Oltre 26mila persone con diabete seguite da ASST Sette Laghi, di cui più di 25mila con diabete di tipo 2 e circa 1.200 con diabete di tipo 1 e LADA. A questi numeri si aggiungono più di 18mila prestazioni di educazione diabetologica, oltre a migliaia di pazienti seguiti attraverso sistemi di monitoraggio continuo della glicemia e dispositivi integrati con microinfusore.
Sono i numeri di un'attività assistenziale sempre più articolata, che vede la Struttura Complessa di Diabetologia di ASST Sette Laghi impegnata non soltanto negli ospedali, ma anche sul territorio, con l'obiettivo di garantire una presa in carico continuativa, personalizzata e il più possibile vicina alla vita quotidiana delle persone con diabete.
Il tema sarà al centro del convegno in programma sabato 19 settembre alle Ville Ponti di Varese, in occasione della presentazione del convegno “Varese, il diabete al centro – Diabetologia ASST Sette Laghi e Medicina Territoriale Unite”. Il progetto nasce dalla necessità di consolidare ulteriormente la collaborazione tra diabetologi, Medici di Assistenza Primaria, professionisti sanitari, servizi territoriali e associazioni dei pazienti, costruendo percorsi condivisi soprattutto per i pazienti più fragili.
«Il diabete è una malattia che richiede continuità e integrazione – spiega la dottoressa Cristina Romano, Direttrice della Struttura Complessa di Diabetologia di ASST Sette Laghi e responsabile scientifico del convegno –. La persona con diabete non vive la propria malattia all'interno dell'ospedale: la gestisce ogni giorno a casa, sul territorio, insieme al proprio medico di famiglia e agli altri professionisti che la accompagnano. Per questo è fondamentale costruire una rete nella quale ogni professionista possa contribuire alla presa in carico, con percorsi condivisi e un obiettivo comune: mettere il paziente al centro».
La Diabetologia di ASST Sette Laghi è presente, oltre che nelle strutture ospedaliere, anche nelle Case di Comunità di Arcisate, Gazzada, Laveno Mombello, Luino, Sesto Calende, Tradate e Varese, contribuendo a rafforzare il collegamento tra assistenza specialistica e territorio.
Un'integrazione che assume particolare importanza alla luce della crescente complessità della malattia diabetica. Le persone con diabete possono infatti presentare contemporaneamente fattori di rischio e complicanze cardiovascolari, renali e metaboliche, rendendo necessaria una valutazione complessiva e personalizzata. Accanto alla dimensione organizzativa, un ruolo sempre più importante è svolto dall'innovazione tecnologica. Migliaia di pazienti vengono monitorati attraverso sistemi di controllo continuo della glicemia, mentre alcuni utilizzano sistemi integrati con microinfusore.
La tecnologia consente di raccogliere informazioni sempre più precise sull'andamento glicemico e di supportare il percorso terapeutico, ma richiede anche competenze e un adeguato accompagnamento del paziente. In questo contesto assume un valore centrale l'attività dell'ambulatorio infermieristico di educazione diabetologica, che ha effettuato oltre 18mila prestazioni individuali e di gruppo. Educare la persona alla gestione della terapia, all'utilizzo dei dispositivi, al monitoraggio della glicemia e agli aspetti quotidiani della malattia rappresenta infatti una componente essenziale della cura. Importante è anche la collaborazione con le associazioni dei pazienti DI.VA e Associazione Diabetici Tradate Seprio, che contribuiscono sul territorio al sostegno delle persone con diabete e delle loro famiglie.
La presentazione del progetto sarà inoltre collegata al convegno “Varese, il diabete al centro”, promosso dalla Diabetologia di ASST Sette Laghi e dedicato al confronto tra specialisti e Medicina Territoriale. Il congresso affronterà le principali innovazioni terapeutiche e tecnologiche, le nuove linee guida, la gestione delle complicanze e le strategie per migliorare l'aderenza alle cure. Particolare attenzione sarà dedicata alla collaborazione tra ospedale e territorio, attraverso sessioni interattive, casi clinici e una tavola rotonda istituzionale.
«Il convegno vuole essere un momento concreto di confronto tra professionisti – conclude Cristina Romano – per condividere strumenti, conoscenze e modalità di lavoro. L'obiettivo è costruire una rete sempre più forte, capace di offrire a ogni persona con diabete la cura più appropriata e integrata possibile, nel luogo più adeguato e con la continuità necessaria».
ASST SETTE LAGHI E IL DIABETE — I NUMERI
• Oltre 26.000 persone con diabete seguite
• Oltre 25.000 persone con diabete di tipo 2
• Circa 1.200 persone con diabete di tipo 1 e LADA
• Oltre 18.000 prestazioni di educazione diabetologica
• Migliaia di pazienti monitorati con sistemi di controllo continuo della glicemia
• 7 Case di Comunità nelle quali è presente la Diabetologia: Arcisate, Gazzada, Laveno Mombello, Luino, Sesto Calende, Tradate e Varese. Prossimamente gli ambulatori di Diabetologia raggiungeranno anche le Case di Comunità di Angera e Gavirate.
• 2 associazioni di pazienti coinvolte nella rete territoriale: DI.VA e Associazione Diabetici Tradate Seprio
Il convegno “Varese, il diabete al centro” nasce con l'obiettivo di rafforzare la rete tra la Diabetologia di ASST Sette Laghi, la Medicina Generale e i servizi territoriali, favorendo una presa in carico sempre più integrata delle persone con diabete.
Perché una rete Il diabete è una patologia cronica complessa, che richiede continuità assistenziale e il coinvolgimento di più professionisti. La persona con diabete deve poter contare su un percorso nel quale ospedale e territorio dialogano in modo strutturato, condividendo informazioni, competenze e obiettivi terapeutici. Questo è particolarmente importante per le persone più fragili e per i pazienti che presentano più fattori di rischio o complicanze cardiovascolari, renali e metaboliche.
La presenza sul territorio
La Diabetologia di ASST Sette Laghi opera anche nelle Case di Comunità di Arcisate, Gazzada, Laveno Mombello, Luino, Sesto Calende, Tradate e Varese. La presenza territoriale consente di avvicinare l'assistenza specialistica ai luoghi di vita delle persone e di rafforzare il collegamento con i Medici di Medicina Generale. La tecnologia come strumento di cura Il percorso assistenziale è affiancato dall'utilizzo di strumenti tecnologici sempre più avanzati. Migliaia di pazienti utilizzano sistemi di monitoraggio continuo della glicemia, mentre altri sono seguiti attraverso sistemi integrati con microinfusore. La tecnologia non sostituisce la relazione di cura: la rende più efficace quando è accompagnata da formazione, educazione e supporto professionale.
Educare per curare L'educazione diabetologica rappresenta una componente essenziale della presa in carico. L'ambulatorio infermieristico di ASST Sette Laghi ha effettuato oltre 18mila prestazioni individuali e di gruppo, rivolte alla gestione della terapia, dei dispositivi, del monitoraggio glicemico e degli aspetti quotidiani della malattia. Una rete che comprende anche i pazienti Nel percorso sono coinvolte anche le associazioni DI.VA e Associazione Diabetici Tradate Seprio, che rappresentano un punto di riferimento per le persone con diabete e le loro famiglie. L'obiettivo Costruire una rete nella quale ogni professionista contribuisca alla presa in carico e nella quale il paziente possa trovare continuità, appropriatezza e personalizzazione della cura. Il principio è semplice: mettere il diabete al centro significa mettere la persona al centro.
Intervento del DG ASST Sette Laghi, Mauro Moreno:
«In Italia i pazienti con diabete di tipo 2 sono 3,7 milioni, di cui circa mezzo milione in Lombardia, a cui si aggiungono oltre 15mila persone con diabete di tipo 1, senza contare tutte quelle che ancora non sanno di avere la malattia. Il diabete ha un costo di circa 9 miliardi di euro l'anno per il Servizio sanitario nazionale, a cui si aggiungono altri 11 miliardi di costi indiretti legati alla mancata produttività e agli oneri previdenziali. Si dice che non sia una malattia trasmissibile, e in senso stretto non lo è. Ma esiste una forma di "trasmissione" culturale: trasmettiamo alle nuove generazioni stili di vita non corretti, contribuendo così ad alimentare il problema. Che cosa dobbiamo fare? Da un lato, dobbiamo offrire alle persone con diabete un percorso di cura che non sia una semplice sequenza di servizi e prestazioni, ma una vera rete integrata: un percorso condiviso che coinvolga tutti i protagonisti del sistema sanitario, dai professionisti sanitari ai volontari, dalle istituzioni alla tecnologia. In questa direzione, le Case di Comunità rappresentano il fulcro del percorso, il luogo intorno al quale possono integrarsi e coordinarsi i ruoli di tutti gli attori coinvolti. È proprio questo il valore del lavoro che la dottoressa Cristina Romano e il suo staff hanno saputo costruire e mettere in rete, coinvolgendo oggi tutti questi protagonisti in questa conferenza stampa. Dall'altro lato, dobbiamo puntare con decisione sulla promozione di stili di vita sani, che non devono essere vissuti come una sequenza di rinunce, ma come una scelta consapevole e responsabile: più attività all'aperto, una buona alimentazione e, più in generale, comportamenti che aiutino a prenderci cura della nostra salute».
Commento DG ATS Insubria, Salvatore Gioia:
«La prevenzione è uno degli investimenti più strategici per il presente e il futuro delle nostre comunità. I dati raccolti attraverso il sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, che saranno illustrati dalla dottoressa Bianchi in occasione della giornata di lavoro, ci consentono di comprendere l'evoluzione degli stili di vita dei bambini e di orientare sempre più adeguatamente le azioni di promozione della salute. Da OKkio alla SALUTE emerge una progressiva riduzione del sovrappeso rispetto a dieci anni fa, contestualmente all'aumento dell'obesità infantile. Ciò richiama tutti a una responsabilità condivisa tra istituzioni, scuola, famiglie e sistema sanitario. Colgo l'occasione per socializzare il riconoscimento ottenuto da ATS Insubria con la presentazione di due lavori scientifici all'85° Congresso dell'American Diabetes Association: un risultato che dimostra come la raccolta e l'analisi dei dati possano tradursi in conoscenze utili per sviluppare strategie sempre più adatte per la prevenzione delle patologie croniche. La salute dei bambini si costruisce attraverso scelte quotidiane sane, ambienti favorevoli al benessere e una solida alleanza educativa tra famiglie, scuola e servizi».