Niente più viaggio fino alla Procura di Varese, coda allo sportello e ritorno a casa con il certificato in mano. Dal 29 settembre il casellario giudiziale diventa digitale anche per i cittadini e il Varesotto sarà tra le prime province italiane a sperimentare il nuovo sistema insieme a Pescara, Catanzaro e Cremona. La sperimentazione dovrebbe poi essere estesa a livello nazionale dal prossimo anno.
Una novità che riguarda tutti, ma che in una provincia di confine assume un peso particolare per i 78-80 mila frontalieri che la abitano, costretti periodicamente a rinnovare il certificato per lavorare in Svizzera. Proprio per questo Varese, a differenza delle altre realtà coinvolte, ha scelto di estendere subito il servizio all'intera provincia e non soltanto al capoluogo. «Non volevamo penalizzare chi risiede lontano da Varese e dare a tutti la possibilità di accedere al sistema», ha spiegato Lanfranco Pellino, responsabile dell'Ufficio del Casellario Giudiziale, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamatina nell'ufficio del Procuratore della Repubblica di Varese Antonio Gustapane.
Il funzionamento sarà semplice: il cittadino entrerà nel sistema attraverso Spid, sceglierà il certificato, indicherà l'eventuale diritto a esenzioni o riduzioni e pagherà l'importo calcolato automaticamente attraverso PagoPA. Il documento arriverà quindi all'indirizzo email o Pec associato all'identità digitale, firmato digitalmente e dotato di QR code. Nella prima fase potranno utilizzare il servizio esclusivamente i residenti della provincia di Varese; con l'estensione nazionale è previsto l'accesso anche attraverso Carta d'identità elettronica e Carta nazionale dei servizi.
Online potranno essere ottenuti, durante la sperimentazione, il certificato richiesto dall'interessato – quello utilizzato in particolare dai frontalieri – e quello del datore di lavoro. Continueranno invece a richiedere il passaggio allo sportello altre tipologie, tra cui il casellario europeo, le sanzioni amministrative e alcune richieste specifiche. La digitalizzazione consentirà comunque di prenotare online anche documenti che dovranno poi essere materialmente ritirati.
«Pensiamo a chi vive nell'Alto Varesotto e oggi deve percorrere anche 30 o 40 chilometri per arrivare a Varese, magari per scoprire che c'è un errore nella richiesta e dover tornare indietro – ha sottolineato Pellino, presente insieme ad Angela Marotta, dirigente amministrativo della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Varese – Con lo Spid eliminiamo questi problemi». La Procura pubblicherà inoltre sul proprio sito delle videopillole per accompagnare passo dopo passo gli utenti nella nuova procedura. Informata anche la Polizia cantonale del Canton Ticino, proprio per evitare problemi sul riconoscimento dei nuovi certificati digitali.
Varese arriva alla sperimentazione dopo un percorso già avviato sul fronte della digitalizzazione: la Procura è prima in Lombardia per numero di accordi sottoscritti con le Pubbliche amministrazioni e sul podio a livello nazionale, permettendo già a enti e forze dell'ordine di acquisire direttamente numerose certificazioni. «È un ulteriore passo verso la semplificazione e la digitalizzazione dei servizi della giustizia e quindi verso i cittadini», è stato sottolineato durante la presentazione. Il Ministero della Giustizia conferma che il sistema nazionale del Casellario sta sviluppando servizi digitali e accordi diretti con le amministrazioni.
Tutto questo, però, avviene mentre la Procura di Varese continua a fare i conti con una gravissima carenza di personale amministrativo: su 37 dipendenti necessari, in servizio ce ne sono oggi 20. Un aspetto sul quale il procuratore Gustapane ha voluto insistere: «Quest'opera innovativa risulta ancora più significativa perché è condotta da una Procura in gravissimo sottorganico». Fondamentale anche il contributo dei 24 volontari che affiancano gli uffici, in particolare quello del casellario. «È molto bello vedere – ha concluso Gustapane – che la Procura di Varese, nonostante la grave carenza di organico, sia addirittura all'avanguardia rispetto all'innovazione».