Prosegue incessante l’attività della Guardia di Finanza di Varese nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, anche tramite l’approfondimento della posizione di quei soggetti connotati da particolari indici di rischio.
Nello specifico, gli accertamenti hanno riguardato un individuo di nazionalità tunisina, residente a Gallarate, percettore del sussidio di disoccupazione “NASpI”, che risultava, al contempo, titolare di ditta individuale operante nel settore edile.
Le attività ispettive hanno permesso di ricostruire come il soggetto, pur avendo maturato in un primo momento il diritto al sussidio, abbia successivamente intrapreso un’attività imprenditoriale nel settore edile, omettendo di dare comunicazione dell’inizio della stessa alla competente direzione provinciale dell’Inps.
Ammontano a circa 100.000 euro i proventi dell’attività imprenditoriale quantificati nel periodo oggetto di controllo, a fronte di ben 10.000 euro di sussidio di disoccupazione indebitamente percepiti nel medesimo lasso di tempo.
A chiarire la reale posizione del soggetto verificato, sconfessando qualsivoglia ipotesi di difficoltà economica, l’acquisto di un motoveicolo di grossa cilindrata. Al termine degli accertamenti, l’imprenditore è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente e le irregolarità sono state segnalate all’INPS per il recupero delle somme indebitamente percepite.
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un sostegno economico mensile destinato ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto, involontariamente, l’occupazione. Il Decreto legislativo, che ha istituito tale indennità, ha stabilito, tra i vari obblighi del percettore, proprio la tempestiva comunicazione all’Ente erogatore dell’inizio di un’attività lavorativa autonoma, pena la decadenza della fruizione del beneficio.
L’intervento conferma il ruolo fondamentale della Guardia di Finanza come polizia economico finanziaria a tutela della spesa pubblica, del benessere economico della collettività e pronta ad intercettare indebite erogazioni di denaro, garantendo, in tal modo, che gli aiuti statali siano destinati, esclusivamente, a chi ne possegga effettivamente i requisiti.