Cronaca - 13 ottobre 2026, 13:55

Truffa delle chiamate "shock": tre arresti in Canton Ticino

La pronta segnalazione dei famigliari di una vittima ha permesso alla polizia cantonale di risalire ad un veicolo sospetto che è stato fermato a Chiasso: dalla perquisizione sono emersi denaro contante e oggetti di valore. Fermati due slovacchi e un ceco che erano pronti a commettere un'altra truffa spacciandosi per un nipote bisognoso di urgenti e costose cure

(foto d'archivio)

Il 7 ottobre sono stati arrestati in Canton Ticino un 39enne e un 28enne cittadini slovacchi, entrambi residenti in Slovacchia, e un 30enne cittadino ceco residente in Repubblica Ceca. 

I tre uomini sono sospettati di aver preso parte a truffe ai danni di persone anziane tramite le cosiddette "chiamate shock". La tempestiva segnalazione dei famigliari di una vittima alla Centrale comune d'allarme (CECAL) in seguito a una truffa avvenuta in data 21 settembre e gli accertamenti subito avviati dagli inquirenti della Polizia cantonale, con il supporto tecnico della Polizia Città di Lugano, hanno permesso di risalire a un veicolo sospetto con targa ceca. 

Il veicolo è stato fermato in data 7 ottobre a Chiasso da collaboratori dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). La perquisizione del veicolo ha portato al rinvenimento di denaro contante e di oggetti di valore. I tre uomini sono sospettati di aver commesso una truffa avvenuta in mattinata a Melano. Inoltre, grazie a un'ulteriore segnalazione da parte di un tassista e con il supporto della Polizia Città di Mendrisio è stato possibile scongiurare una truffa che stava per compiersi nel pomeriggio. 

Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. In questo caso, spacciandosi per un nipote con urgente bisogno di cure, gli autori hanno richiesto con insistenza alle vittime un'importante somma di denaro, necessario a coprire delle urgenti cure mediche. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione, hanno messo sotto pressione le vittime inducendole a consegnare il denaro a disposizione e gli averi custoditi in casa (alcune migliaia di franchi e diversi oggetti preziosi).

Le indagini dovranno ora stabilire un eventuale coinvolgimento dei tre uomini in altri raggiri tentati o messi a segno recentemente sul territorio cantonale. L'ipotesi di reato è di ripetuta truffa e infrazione alla Legge federale sugli stranieri. La misura della libertà è stata nel frattempo confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC). L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Veronica Lipari.

Comunicato Stampa Polizia Cantonale