Politica - 03 ottobre 2026, 00:25

Giorgetti da Roma a Galliate: «Economia sociale fondamentale per evitare l’atomizzazione totale della società»

Il ministro dell’Economia è stato ospite di un incontro organizzato dal consigliere regionale Monti nel giorno dell’atteso via libera al Documento programmatico di finanza pubblica. Ad ascoltarlo quasi trecento tra imprenditori, professionisti e rappresentanti del terzo settore. E politici, con tanta Lega ovviamente, ma non solo

Sono quasi le 22.30 di venerdì quando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti raggiunge la Fattoria Gaggio, a Galliate Lombardo, dove il consigliere regionale Emanuele Monti ha organizzato un incontro sul tema dell’economia sociale nel Varesotto.
Giorgetti arriva direttamente da Roma, dove poche ore prima si è tenuta un’attesa riunione del Consiglio dei ministri, durante la quale è stato varato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), l’aggiornamento sui conti pubblici che farà da cornice alla prossima manovra, l’ultima della legislatura. 

C’è tanta Lega, ma non solo: quasi in trecento, tra amministratori del territorio, imprenditori, professionisti e rappresentanti del terzo settore, hanno risposto all’invito di Monti, presidente della commissione Welfare del Pirellone. Tanto che Giorgetti scherza: «Vedendo tutte le macchine parcheggiate ovunque qua fuori, ho pensato ci fosse un concerto».

Economia, sì. Ma sociale

Il ministro di Cazzago Brabbia chiude nel suo territorio una giornata intensa. A Roma aveva parlato di extradeficit da 29 miliardi per energia e difesa, di Pil 2026 aggiornato all’1 per cento.
A Galliate, nel breve intervento tra un risotto mangiato di corsa e il taglio della torta griffata “La Lombardia che vorrei”, associazione creata da Monti per mettere in connessione le realtà locali e ascoltare il territorio, Giorgetti parla ancora di economia, sì, ma economia sociale. «Due termini – dice –. L'economia è qualcosa che è legato all'organizzazione di persone, mezzi, risorse, per realizzare un servizio o dare un bene.
Sociale perché associa a questa dimensione dei numeri e dell'organizzazione di capitale un qualche cosa di più, che si ancora nella comunità e che cerca di rispondere a quelli che sono dei bisogni non semplicemente economici e che quindi richiede l'applicazione di motivazioni, di principi che non sono semplicemente quelli della realizzazione del profitto».

Ahimè, aggiunge Giorgetti, «nell'economia per come si è evoluta, per come la stiamo vivendo oggi e per come sempre più la vivremo domani, la dimensione del piccolo imprenditore locale inserito nella comunità che massimizzava il suo profitto facendo impresa, facendo lavoro, aiutando la realtà del territorio, facendo della beneficenza pubblicamente o di nascosto» viene meno. Viene meno quando «va avanti un mondo in cui ci sono semplicemente dei fondi che diventano proprietari di aziende che hanno sede non si sa bene in quale luogo di vantaggio fiscale in giro per il mondo. Si disumanizza la dimensione dell'economia, dell'azienda e dell'impresa».

L’economia sociale è quindi un punto di incontro tra questa dimensione economica e quella «del terzo settore, della cooperazione, del volontariato», con una sensibilità «che inevitabilmente è ancorata a una terra, a una dimensione sociale e locale».

I timori

Per Giorgetti, «il problema fondamentale che vedo oggi nella nostra società è la “atomizzazione totale” per cui purtroppo spesso anche i giovani si chiudono in una dimensione di solitudine, non hanno la dimensione affettiva e relazionale che ha sempre caratterizzato la mia generazione e quindi la dimensione  dell'associazione, del terzo settore è proprio quella in cui questa predisposizione “umana” riesce ancora a concretizzarsi e su cui dobbiamo lavorare appunto per non lasciare che la società si atomizzi completamente e i ragazzi crescano con una relazione con l'iPad o con la macchia».
E anche al Ministero dell'Economia e delle Finanze, «abbiamo creato proprio una unità organizzativa con un relativo piano di azione sull'economia sociale».

La legge regionale

Monti ha ricordato che questa serata arriva pochi giorni dopo l’approvazione a Palazzo Pirelli di «una legge regionale, la prima in Italia, ad applicare questo tema dell'economia sociale» (leggi qui). Una legge che «stanzia 40 milioni di euro a favore delle imprese e delle imprese sociali. Per garantire dei fondi anche pubblici, regionali in questo caso, per attivare una serie di iniziative che da un intreccio, da un incontro, da una progettualità possono poi mettere a terra delle cose reali, concrete, a valore del nostro territorio».

Ricco parterre

In 270 hanno ascoltato il ministro Giorgetti. Imprenditori, professionisti, rappresentanti delle associazioni, volti noti del territorio come Marco Riva, presidente del Coni lombardo, il provveditore Giuseppe Carcano, il patron della Binda Renzo Oldani.

E poi ovviamente tanti esponenti del mondo politico. Sindaci e amministratori leghisti, perlopiù, ma non solo. C’erano anche due “papabili candidati” per i prossimi appuntamenti elettorali: Luca Marsico, possibile nome del centrodestra di Varese, e Marco Colombo, sindaco di Daverio in quota Fratelli d’Italia e possibile sfidante di Marco Magrini nella corsa alla presidenza della Provincia.

Riccardo Canetta


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