggere”, attraverso cui, insieme all’Assessorato al Welfare, promuoviamo attività dedicate ai bambini da zero a sei anni. Mi preme ricordare che, nell’ultimo anno, il progetto ha coinvolto oltre 200.000 partecipanti, tra cui 135.000 bambini, e 800 biblioteche lombarde.

Gli ultimi dati disponibili restituiscono l’immagine di una Lombardia in cui la lettura è una pratica viva e diffusa, che entra nella quotidianità delle famiglie fin dai primi anni di vita. La diffusione di queste attività dimostra come la lettura possa trovare spazio anche al di fuori delle biblioteche, nei luoghi in cui i bambini crescono e imparano.

Leggere insieme significa anche costruire relazioni, sostenere i genitori nel loro compito educativo e accompagnare lo sviluppo dei più piccoli. È un lavoro che, nella mia visione, si intreccia sempre più strettamente con altri ambiti, a partire dalla salute: penso al welfare culturale e all’importanza che queste attività assumono nei primi mille giorni di vita.

Regione Lombardia sostiene e rafforza questi percorsi anche attraverso il Patto regionale per la lettura che ho citato, riservando un’attenzione prioritaria alla prima infanzia e ai contesti di maggiore fragilità.

Se i numeri aiutano a comprendere la portata di questo impegno, il risultato più prezioso resta nelle storie che i bambini ascoltano, immaginano e imparano a raccontare. Ogni occasione di lettura condivisa può aiutarli a conoscere meglio sé stessi e gli altri, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e unita.

Ringrazio quindi tutti coloro che, con competenza e passione, rendono possibile questo lavoro quotidiano. Auguro a questa seconda edizione di replicare e, anzi, superare il successo della prima.

Il Comitato Promotore

  • Gianni Lucchina, Presidente dell’Associazione Culturale Gavirate tra Parco e Lago;
  • Enzo La Forgia, Assessore alla Cultura del Comune di Varese;
  • Matteo Marchesi, Consigliere Provinciale con delega alla Cultura;
  • Marco Fazio, Assessore alla Cultura della Comunità Montana Valli del Verbano;
  • Paolo Bertocchi, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunitaria del Varesotto;
  • Jenny Santi, cofondatrice del concorso “Ceresio in Giallo” e redattrice de La Bevera.

C.S.