A chiusura di un’estate caratterizzata da un caldo record per la durata più che per i picchi di temperatura massima (risalenti al 1983 e secondo alcuni fonti addirittura al 1911), l’Italia torna alla quotidianità e si prepara ad un’altra accelerazione digitale. Ebbene sì, dopo anni in cui lo SPID è stato lo strumento di riferimento per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, l'IT Wallet, il portafoglio digitale integrato nell'app IO e basato sulla Carta d'Identità Elettronica, si prepara a estendersi anche oltre il perimetro pubblico.
In cosa consiste l'IT Wallet
Possiamo considerarlo a tutti gli effetti un’altra passo importante nel percorso di consolidamento dell’identità digitale. In pratica, l’IT Wallet offre la possibilità di custodire sul proprio smartphone documenti digitali con valore legale,accessibili tramite CIE o, in questa fase di transizione, ancora tramite le credenziali SPID. A quali documenti ci riferiamo?
Al momento, in particolare alla Patente e alla Tessera sanitaria, ma anche alla Carta europea della disabilità e alla Carta Giovani Nazionale. Non solo! In questa fase di affiancamento progressivo tra i due sistemi, in cui non assisteremo certo ad uno spegnimento improvviso dello SPID, sono in fase di rilascio anche l’ISEE, la Tessera elettorale, il Certificato di godimento dei diritti politici, il Certificato di residenza e altri dati anagrafici, oltre anche ai titoli di studio
La nuova identità digitale anche per i servizi privati
Attenzione, pare che questa nuova infrastruttura elettronica sia stata pensata fin da principio per non essere estesa solo ai servizi della Pubblica Amministrazione. Infatti, pare che il nuovo processo di identificazione varrà presto anche presso soggetti privati, compresi gli enti che, per obblighi normativi, devono verificare in modo certo l’identità di chi accede a un determinato servizio online.
Questa evoluzione dunque, interesserà in particolar modo anche tutte le piattaforme che oggi richiedono verifiche dell’identità, come ad esempio i casino con spid 2026, destinati ad adeguare progressivamente i propri sistemi di accesso a questa nuova era digitale. Le procedure di registrazione ne risulteranno pertanto da una parte centralizzate e dall’altra più immediate per l’utente stesso.
Ecco perché, nei prossimi mesi si preannunciano picchi di download dell’App IO, l'applicazione ufficiale italiana dei servizi pubblici che include la sezione IT-Wallet. Sarà senz’altro comoda e non escludiamo che alcuni siti web possano proporre addirittura dei bonus e delle offerte di benvenuto a tutti i nuovi utenti che la utilizzeranno! Del resto, è stato così anche per lo SPID e in fondo, è stato un successo!
Vantaggi e svantaggi
Di seguito riepiloghiamo allora quali saranno le principali implicazioni pratiche di questa estensione per gli utenti. Senza alcun dubbio, avremo a disposizione un punto di accesso più centralizzato. Ne conseguirà quindi una maggiore uniformità nelle procedure di verifica tra i diversi servizi e dunque una gestione dei propri dati d'identità più semplice, perché da un unico strumento digitale.
A conti fatti, come scriveva Il Sole 24 Ore nel lontano 2021, nonché agli albori di questa impennata digitale - promossa a livello globale prima, durante e dopo i lockdown - la strada della digitalizzazione si pone perfettamente in mezzo tra la pesantezza degli obblighi burocratici e la semplificazione della vita di cittadini, sempre più fast, oltre che sempre più furious. Non escludiamo dunque che, nell’arco di pochissimo tempo, il cittadino medio italiano riterrà l’IT Wallet sempre più utile per conservare in formato digitale i documenti personali, di cui ne ha piene le tasche!
A proposito, quali sono i rischi? Citiamo innanzitutto la totale dipendenza dalla tecnologia, dato che sia i dispositivi che la rete diventano praticamente fondamentali per accedere ai propri documenti. Tra l’altro, vanno valutati anche i rischi legati alla sicurezza, minacciata dalla possibilità di subire attacchi informatici e tentativi di truffa. A tal riguardo, il cittadino che non si fiderà completamente dei sistemi di sicurezza offerti o che per qualche motivo ideologico sarà contrario alla centralizzazione delle informazioni, rischierà la cosiddetta esclusione digitale.
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