Nomi che assumono un volto, mani, cuore: quello che hanno dedicato alla loro gente, al servizio della Croce Rossa ma anche della medicina. L'archivio storico rinnovato e inaugurato oggi nella sede della Cri in via Savona a Busto è ricco di conoscenza ed emozione: entrambe si sono avvertite profondamente. Ha raccontato, soprattutto, quanto la Croce Rossa e la medicina qui siano state sempre all'avanguardia, prima di tutto nell'attenzione a chi soffre.
Il taglio del nastro ha visto il presidente del Comitato bustocco Giulio Turconi ricordare il valore di questa realtà, così fortemente voluta dal predecessore Simona Sangalli, oggi vicepresidente: «Un impegno che ha visto un'attenta catalogazione, sia dei cimeli nostri, sia della preziosa collezione di Angelo Castiglioni, donata dalla moglie Lucia Macchi e composta da strumenti medico chirurgici. Angelo era un nostro volontario, poi diventato infermiere professionale». Molte le autorità presenti - l'europarlamentare Isabella Tovaglieri, l'onorevole e assessore Manuela Maffioli, il vicesindaco Luca Folegani con la fascia tricolore, l'assessore Claudia Cozzi, il consigliere comunale Vincenzo Marra - e tra i cittadini accorsi le associazioni come la Famiglia Bustocca, guidata da Mariella Toia (Famiglia che ha offerto un generoso contributo per questa esposizione, con una raccolta promossa dalla professoressa Luciana Ruffinelli) , e l'Aido con la presidente Maria Iannone e il dottor Adelio Scorti. Anche le vetrine sono state donate da CartoBusto; sono state ringraziate Marina Colombo e Gabriella Mazza.
Ha osservato il giovane Stefano Mazza: «Questo archivio ci dà modo di ricordare chi eravamo e mi auguro che altri giovani diano un seguito allo studio della nostra storia e dei principi per diffonderli».
A vigilare nei locali con competenza e sensibilità Giovanna Bonvicini, che ha condotto tra i tesori di questa collezione, capace di raccontare Busto e andare poi oltre i confini, con l'impegno nei conflitti mondiali che ha anche portato medaglie alla città, coe nel caso di sorella Amelia Colombo. Il tempo corre all'indietro e l'ospedale è l'attuale Palazzo Gilardoni, si soccorre anche nel cortile di quella Villa Ottolini Tosi che l'anno prossimo compie 125 anni proprio come il Comitato bustese della Cri.
Il dottor Giorgio Reguzzoni mostra strumenti che a volte possono far sorridere oggi - dalle siringhe disinfettate in ben altri modi rispetto a quelli attuali ai clisteri, passando da pneumotorace e altro ancora - ma che fanno parte appunto della storia e dietro c'è sempre ricerca, capacità di evolvere. Così fa il dottor Ildo Scandroglio e che emozione a vedere un libro di 900 pagine scritte a mano dal celebre anatomista Antonio Scarpa. Un omaggio anche al professor Giuseppe Solaro, presidente lungimirante della Croce Rossa e figura chiave dell'ospedale: vinse il concorso nel 1921 e vi rimase fino ai primi anni Cinquanta, come "sussurra" la piazza a lui dedicata. Fu tra i pionieri anche nella lotta contro il cancro. Ancora, la dottoressa Daniela De Francesco conduce nei cambiamenti che hanno toccato i laboratori delle analisi.
«Un'occasione culturale in più - ha sottolineato il vicesindaco Luca Folegani -mentre non smettiamo mai di ringraziarvi per la vostra attività quotidiana».
Un luogo in cui la città può incontrare scienza e coscienza di coloro che si sono spesi per gli altri. Ogni dettaglio che si apprende, resta impresso nel cuore. Come gli occhi commossi della signora Lucia: il suo Angelo continua a curare attraverso la storia.