Politica - 25 settembre 2026, 15:00

La Lega: «Interventi all'ex Politeama, oltre 12 milioni a carico dei cittadini e gravi problemi logistici e viabilistici per un teatro in un immobile privato»

I consiglieri comunali leghisti Angei e Bison: «Follia economico-patrimoniale senza precedenti. È inaccettabile che si decida di indebitare i varesini per un teatro realizzato in un immobile privato. In più ci si trova di fronte a una cecità urbanistica sconcertante. Va rivisto immediatamente il progetto»

Il rendering dell'esterno del nuovo Politeama

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Lega di Varese

Un intervento dal costo totale di circa 24 milioni di euro, con oltre 12 milioni di euro attinti direttamente dalle tasche dei cittadini varesini tra mutuo e avanzo di bilancio, il tutto per la demolizione totale dell'edificio e la realizzazione di un teatro all'interno di un immobile privato. Il progetto della Giunta sull'ex Cinema Politeama si trasforma in una bufera politica e urbanistica, condannata senza appello dai consiglieri comunali della Lega, Stefano Angei e Barbara Bison. 

L'attacco della Lega punta i riflettori su due aspetti critici che affliggono la scelta dell'Amministrazione: da un lato la voragine finanziaria a carico delle casse comunali per un'opera che sorge su una proprietà privata, dall'altro l'imminente paralisi viabilistica del centro cittadino.

Sul fronte economico e patrimoniale, il consigliere comunale Stefano Angei denuncia con forza l'incredibile peso finanziario calato sulla città:

«Ci troviamo di fronte a una follia economico-patrimoniale senza precedenti. Parliamo di un quadro economico complessivo che sfiora i 24 milioni di euro totali, dei quali ben oltre 12 milioni di euro gravano in maniera diretta ed esclusiva sul Comune di Varese, compresi 10,8 milioni di euro di mutuo che ipotecheranno le casse comunali e il futuro dei cittadini. È inaccettabile che si decida di indebitare i varesini per un teatro realizzato in un immobile privato. La collettività paga il conto, si fa carico dei debiti e alla fine si ritroverà con un pugno di mosche, senza possedere un solo metro quadro di teatro pubblico. Quando con l'Accordo di Programma originale Maroni-Fontana si poteva - e si deve tuttora - realizzare il teatro in Piazza Repubblica, investendo denaro pubblico su suolo pubblico per lasciare un'eredità tangibile a Varese». In aggiunta, le dichiarazioni dell'assessore Laforgia che attribuisce a Regione Lombardia le colpe del ritardo, bisogna ricordare che il Codice degli appalti dice altro e l'unico colpevole è proprio il Comune di Varese, forse La Forgia non l'ha capito. Ergo, bussare a Civati e Galimberti. 

Sul piano urbanistico, logistico e della viabilità, la consigliera comunale Barbara Bison evidenzia i limiti strutturali e logistici di un'opera considerata distante dalle reali necessità di rilancio culturale del territorio. 

«A questa spesa sproporzionata si somma una cecità urbanistica sconcertante. Ci troviamo di fronte ad una struttura che non è commisurata alla realtà varesina. Una città capoluogo avrebbe meritato un teatro con una capienza ben maggiore degli 800 posti previsti, capace di attrarre anche grandi spettacoli ed un pubblico numeroso. Senza considerare il vero une proprio incubo viabilistico che si verrà a creare: qualcuno in Giunta si è chiesto come faranno i TIR delle compagnie di spettacolo a raggiungere il teatro? Parliamo di mezzi pesanti, costretti ad incunearsi nel centro cittadino, con evidenti ripercussioni sul traffico interno, i residenti, i servizi. È una follia logistica, figlia di una totale mancanza di pianificazione».

«A rendere il quadro ancora più grave - continuano i consiglieri leghisti - è il contenuto delle ultime carte ufficiali: contrariamente a quanto sostenuto a più riprese nelle varie commissioni, dove l'Amministrazione aveva parlato di una demolizione parziale dell'edificio, la relazione al progetto esecutivo certifica in modo granitico che la struttura dovrà essere abbattuta totalmente. Il che comporterà un incremento del carico di opere, disagi e, soprattutto, costi. Si continuano a raccontare mezze verità, mentre si cancella con un colpo di spugna un pezzo importante della nostra città».

«Il progetto di Attilio Fontana di realizzare il nuovo comparto teatrale in piazza Repubblica anziché limitarsi al rifacimento del Politeama - sottolineano Bison ed Angei - non era una semplice alternativa logistica, ma il fulcro di una precisa e lungimirante visione della città.
Scegliere Piazza Repubblica significava affrontare a viso aperto e con coraggio una delle sfide più complesse del tessuto urbano varesino: il decoro e la sicurezza. Calare un' opera importante e viva come un grande teatro moderno in quel contesto, avrebbe impresso una svolta radicale, sostituendo il vuoto con la bellezza, la vivacità, il flusso di visitatori, il rilancio commerciale». 

«Insistiamo con forza e determinazione sulla necessità di rivedere immediatamente un progetto che, oltre a risultare dannoso per le casse comunali, sacrificherà una parte del centro storico e la sua vivibilità, senza alcun vantaggio per il rilancio culturale e commerciale di Varese - la conclusione - La Lega chiede di aprire nuovamente le interlocuzioni con tutti gli attori coinvolti, per costruire qualcosa che guardi davvero al futuro della città: un teatro grande,moderno,attrattivo, di proprietà cittadina in Piazza Repubblica».

Comunicato stampa


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