La pressione? Se c’è, Ioannis Kastritis preferisce mettersela da solo, all’incipit di una stagione in cui per la prima volta, dopo tempo immemore (decenni? Dallo scudetto? Nemmeno l’annata degli Indimenticabili può essere paragonata a questa a livello di premesse…), la Pallacanestro Varese è “costretta” a centrare degli obiettivi minimi che non siano la semplice salvezza.
Conviene dirselo, pur restando con i piedi assolutamente per terra (e infatti abbiamo scritto “obiettivi minimi”), per amor di verità, dopo un’estate di entusiasmo soffiato dal vento nuovo di un mercato scoppiettante, “ricco”, convincente. Ora però - a 72 ore di distanza dalla prima casalinga contro la Virtus Bologna - ci si guarda in giro e si capisce che a Masnago sono cambiate e cambieranno molte cose, aspettative e parametri di giudizio compresi. Lo sanno tutti, soprattutto l’allenatore nato nel centro del Peloponneso.
«Non mi sento più sotto pressione rispetto agli anni scorsi - ha dichiarato il coach oggi in sala stampa nella prima conferenza pre-partita del campionato - Arrivare a questo punto è quello che mi aspetto, competere ad alto livello è ciò che mi aspetto. Abbiamo la possibilità di competere per gli obiettivi più alti: sono entusiasta e, semmai, la pressione me la metto da solo ogni giorno, cercando di dare il meglio».
L’unica fedele compagna di viaggio ereditata dal recente passato pare invece essere la vecchia, cara, sfiga: lo stop imposto a William McDowell-White (leggi QUI) è bastardo due volte, come tutte le volte in cui un contrattempo tocca il cervello di una squadra. Kastritis lo sa e non lo nasconde: «Ovviamente non siamo felici per quanto è successo. Lo avevamo tenuto fermo con Roma proprio per evitare infortuni, ma sfortunatamente è successo lo stesso. Lo aiuteremo a tornare in forma il prima possibile. Sappiamo di poter contare su una squadra in grado di sopperire alla sua assenza e l’idea è quella di andare avanti con questo roster. Abbiamo giocatori che possono sostituire William e permettergli di tornare al meglio».
Nessun ritorno immediato sul mercato, dunque. Una scelta che trova la propria spiegazione nella costruzione estiva della squadra e nell’investimento fatto dal club per consegnare subito al coach un organico profondo. A chiarirlo è stato anche Zach Sogolow: «Quando si inizia una stagione, anche in estate, operiamo con un budget nel quale è compresa una parte destinata alla copertura di queste situazioni. Quest’anno, però, abbiamo deciso di utilizzare subito quella parte di budget per costruire fin da subito una grande squadra, così da poter far amalgamare tutti i giocatori prima. Quindi rimarremo così».
Un roster pensato per affrontare due competizioni e gli inevitabili imprevisti di una stagione lunga, mettendo immediatamente a disposizione dello staff tecnico un gruppo di tredici giocatori. Ed è proprio la profondità, insieme alla qualità individuale, ciò che Kastritis considera il principale salto in avanti rispetto al recente passato: «Sicuramente siamo più forti e più profondi. Quest’anno abbiamo più possibilità di condividere minuti e responsabilità. Non mi è successo spesso di avere una squadra così forte, con giocatori sul pezzo e pronti. Per me è un privilegio allenarli».
E allora Varese non cambierà pelle nemmeno senza McDowell-White. «Non cambieremo il nostro modo di giocare anche se affrontiamo un avversario molto forte. Siamo pronti a giocare con un giocatore in meno nelle rotazioni. Dobbiamo utilizzare le rotazioni giuste, ma non dobbiamo pensare a quello che abbiamo perso: dobbiamo pensare a chi siamo, a come giochiamo e a come dobbiamo mantenere alto il ritmo. Per rimanere freschi nel corso della stagione dobbiamo sfruttare tutti».
Di fronte ci sarà subito la Virtus Bologna, anch’essa profondamente rinnovata. Kastritis si aspetta una squadra «con molto entusiasmo», capace di correre, mettere pressione sulla palla e aggredire il ferro e i tabelloni: «Giocano con grande energia, corrono molto e mettono in campo una difesa aggressiva. Allo stesso tempo, in attacco sono molto fisici e prendono tanti rimbalzi offensivi. Dovremo proteggere la palla, lavorare bene nelle transizioni difensive e fare un buon lavoro a rimbalzo. Hanno una squadra nuova, con tanti giocatori, e giocano tutti. Hanno tre tipi di rotazioni che permettono loro di mantenere sempre alto il livello della squadra in campo».
Preparare una prima giornata presenta inoltre un’incognita in più: i dati a disposizione sugli avversari sono ancora pochi. Per questo, ha sottolineato il coach, Varese dovrà concentrarsi innanzitutto su se stessa, sui propri punti di forza e su ciò che ancora deve migliorare.
Tra le questioni da mettere a punto c’è anche l’inserimento di Amedeo Della Valle, arrivato a Varese dopo un’estate tutt’altro che semplice. Ma su questo fronte Kastritis non cela la soddisfazione: «Dobbiamo capire che Amedeo ha cambiato tantissimo quest’estate e ha vissuto un periodo non semplice anche a causa dell’infortunio. Vedere il suo sforzo in settimana per alzare il suo livello di competizione è davvero impressionante, anche dal punto di vista dell’apprendimento del nostro modo di giocare. È un grandissimo giocatore e il nostro lavoro è quello di aiutarlo a integrarsi, ma la verità è che si sta già integrando molto bene in quello che stiamo facendo».
E poi una frase che vale più di qualsiasi disquisizione tattica: «I buoni giocatori sono sempre buoni giocatori, al di là del sistema. Lui è un grandissimo giocatore, ha personalità e per me non c’è preoccupazione nell’integrarlo nel nostro sistema di gioco».
«Siamo molto felici di iniziare la stagione - aggiunge in generale il capo allenatore - Abbiamo avuto risposte ottime dai ragazzi in queste prime settimane. Vediamo come lavorano e la chimica di squadra che stanno costruendo». Con un’avvertenza che nei suoi pensieri torna continuamente: restare umili, lavorare e costruire una cultura capace di resistere anche quando arriveranno le difficoltà.
L’ultimo pensiero è per i tifosi: «Sappiamo quali sono le loro aspettative, ma dico loro di avere pazienza. Siamo una squadra nuova, giocheremo due competizioni e il livello sarà sempre alto. Abbiamo una squadra giusta per vivere una grande stagione. Sappiamo che loro sono sempre con noi e faremo il possibile per renderli felici. Il mio obiettivo è proprio quello: renderli felici per quello che facciamo».