Territorio - 12 ottobre 2026, 16:39

Inaugurata una targa al liceo scientifico Tosi in memoria della professoressa Emanuela Macchi: la commozione di studenti e docenti

Una cerimonia carica di emozione per ricordare la docente di Storia e Filosofia, scomparsa lasciando un segno profondo nella comunità scolastica. Studenti e colleghi hanno condiviso parole di affetto e riconoscenza, spesso interrotte dalle lacrime. Una targa commemorativa custodirà la sua memoria in un luogo significativo dell'istituto

Le parole si spezzavano, la voce tremava e le lacrime rendevano difficile andare avanti. È stato un momento di intensa commozione quello vissuto il 12 ottobre nell’aula gradinata dell'istituto, dove studenti, docenti, colleghi ed ex alunni si sono ritrovati per ricordare la professoressa Emanuela Macchi. Un incontro che è andato ben oltre la commemorazione ufficiale, trasformandosi in una testimonianza corale dell'affetto e della riconoscenza di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.

Quando alcuni studenti e insegnanti hanno preso la parola per condividere un ricordo, l'emozione ha avuto il sopravvento. Le lacrime hanno accompagnato le testimonianze, mostrando quanto profondo fosse il legame con una docente che non si limitava a trasmettere conoscenze, ma sapeva lasciare qualcosa di sé in chi le stava accanto. A dare voce a questo sentimento sono stati il dirigente scolastico, il Dipartimento di Filosofia e Storia, gli studenti e il marito Ugo Pignataro, riuniti attorno a una targa commemorativa dedicata a Emanuela.

Una targa per custodire una presenza

La cerimonia, promossa dal dirigente scolastico e dal Dipartimento di Filosofia e Storia, si è svolta in gradinata 3, accanto alla piccola biblioteca dove è stata collocata la targa in memoria della professoressa. Un luogo che da oggi custodirà il ricordo di una donna capace di lasciare un'impronta importante, sul piano umano e professionale, nella vita della scuola.

Ad accogliere i presenti è stata la dirigente Fabiana Ginesi, che ha sottolineato il valore di uno spazio come quello scelto per la commemorazione. Un luogo in cui i docenti possono trovare un respiro di pace e che, da questo momento, sarà anche legato alla memoria di Emanuela.

Nel suo intervento, Ginesi ha richiamato le qualità della collega, soffermandosi sul suo equilibrio, tanto nella dimensione personale quanto in quella professionale. Un tratto distintivo che contribuiva a renderla una presenza preziosa all'interno della comunità scolastica.

Eloquente la frase della targa, tratta dal "Libro dell'inquietudine"  di Fernando Pessoa: "La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori"

«Solarità, sorriso e fiducia nella vita»

A ricordare Emanuela è stato anzitutto il Dipartimento di Filosofia e Storia, che ha restituito l'immagine di una donna capace di guardare il mondo con curiosità e positività.

«Quando si pensa a Emanuela vengono subito in mente la solarità, il sorriso, il suo modo di guardare la vita con felicità e fiducia». Parole che hanno richiamato il tratto più autentico della docente: la capacità di affrontare la quotidianità con entusiasmo, senza perdere la voglia di scoprire e di imparare.

Emanuela amava la vita e la conoscenza. Per lei insegnare Storia e Filosofia significava accompagnare gli studenti nella comprensione del mondo, aiutarli a interrogarsi sulla realtà e stimolare il pensiero critico. Non soltanto nozioni da trasmettere, dunque, ma un modo di stare nella vita, alimentato dalla curiosità e dalla passione per il sapere.

Ed è proprio questo approccio, insieme alla sua sensibilità umana, a essere rimasto impresso nella memoria di chi ha condiviso con lei l'esperienza scolastica.

Gli studenti: «Ci insegnava a ragionare, non solo a studiare sui libri. Ci diceva di puntare al massimo»

Particolarmente toccanti sono state le parole degli studenti, che hanno raccontato il rapporto con una professoressa capace di coinvolgerli e di rendere vive le discipline che insegnava.

«È stata una professoressa che ha avuto un impatto notevole sulla nostra classe. Ci ha lasciato tanti insegnamenti e tanti bei ricordi».

Nel loro ricordo emerge una docente che sapeva proporre Storia e Filosofia da prospettive nuove, fresche e diverse, attualizzando gli argomenti e collegandoli alla realtà. Un modo di insegnare che rendeva le lezioni occasioni di confronto e riflessione, superando i confini delle pagine dei libri.

«È sempre stata capace di farci ascoltare la materia. Ci faceva ragionare e non ci faceva soltanto studiare sui libri», hanno raccontato gli studenti, sottolineando anche la fiducia che Emanuela sapeva trasmettere loro.

Il suo invito era quello di non accontentarsi, di credere nelle proprie possibilità e di puntare in alto: «Ci diceva di puntare al massimo».

Un insegnamento che oggi assume un significato ancora più forte. Perché il ricordo di un professore non si misura soltanto nelle conoscenze trasmesse, ma anche nella capacità di incoraggiare, aprire prospettive e aiutare i ragazzi a credere in se stessi.

Il marito Ugo Pignataro: «Il valore di una vita si misura in ciò che lasciamo agli altri»

Profondamente commosso anche l'intervento di Ugo Pignataro, marito di Emanuela, che ha voluto ringraziare quanti hanno partecipato alla commemorazione e contribuito a mantenere viva la memoria della moglie.

«Celebrare ciò che ha saputo lasciare»: è questo il senso più autentico del momento condiviso dalla comunità scolastica, secondo le sue parole.

Emanuela insegnava Storia e Filosofia, ma soprattutto «ha trasmesso passione, amore e valori, con la passione che l'ha sempre contraddistinta».

Un'eredità che va oltre il lavoro svolto in classe e che continua a vivere nelle persone incontrate lungo il suo cammino. Anche la targa, collocata in un luogo così significativo per la scuola, rappresenta per il marito una testimonianza preziosa.

«Mi emoziona sapere che così Emanuela potrà essere sempre qui», ha detto, affidando ai presenti una riflessione che ha dato un significato ancora più profondo alla cerimonia.

«Vorrei che prevalesse la gratitudine. Il valore di una vita si misura in ciò che lasciamo agli altri».

Parole che hanno raccolto il senso dell'incontro: non soltanto il dolore per una perdita, ma anche la consapevolezza di quanto una persona possa continuare a vivere attraverso ciò che ha donato.

Una presenza che continua a parlare

La commozione che ha attraversato la cerimonia ha raccontato, forse più di ogni discorso, la dimensione del legame che univa Emanuela Macchi ai suoi studenti e ai suoi colleghi. Le voci spezzate e le lacrime di chi ha provato a ricordarla hanno restituito l'immagine di una docente che non ha lasciato soltanto un vuoto, ma anche un patrimonio di affetti, insegnamenti e valori.

Da oggi, la targa nella piccola biblioteca sarà un segno concreto di questa eredità. Un invito a ricordare una donna che ha saputo unire competenza professionale, passione per la conoscenza e sensibilità umana.

Perché ci sono insegnanti che continuano a fare lezione anche quando non sono più in classe: attraverso le parole che hanno pronunciato, le domande che hanno insegnato a porsi e la fiducia che hanno saputo accendere nei loro studenti.

Emanuela Macchi continuerà a essere presente proprio così: nel ricordo di chi l'ha amata, nella gratitudine di chi ha imparato da lei e in quella voglia di conoscere e di guardare il mondo con fiducia che ha saputo trasmettere.

Laura Vignati