Scuola - 24 settembre 2026, 15:16

Annual Research Awards Program, tra i cinque progetti premiati c'è anche l'Insubria

Da Milano a Roma, passando per Varese e Como, quattro università italiane selezionate nel biennio 2025-2026 nell’ambito dell’Annual Research Awards Program di Align Technology. Per la ricerca destinati 300mila dollari all'anno

Cinque progetti italiani selezionati in due anni, quattro università coinvolte e un obiettivo comune: contribuire a una salute orale sempre più basata su prevenzione, evidenza scientifica e personalizzazione dei trattamenti.

Nel biennio 2025-2026, la ricerca universitaria italiana si è distinta a livello internazionale nell’ambito dell’Annual Research Awards Program, il programma promosso da Align Technology che ogni anno assegna 300.000 dollari a progetti di ricerca universitari in tutto il mondo, con l’obiettivo di sostenere studi capaci di far avanzare la conoscenza scientifica e migliorare concretamente i trattamenti per i pazienti.

Dalla protezione dello smalto alla possibilità di rendere più efficaci i trattamenti in presenza di condizioni dentali specifiche, fino all’intervento precoce nei pazienti pediatrici, le ricerche selezionate mettono al centro un tema sempre più rilevante: non limitarsi a correggere un problema, ma prevenirlo, intercettarlo prima e gestirlo con percorsi più mirati, predicibili e sostenibili per il paziente.

Nel 2026 sono stati selezionati due nuovi progetti italiani: quello dell’Università dell’Insubria di Varese e Como, guidato dal Prof. Luca Levrini, e quello dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, guidato dal Dott. Andrea Boggio. Si aggiungono ai tre progetti premiati nel 2025, sviluppati dalla Link Campus University di Roma, con due ricerche guidate dalla Prof.ssa Giuseppina Laganà, e da UniCamillus – Università Medica Internazionale di Roma, con il progetto guidato dalla Prof.ssa Roberta Lione.

I PROGETTI ITALIANI PREMIATI NEL 2026
Università dell’Insubria, Varese e Como

Il progetto guidato dal Prof. Luca Levrini indaga le possibili variazioni dello smalto durante l’utilizzo degli allineatori, con particolare attenzione al ruolo dell’igiene orale e della pulizia del dispositivo. La ricerca esplora anche la possibilità di utilizzare l’allineatore come supporto per l’utilizzo di sostanze remineralizzanti, trasformandolo in uno strumento di prevenzione e protezione della salute orale.

Dichiara il Prof. Luca Levrini, Ortodontista e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortodonzia dell’Università dell’Insubria: “Il nostro progetto nasce dall’esigenza di comprendere meglio che cosa accade allo smalto durante il trattamento con allineatori. Questi avvolgono il dente per molte ore al giorno e possono modificare il rapporto naturale tra dente e saliva, fondamentale per la salute dello smalto. La ricerca punta quindi a valutare, attraverso esami clinici e strumentali, se durante il trattamento possano verificarsi variazioni dello smalto e quali fattori possano influenzarle, a partire dall’igiene orale del paziente e dalla corretta pulizia dell’allineatore. L’aspetto più innovativo dello studio è però la possibilità di trasformare una potenziale criticità in un’opportunità: utilizzare l’allineatore come un serbatoio per sostanze remineralizzanti o medicamentose, capaci di rimanere a contatto con il dente più a lungo rispetto ai prodotti utilizzati nella normale igiene quotidiana. L’obiettivo è capire se l’allineatore possa diventare non solo uno strumento di allineamento, ma anche un dispositivo utile alla prevenzione e alla protezione della salute orale”.

Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

Il progetto dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, guidato dal Dott. Andrea Boggio, si concentra sui pazienti con incisivi laterali microdontici, cioè denti congenitamente più piccoli del normale. Lo studio valuta se un restauro precoce, conservativo e pianificato digitalmente, possa migliorare l’efficacia e l’efficienza del trattamento con allineatori rispetto all’approccio tradizionale.

Dichiara il Dott. Andrea Boggio, odontoiatra specialista in Ortognatodonzia e Ricercatore in Malattie Odontostomatologiche: “Il nostro progetto si concentra sui pazienti con incisivi laterali microdontici, cioè denti congenitamente più piccoli del normale. Nel trattamento con allineatori, questi denti possono rappresentare una criticità perché offrono una minore superficie di contatto con gli aligner e risultano quindi più difficili da movimentare in modo efficace. La ricerca nasce con l’obiettivo di valutare se un ingrandimento precoce della superficie dentale, realizzato con tecniche conservative di restaurativa odontoiatrica, possa migliorare l’efficacia e l’efficienza del trattamento ortodontico rispetto all’approccio tradizionale, che prevede prima l’allineamento e solo alla fine la ricostruzione estetica. Lo studio confronterà due gruppi di pazienti: uno trattato secondo il percorso convenzionale e uno in cui, non appena clinicamente possibile, l’ingrandimento del dente viene anticipato già nelle prime fasi del trattamento. Oltre agli aspetti clinici, valuteremo anche la qualità percepita dal paziente attraverso un questionario dedicato”.

I PROGETTI ITALIANI PREMIATI NEL 2025
Link Campus University di Roma

La Link Campus University di Roma è stata selezionata con due progetti guidati dalla Prof.ssa Giuseppina Laganà, dedicati rispettivamente al controllo degli incisivi inferiori negli adolescenti e all’espansione dell’arcata superiore nei pazienti pediatrici. Entrambe le ricerche approfondiscono il ruolo degli allineatori nelle diverse fasi della crescita e del trattamento ortodontico.

Dichiara Giuseppina Laganà, Professoressa associata di Malattie Odontostomatologiche: “Il primo dei due progetti di ricerca premiati ha analizzato il controllo dell’inclinazione degli incisivi inferiori nei pazienti adolescenti, in dentatura permanente, confrontando gli effetti dell’utilizzo di elastici di classe II in due differenti gruppi, uno trattato con apparecchiatura fissa tradizionale e un secondo gruppo trattato con allineatori. I risultati, già pubblicati su diverse riviste scientifiche, evidenziano come l’impiego degli allineatori permetta un controllo più preciso dei movimenti dentali, riducendo significativamente gli effetti indesiderati osservati nelle metodiche convenzionali. Questo si traduce in un vantaggio clinico concreto: una maggiore efficacia del trattamento senza compromettere la qualità e la stabilità del risultato. Parallelamente, stiamo portando avanti anche un secondo progetto focalizzato sull’espansione dell’arcata superiore nei pazienti in età pediatrica, in dentizione mista, con l’obiettivo di approfondire le differenze tra approcci tradizionali e soluzioni terapeutiche portate avanti con allineatori. Attualmente siamo in fase di raccolta e analisi dei dati, con l’intento di arrivare quanto prima ad una pubblicazione dei risultati, per fornire indicazioni cliniche precise, basate su evidenze scientifiche”.

UnCamillus - Università Medica Internazionale di Roma

Il progetto di UniCamillus, guidato dalla Prof.ssa Roberta Lione, approfondisce l’impiego degli allineatori nella terapia intercettiva dei pazienti pediatrici, in particolare nelle anomalie di permuta dentale e nelle difficoltà di eruzione dei canini mascellari. La ricerca punta a costruire un protocollo terapeutico standardizzato e predicibile, basato su evidenze scientifiche.

Dichiara la Prof.ssa Roberta Lione, Specialista in Ortodonzia e Professore Associato del corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria: “Il nostro progetto si concentra sulla terapia intercettiva nei pazienti pediatrici, in particolare nei casi di anomalie di permuta dentale e difficoltà nell’eruzione dei canini mascellari. Intervenire già nella fase di dentizione mista consente di guidare lo sviluppo dentale in modo fisiologico, riducendo il rischio di trattamenti complessi e invasivi. L’aspetto più innovativo della ricerca è, dunque, l’introduzione degli allineatori anche in ambito pediatrico: grazie alla pianificazione digitale è possibile intervenire in modo preciso e personalizzato. La ricerca è attualmente in corso e prevede una progressiva raccolta di dati anamnestici, clinici e radiografici su un campione di pazienti ampio. L’obiettivo è quello di arrivare alla definizione di un protocollo terapeutico standardizzato, fondato su evidenze scientifiche, capace di anticipare il problema e gestirlo in maniera efficace e predicibile”.

Dalla ricerca alla prevenzione: il valore della salute orale

“Il riconoscimento ottenuto dalle università italiane in due edizioni consecutive dell’Annual Research Awards Program conferma il ruolo di primo piano dell’Italia nella ricerca scientifica applicata alla salute orale”, dichiara Fausto Grossi, Vice President Italy & Iberia di Align Technology. “Ricerca ed evidenza clinica sono fondamentali per far progredire la conoscenza, orientare l’innovazione e contribuire allo sviluppo di trattamenti sempre più efficaci, personalizzati e vicini ai bisogni dei pazienti. La salute orale non può essere considerata un tema isolato: è parte integrante della salute generale e richiede maggiore consapevolezza, prevenzione e informazione. È lo stesso principio alla base di Un sorriso sano è una scelta, progetto voluto e sostenuto da Align Technology insieme a un comitato scientifico multidisciplinare per promuovere una nuova cultura della prevenzione orale e aiutare le persone a comprendere quanto le scelte quotidiane possano incidere sul proprio benessere. Sostenere il lavoro delle università significa investire in competenze, dati e prospettive che possono avere un impatto concreto sulla pratica clinica e sul futuro dell’odontoiatria e dell’ortodonzia”.

Comunicato Stampa