A quasi sette anni e mezzo dalla maxioperazione “Mensa dei Poveri», il procedimento giudiziario torna davanti alla Cassazione. La Procura Generale di Milano ha infatti presentato ricorso contro la sentenza d’appello relativa alle posizioni dell’europarlamentare saronnese Lara Comi e dell’avvocato bustocco Carmine Gorrasi, entrambi coinvolti nell’inchiesta che nel 2019 aveva interessato politici e imprenditori tra Milano e Varese.
Dopo i riti abbreviati, tra cui quello che vedeva tra i principali imputati Nino Caianiello, poi condannato a quattro anni e dieci mesi per corruzione e altri reati, si era concluso anche il processo ordinario celebrato a Milano, con meno di una dozzina di condanne. Tra queste c’erano quelle di Comi e Gorrasi.
In appello, però, Gorrasi veniva assolto nel merito dall’accusa di concorso in una truffa ai danni del Parlamento Europeo, mentre per Comi la pena veniva ridotta a un anno, con sospensione condizionale, per un unico episodio di truffa all’Europarlamento. Con il ricorso della Procura Generale di Milano si apre ora il terzo grado di giudizio. L’udienza davanti alla Cassazione sarà fissata nel 2027, ma per alcune delle contestazioni mosse si profila il rischio della prescrizione.