Economia - 08 ottobre 2026, 07:00

Saldatura assistita: Homberger con Lastek e BAI Automazione, competenze varesine al servizio delle officine

Un tavolo di saldatura con robot collaborativo per affiancare gli operatori nelle lavorazioni ripetitive. Alla soluzione partecipano Lastek, con sede a Gavirate, e BAI Automazione, di Castiglione Olona.

Il percorso verso l’automazione può partire da una singola postazione di lavoro. Per un’officina che deve saldare componenti diversi, alternare piccole serie e rispettare le scadenze, la domanda è concreta: quali attività possono essere affidate a un robot, mantenendo il controllo sulla qualità e la flessibilità necessaria per affrontare la commessa successiva?

A questa esigenza risponde il progetto di saldatura cobot assistita proposto da Homberger, sviluppato con il contributo di due partner del Varesotto: Lastek, a Gavirate, e BAI Automazione, a Castiglione Olona. Una collaborazione che unisce conoscenza dei processi di saldatura, integrazione industriale e robotica, con l’obiettivo di rendere l’automazione applicabile alle esigenze delle imprese manifatturiere.

Homberger, attiva dal 1905 nella fornitura di soluzioni per l’industria, opera in ambiti che comprendono componentistica, utensili professionali, movimentazione, sistemi di bloccaggio e robotica collaborativa. In questo progetto, la collaborazione con specialisti complementari permette di affrontare insieme le diverse esigenze della postazione: dalla scelta delle tecnologie all’integrazione nel processo produttivo.

Il contributo territoriale è concreto. BAI Automazione opera nella realizzazione di impianti speciali su misura e nell’assistenza meccanica, elettrica e software. La sua attività riguarda quindi sia la costruzione dell’automazione sia il mantenimento della funzionalità degli impianti nel tempo. Lastek porta invece una specializzazione nella saldatura, con un’offerta che comprende impianti, materiali d’apporto e tecnologie per l’automazione. Sono competenze diverse, che trovano un punto d’incontro quando una lavorazione deve diventare un processo ripetibile.

La postazione integra un robot collaborativo Doosan Robotics, un tavolo aspirato, protezioni dedicate, quadro elettrico, interfaccia touch e software per programmare le traiettorie. Il sistema è rivolto alle lavorazioni su piccoli e medi lotti e presenta una configurazione modulare, adattabile alle esigenze applicative. L’obiettivo è migliorare la costanza della lavorazione e il controllo operativo, mantenendo centrale la competenza del saldatore.

Per comprendere il funzionamento della saldatura robotizzata, si può partire dal movimento della torcia. Il robot percorre una traiettoria definita, eseguendo il movimento secondo le condizioni impostate. Questo permette di lavorare sulla ripetibilità dell’esecuzione, ma richiede che il percorso sia coerente con il giunto da saldare. La geometria del componente e il modo in cui viene posizionato sulla postazione hanno quindi un’importanza diretta nella preparazione del ciclo.

Le tolleranze dei pezzi e delle attrezzature di bloccaggio sono aspetti da considerare fin dall’analisi applicativa. Nella saldatura robotizzata esistono tecnologie specifiche per rilevare o compensare determinati scostamenti, la cui necessità dipende dal lavoro da svolgere. Non vanno date per scontate su qualsiasi postazione: occorre definire quali variazioni siano presenti nella produzione e come gestirle nella configurazione scelta.

Il saldatore resta il riferimento tecnico della lavorazione. Conosce il comportamento del materiale, riconosce le condizioni del giunto e valuta il risultato. Nell’introduzione dell’automazione, queste competenze servono a individuare le operazioni adatte al robot e a costruire un metodo di lavoro che possa essere ripetuto. La preparazione del pezzo, la verifica delle impostazioni e il controllo finale continuano a richiedere attenzione ed esperienza.

Anche la programmazione deve essere letta in questo contesto. Definire il percorso della torcia è una parte del lavoro; a questo si affianca la gestione delle condizioni di saldatura. Nelle funzioni dedicate, per esempio, sono previste impostazioni relative alla velocità di avanzamento e alle condizioni di avvio e conclusione del processo. La disponibilità e la gestione dei singoli parametri dipendono dall’interfaccia con la sorgente e dalla configurazione adottata.

Per chi produce piccoli lotti, la valutazione economica deve comprendere tutto ciò che accade prima e dopo la saldatura. Preparare l’attrezzatura, caricare i componenti, impostare il ciclo, eseguire una verifica iniziale e scaricare il pezzo sono attività che incidono sul tempo complessivo. Un confronto limitato ai secondi durante i quali l’arco è acceso rischia di lasciare fuori una parte importante del lavoro.

Immaginiamo, per esempio, un’officina che realizzi periodicamente una famiglia di staffe. Prima di automatizzare, sarebbe utile verificare quanto siano simili i componenti, come vengano bloccati e con quale frequenza torni la stessa commessa. Una lavorazione ricorrente può offrire occasioni per riutilizzare preparazioni e programmi già verificati. Un pezzo completamente diverso a ogni ordine richiede invece una valutazione specifica dei tempi di adattamento.

La scelta di introdurre un cobot dovrebbe quindi partire da pezzi rappresentativi della produzione reale. Disegni, campioni, quantità, frequenza degli ordini e requisiti qualitativi aiutano a costruire un confronto concreto. L’obiettivo è capire dove la postazione possa inserirsi nel lavoro dell’officina e quali condizioni debbano essere soddisfatte perché l’investimento risponda alle aspettative.

In questo passaggio assume valore la collaborazione tra le aziende coinvolte. Chi utilizzerà la postazione deve poter discutere sia della lavorazione sia dell’organizzazione del ciclo: dove si prepara il materiale, come si attrezza il tavolo, chi verifica il primo pezzo e quali competenze occorre trasferire agli operatori. Sono domande operative, dalle quali dipende la possibilità di utilizzare con continuità una nuova tecnologia.

Il tavolo di saldatura MIG/TIG cobot assistito si inserisce in questo percorso. La collaborazione tra Homberger, Lastek e BAI Automazione mette a disposizione delle imprese una soluzione da valutare sulle proprie applicazioni, facendo incontrare tecnologie robotiche e competenze specialistiche presenti nel Varesotto.

Per un’officina interessata, il primo passo è individuare una lavorazione concreta da analizzare. Partire da un componente, dai suoi requisiti e dalle difficoltà incontrate nella produzione quotidiana permette di discutere l’automazione su basi verificabili e di definire il ruolo che il tavolo assistito può assumere nel reparto.



 

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