Di poche parole, ma molto profondo, un grande ascoltatore, sempre disponibile e attento alle persone. Così la comunità dei Santi Apostoli ricorda il suo parroco, don Stefano Rho (parroco anche di Sant’Anna), deceduto improvvisamente ieri 17 settembre a 61 anni mentre si trovava all’Alpe Devero.
Arrivato a Busto Arsizio nel 2024, don Stefano era nato a Milano nel 1965 ed era diventato prete nel 1990.
«Era una persona umile – sono le parole di Giovanna Azzimonti, lettrice ai SS. Apostoli – le sue prediche erano brevi e sempre centrate, invitava ad ascoltare e a riflettere sui brani che si leggevano. Al momento dello scambio della pace, la sua mano era forte e lui sorrideva. Come confessore era eccezionale. Sapeva ascoltare, era molto disponibile e attento agli ultimi».
Uno sguardo particolare lo rivolgeva ai più piccoli. «Andava quasi tutti i giorni all’asilo – afferma ancora la Azzimonti – e seguiva il Centro Arcobaleno (che fornisce servizi di supporto alle famiglie, ndr)».
Anche Renato Aliverti, coordinatore dei lettori nella chiesa di via Genova, ricorda il sacerdote come una persona «sempre disponibile, acuta nell’interpretazione delle Scritture, capace di coinvolgere i fedeli nelle catechesi domenicali, attento ai messaggi del Papa e dell’Arcivescovo». «Di carattere – aggiunge – era chiuso. Era molto attento ai giovani e non si tirava mai indietro».
Paola Lualdi era una collaboratrice di don Stefano e lo descrive come «schivo, di poche parole, anche se ultimamente era un po’ cambiato. Era gentilissimo e un grande ascoltatore. Con gli ammalati si dava un gran daffare. Come prete era bravo, le sue omelie erano interessanti e chiare».
Lo conosceva bene anche Roberto Todisco, molto attivo in parrocchia. «Era una persona attenta e profonda, quando avevi un problema ti aiutava. E aveva anche tante belle idee. Voleva ad esempio avviare i gruppi missionari per i bambini: c’è la locandina, sarebbero partiti con il catechismo».
Del “Don Paolo” è anche Alessandro Albani, segretario cittadino della Lega: con don Stefano, racconta, aveva un ottimo rapporto. «Era una persona estremamente educata, – dice - gentile, disponibile; dialogava e accoglieva. Apprezzavo molto la sua riservatezza: per alcuni poteva essere un limite, ma dal suo modo di porsi traspariva amore, dolcezza, umiltà, attenzione. Era un uomo di grande valore. La sua morte è un dolore immenso per me e per tutta la parrocchia».
L’assessore allo sport di Busto, Luca Folegani, non è stato un parrocchiano di don Stefano, ma la sua storia politica s’incrocia con quella del sacerdote. «Ricordo con grande commozione quando don Stefano era arrivato a Busto nell’autunno del 2024, più o meno quando anch’io sono diventato assessore. Ricordo anche la passione con cui portava avanti il suo lavoro. Avevo avuto occasione di parlarci recentemente, peraltro aveva in mente dei progetti dal punto di vista urbanistico che coinvolgessero delle proprietà della parrocchia.
Era una persona molto seria – continua Folegani - e molto disponibile all’ascolto. Eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo dovuti sentire proprio in questi giorni, però purtroppo non si potrà più.
Non è stato tanti anni a Busto, ma comunque lascia un bellissimo ricordo, la notizia della sua morte improvvisa è stata scioccante».
Le esequie saranno celebrate domani, 19 settembre, alle 15 nella chiesa dei Santi Apostoli, presiedute dall’Arcivescovo monsignor Mario Delpini mentre stasera alle 21 la messa di suffragio, nella medesima chiesa, sarà presieduta da Monsignor Luca Raimondi Vescovo ausiliare di Milano.