Con la fine dell'estate e la ripresa delle attività lavorative e scolastiche, i pendolari lombardi tornano a fare i conti con ritardi cronici, treni cancellati e snervanti attese per chi si rivolge al trasporto pubblico. Per dire basta a questa situazione, sabato 26 settembre Azione aderirà al presidio di "Lombardia si muove", l'iniziativa trasversale e itinerante che riunisce comitati dei viaggiatori e rappresentanze politiche nelle stazioni lombarde per chiedere maggiore efficienza nei collegamenti ferroviari.
Azione condivide la necessità di fare chiarezza sulle reali motivazioni per cui, a fronte di investimenti plurimilionari annunciati ogni anno e centinaia di treni nuovi acquistati con danaro pubblico, il servizio di trasporto locale e regionale continui a registrare gravi criticità. Durante l'iniziativa sarà promossa anche una raccolta firme per chiedere conto dello stato dei lavori direttamente al Ministro dei Trasporti.
Il caso del Luino-Svizzera: un corridoio "dimenticato"
In occasione della mobilitazione, Azione intende inoltre accendere i riflettori su un collegamento strategico ma colpevolmente trascurato: la linea tra Luino e la Svizzera, lungo i corridoi Alptransit e Reno-Alpi.
In base a un accordo internazionale tra i due Paesi, la Svizzera ha finanziato con circa 120 milioni di euro la riqualificazione della linea Luino-Magadino (destinata a traffico merci e passeggeri) lungo i circa 15 chilometri di tratta in territorio italiano. Nonostante questo ingente investimento, la situazione sul campo è paradossale:
- Frequenza dimezzata: i treni suburbani S30 tra Luino e Cadenzazzo– ottimali per brevi tratte, ed efficienti se disponibili a frequenze dignitose, e strategici per l'accesso ai servizi viaggiatori del Gottardo – sono scesi da due all'ora ad appena 4 corse giornaliere.
- Velocità ridotte: la percorrenza della tratta italiana avviene alla velocità lumaca di 30 km/h.
- Disagi per i pendolari: chi parte Pino, Maccagno, Colmegna e Luino per motivi di lavoro è costretto a ricorrere a mezzi alternativi per trovare collegamenti affidabili verso Milano o la Svizzera, favorendo così l'isolamento dei territori montani.
- Degrado delle stazioni: a Luino e Maccagno si registrano ascensori fuori uso, display informativi guasti, assenza di pensiline sui binari e vetri rotti, indicazioni carenti, obsolete danneggiate o errate.
Non è certamente questo il miglior biglietto da visita per una provincia che, attraverso il claim "Land of Tourism", punta giustamente ad attrarre visitatori e a valorizzare il territorio.
Pertanto, oltre a partecipare attivamente alla mobilitazione di Lombardia si muove, Azione intende denunciare lo stato critico del collegamento tra il nord della provincia di Varese con Milano e la Svizzera. Un'anomalia inaccettabile alla luce dei generosi contributi erogati dai vicini elvetici, dai quali non si è riusciti a ottenere – per loro e, purtroppo, soprattutto per noi – un adeguato ritorno in termini di efficienza e modernità dei collegamenti.