«La percezione della sicurezza sta diventando un problema. Il nostro compito fondamentale è la tutela del cittadino e, quindi, se questa percezione si altera, bisogna capire che cosa abbia provocato tale alterazione».
Parte da qui il colonnello Alessandro De Vico, nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Varese, nel presentarsi alla città e al territorio che da pochi giorni è chiamato a guidare. Un concetto, quello della sicurezza non soltanto reale ma anche percepita, che mette immediatamente al centro i bisogni delle persone: «Sono molto felice di essere qui e cercherò di intercettare le necessità dei cittadini, mettendo a disposizione l'opera dei Carabinieri per sanare eventuali criticità che dovessero presentarsi, in termini di microcriminalità e di altri episodi che possono incidere sulla sicurezza».
De Vico raccoglie il testimone dal colonnello Marco Gagliardo, che ha lasciato il comando provinciale di Varese per proseguire la propria esperienza professionale negli Stati Uniti (leggi QUI).
Classe 1977, nato in provincia di Caserta, De Vico è entrato nell'Arma come carabiniere semplice nel 1997, prima di frequentare l'Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Alle spalle ha una carriera particolarmente articolata, sviluppata tra incarichi investigativi, attività di formazione e ruoli al Comando Generale dell'Arma, ma soprattutto caratterizzata da una significativa esperienza internazionale.
Ha partecipato infatti a missioni in Kosovo, Iraq, Afghanistan e Gibuti e dal 2020 al 2024 ha lavorato al Comando Supremo delle Forze NATO in Europa, lo SHAPE di Mons, in Belgio. Dal 2024 fino all'arrivo a Varese ha invece ricoperto incarichi nell'Ufficio Piani e Polizia Militare e di Stabilità del Comando Generale dei Carabinieri. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti nel corso della carriera, tra i quali il NATO – Serge Lazareff Prize, la Croce d'onore per 26 anni di servizio e la Medaglia di Cavaliere della Repubblica di Gibuti.
«Ho ricoperto incarichi sia in Italia sia all'estero e ho maturato un'esperienza professionale variegata, che mi dà la possibilità di affrontare i problemi da diversi punti di vista - ha spiegato De Vico - Ho già incontrato il prefetto e il comandante della Guardia di Finanza e fin da subito ho riscontrato un'unità di intenti sul tema della sicurezza pubblica e della tranquillità della provincia. Non vedo l'ora di mettermi al lavoro sulle tematiche già aperte e di operare nel solco tracciato dal mio predecessore, il colonnello Gagliardo. Sono qui e sono molto contento di esserlo».
Le prime impressioni sul territorio ricavate dal neo-Comandante sono quelle di una «provincia dinamica e frizzante da molti punti di vista, a partire da quello economico. Ho studiato le statistiche e ho visto un tasso di disoccupazione basso, che rappresenta quasi una chimera per altre province. Va quindi tutelata questa tendenza alla laboriosità a 360 gradi. La sicurezza dei lavoratori per me sarà fondamentale, così come la tutela del lavoro, delle imprese e dei cittadini. Varese mi è parsa ordinata, bella e piena di verde. Ci sarà sicuramente qualche criticità, ma ci lavoreremo: questo è fuori di dubbio».
Tra i dossier che De Vico trova già sul tavolo c'è inevitabilmente quello dello spaccio nei boschi, fenomeno che da anni interessa diverse aree della provincia: «Mi hanno già parlato della situazione nei boschi. In questi anni sono state scelte anche strade alternative per affrontare questa tematica e ora stiamo seguendo l'evoluzione del fenomeno, con l'obiettivo di introdurre gli opportuni correttivi. I cacciatori sono stati uno strumento importante anche nella distruzione di alcuni bivacchi nei boschi. Il fenomeno sta mutando e noi seguiremo questa evoluzione individuando correttivi specifici e confrontandoci con le altre forze di polizia».
Altro tema affrontato dal nuovo comandante è quello del disagio giovanile e delle baby gang, riguardo al quale De Vico insiste soprattutto sulla necessità di intervenire prima che il disagio sfoci in comportamenti criminali: «Ne ho parlato proprio ieri con il prefetto. Affronteremo il tema attraverso la repressione, ma soprattutto attraverso la prevenzione, anche mediante protocolli d'intesa con la Prefettura e le scuole. Bisogna cercare di intervenire a monte e non soltanto dopo che i ragazzi hanno provocato un danno: l'attenzione deve concentrarsi soprattutto sulla fase preliminare. Anche il fenomeno delle baby gang è una manifestazione di disagio e bisogna provare a intervenire prima che questo disagio si manifesti in determinati comportamenti. Lo dico anche da padre di tre figli in età adolescenziale».
È proprio parlando dei ragazzi che riaffiora uno dei ricordi più forti della lunga esperienza internazionale del colonnello De Vico: quello dell'Afghanistan, dove prestò servizio nel 2008 nell'ambito della missione NATO ISAF. «Quando tornai dall'Afghanistan - racconta - dove non trovai molta pace nonostante si trattasse di una missione di pace, iniziai a raccontare ai nostri ragazzi quanto fossero fortunati a essere nati da questa parte del mondo. Avevamo una base all'estremo nord-est della nostra zona di competenza: c'eravamo noi e gli americani. Rimasi colpito da bambini di tre, quattro, cinque anni che rovistavano nei nostri rifiuti, scalzi, mettendo le mani nella cenere per recuperare le lattine da rivendere come alluminio e riuscire così a guadagnare 50 centesimi al giorno».
«Quell'esperienza - ha concluso il militare - l'ho poi portata nelle scuole, mostrando quelle immagini ai ragazzi. Li vedevo colpiti da ciò che osservavano e penso che, in quel momento, feci la cosa giusta. Credo molto nei giovani, ma bisogna trovare la chiave giusta per dialogare con loro e far capire anche quanto siano fortunati rispetto a chi vive situazioni di quel genere. Credo nel dialogo, nella riflessione e nella capacità di accompagnarli per mano. Per me essere stato all'estero ha significato conoscere problematiche molto difficili, ma anche trovare barlumi di speranza da poter offrire».
IL CURRICULUM DEL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE
Il Colonnello dei Carabinieri Alessandro DE VICO è nato in provincia di Caserta nel 1977 e ha iniziato la sua carriera militare come Carabiniere semplice nel 1997, per poi frequentare l'Accademia Militare di Modena per un biennio (1998-2000) e, nei tre anni successivi, la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, ottenendo il grado di Tenente al termine di cinque anni di formazione. Si è laureato in “Giurisprudenza”, “Scienze della sicurezza”, “Scienze della sicurezza interna ed esterna” nelle Università di Roma ‘Sapienza’ e “Tor Vergata”. Ha inoltre frequentato due corsi post-laurea in “Homeland and International Security” (Università di Roma ‘LUISS’) e “Criminalità fiscale e gestione illecita dei flussi finanziari” (Università di Roma “Tre”).
Da Ufficiale inferiore, dopo una prima esperienza come Comandante di Plotone nella Compagnia di Intervento Operativo (CIO) di Bari, è stato nominato Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri ad Acireale (Catania), quindi Comandante di Compagnia a Subiaco (Roma).
Nel 2010 è stato assegnato al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri come Ufficiale Addetto nell'Ufficio Piani e Polizia Militare per la gestione delle missioni estere dei Carabinieri.
In qualità di Ufficiale Superiore, dal settembre 2014 ha ricoperto l'incarico di Comandante nel Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno e successivamente è stato nominato, presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, Docente Aggiunto di Tecniche Investigative presso l’Istituto di Studi Professionali e Giuridico-Militari.
Dal 2020 al 2024 ha lavorato come Vice Provost Marshal presso il Comando Supremo delle Forze NATO in Europa (SHAPE) a Mons in Belgio.
Da Agosto 2024 a settembre 2026, ha ricoperto le cariche di Capo delle Sezioni “Pianificazione” e “Operazioni Militari Correnti e Sicurezza delle Sedi Diplomatiche” nell’Ufficio Piani e Polizia Militare e di Stabilità del Comando Generale dei Carabinieri.
Inoltre è stato impiegato in varie missioni all’estero: nel 2004 in Kosovo nella Missione NATO “Joint Guardian” come Comandante di distaccamento MSU (Multinational Specialized Unit) in Kosovska Mitrovica, nel 2006 in Iraq nella Missione “Antica Babylonia” come Comandante di Compagnia in An Nassyria, nel 2008 in Afghanistan nella Missione NATO “ISAF” (International Security Assistance Force) come capo Team JCET (Joint Combined Exploitation Team) per la raccolta delle prove a seguito di attentati per la lotta agli ordigni improvvisati, nel 2019 e 2020 in Gibuti (Africa) con la Missione MIADIT Somalia per l’addestramento della Polizia, sia somala (Somali National Police Officers) che gibutina (Djibuti National Gendarmerie Officers).
Nel corso della carriera è stato insignito di varie onorificenze: Premio “NATO – Serge Lazareff Prize” (2023) per il contributo alle operazioni legali della NATO, “Croce d’onore per 26 anni di servizio” (2022), Medaglia di Cavaliere della Repubblica di Gibuti “Knighthood Medal of the Djibuti Republic” (2019), Medaglia al Merito di Lungo Comando dell’Arma dei Carabineri – 10 Anni (2018), Medaglia "LOYA JIRGA" della Repubblica dell’Afghanistan (2013), 'The Army Achievement Medal' dell’Esercito degli Stati Uniti per la collaborazione in operazioni (2010), Medaglia dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio (2011) e Medaglia dell’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme (2010).
Il Colonnello DE VICO conosce l’inglese e il francese, ha sposato Anna nel 2009 ed è padre di Angelo, Luisa e Mario.