Basket - 07 ottobre 2026, 03:00

Qui studiano in 20 mila. E tra una lezione e l’altra ne fanno 100 al Barça: Varese scopre l’UCAM nel ritorno in Europa

A Murcia l’università non sponsorizza soltanto il basket: la squadra se l’è comprata. Una storia unica nel Continente e un’avversaria temibile per l’Itelyum di Kastritis, arrivata in Spagna ancora senza Della Valle e McDowell-White. Palla a due alle 20.30

Una squadra di proprietà di un'università? Esiste ed è proprio Murcia... E l'università è quella che vedete in questa foto, l'Universidad Católica San Antonio de Murcia

Un francobollo di terra incastonato tra tre giganti come la Castiglia-La Mancia a nord-ovest, la Comunità Valenciana a nord-est e l’Andalusia a sud. Una città a 40 km dal Mar Mediterraneo, non troppo lontano per non sentirne il vento, in cui i circa 470 mila abitanti sono gli eredi di una cultura miscellanea che va indietro fino a Cartagine e poi risale attraverso Roma e gli arabi.

Ogni dominazione un’impronta. Destinata a restare.

E una squadra di basket di recente ma rapidamente cresciuta nobiltà - fino al 2010-2011 in un’altalena continua tra LEB (la seconda serie) e Liga ACB, poi una gavetta in massima serie sbocciata in una finale (persa contro il Real Madrid nel 2024) e in sei partecipazioni alla Basketball Champions League (con due terzi posti) - che ha una particolarità che la rende unica in tutto il Continente: è di proprietà di un’università.

Inizia qui, a Murcia, Comunità Autonoma di Murcia, il sogno europeo della Pallacanestro Varese (palla a due ore 20.30, diretta su Dazn). Di fronte alla Itelyum (dell’altro ieri l’ufficialità dello sforzo ulteriore richiesto allo sponsor che già dà il naming a Masnago) la UCAM di Sito Alonso, ex enfant prodige delle panchine iberiche, allievo del grande Aíto, oggi un veterano (di soli 50 anni) che tante ne ha viste e altrettante ne ha fatte, compresa l’impresa - non riuscita - di vincere da madrileno alla guida del Barça.

UCAM sta per Universidad Católica San Antonio de Murcia, ateneo che attualmente conta circa 20 mila studenti e oltre 1000 professori, che nel 2011 è diventato sponsor della locale squadra di baloncesto e due anni dopo… se l’è comprata. Un unicum senza precedenti né seguenti, ma soprattutto un modello di sport professionistico che è arrivato a contemplare formazione degli atleti, ricerca applicata allo sport e programmi universitari per sportivi d’élite.

E fin qui la storia. Poi c’è l’attualità: 100 punti suonati in faccia al Barcelona nella seconda giornata della Liga (nella prima una sconfitta contro il Girona), crivellando i canestri catalani di triple e dominando a rimbalzo. No, non siamo più in Fiba Europe Cup: le scampagnate a Cipro o Groninga non sono sul catalogo.

L’UCAM è il prototipo delle squadre che si incontrano in BCL: tosta, profonda, dura, versatile. È un gruppo che Alonso stratifica da anni (11 gli atleti già qui nella scorsa stagione, considerando il roster allargato a 15 elementi), capace di trovarsi a memoria e far male. L’idolo di casa è Jonah Radebaugh, play strutturato di oltre 190 centimetri, passaporto montenegrino acquisito, capitano. Vicino a lui, una vecchia conoscenza del campionato italiano, Michael “Mago” Forrest, visto a Pistoia nel 2024/2025, punti nelle mani (fu il quarto marcatore della Serie A) conditi di fantasia. Gli altri confermati più in vista sono le ali Sander Raieste e Wilhelm Falk e le guardie Ennis e Nakic.

I pochi puntelli cercati sul mercato hanno reso il prodotto ancora più pregevole: da Barcellona è arrivato il talento argentino Juan Marcos (lo scorso anno capace di tirare con il 45% da 3 in Liga), una guardia; da Vienna ecco Souleymane Boum, un altro esterno con voglia di esplodere dopo un po’ di girovagare nell'Europa che non conta e capocannoniere del club dopo due giornate a 16,5 punti di media; sotto canestro, infine, il francese Jean Marc Pansa, già 10 rimbalzi di media nelle prime uscite.

Il reparto piccoli è abbondante e pieno di vitalità ed energia, i lunghi paiano sapere il fatto loro. Sarà dura per i “reduci” di Ioannis Kastritis. Il termine non è usato a sproposito: sarebbe stato interessante e importante capire che impatto avrebbe potuto avere una Varese al completo contro un’avversaria che esemplifica le difficoltà della Champions, ma - come è noto - Amedeo Della Valle e William McDowell-White sono rimasti a casa.

Vincere e sorprendere tutti? Sarebbe un colpaccio e una dimostrazione di crescita e forza. Perdere e fare esperienza? Potrebbe essere utile, sempre però considerando che i biancorossi non sono in questa coppa semplicemente per partecipare (poi la sfortuna se ne fotte delle ambizioni…).

Chi ha già vinto sono i 40-50 tifosi varesini che oggi troveranno posto tra i 7400 seggiolini del Palacio de Los Deportes, per la maggior parte a seguito di quel gran cerimoniere della passione che da sempre è il BSN. Il programma della trasferta è semplice: qualche sangria, l’arroz che qui cucinano divinamente e la voglia di festeggiare con un sorriso - comunque vada - il ritorno della loro beneamata sul palcoscenico che le appartiene.

Da sempre. Da quando l’UCAM Murcia non era nemmeno nella mente del dio del basket.

Fabio Gandini


Vuoi rimanere informato sulla Pallacanestro Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 7819396
- inviare un messaggio con il testo PALLACANESTRO VARESE
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP PALLACANESTRO VARESE sempre al numero 0039 340 7819396.