Basket - 13 settembre 2026, 22:48

Varese, l’amichevole della consapevolezza: senza tre punte rimonta e batte Roma

A Matera fuori i generali, dentro i soldati: Della Valle e Hale non giocano, McDowell-White esce di scena e la Openjobmetis sprofonda fino al -16. Poi cambia tutto: difesa, lotta e una rimonta firmata Alviti e Duke valgono il 96-92 finale e il sipario su una due giorni florida di importanti, positive e speranzose indicazioni

Matteo Librizzi con il trofeo del Torneo Basilicata

Siano benedetti la sfiga, la “gestione dei carichi”, il kastritismo (religione simile all’induismo nel predicare la misura e la moderazione, in questo caso funzionali a preservare la fatica degli adepti) e tutto ciò che ha portato la Pallacanestro Varese a essere senza graduati in quel di Matera.

Fuori i generali, dentro i soldati: sì, quest’anno c’è una squadra. Vera, lunga, forte, pugnace. Disposta malvolentieri a perdere.

Se ne è accorta la neonata BC Roma, rimontata e battuta da una Openjobmetis senza Amedeo Della Valle, come ieri, ma anche senza Hunter Hale (“gestione dei carichi di lavoro già programmata” è la spiegazione dietro la sua apparizione in borghese) e senza William McDowell-White per quasi tutto il secondo tempo (l'austrialiano è uscito dal campo dopo una caduta, toccandosi la coscia).

Tre punte tre del mercato estivo ai box. Ma invece di passeggiare e un po’ anche morire in un match in fondo senza alcuna importanza, i rimasti - dopo un iniziale smarrimento - hanno confezionato un secondo tempo di lotta dura senza paura, premiato dal 96-92 di un finale pirotecnico, a rendere il weekend materano ancor più florido di importanti e positive indicazioni.

Anche Roma ha avuto due buchi nel roster della finale del Trofeo Basilicata, ma un conto è rinunciare a Flower e Watson, un conto è far senza ADV e colui che 24 ore prima aveva destrutturato Napoli con 27 punti, 7 assist e 7 rimbalzi. Il paragone sarebbe stato più calzante se a marcare visita fosse stato Nico Mannion, che invece c’era e ha guidato (13 punti e svariati assist per lui) i suoi sodali a una prima frazione da 58 punti segnati, caratterizzata da un dominio generalizzato per il campo (non solo sotto le plance).

Varese ha subito, apparentemente incurante delle ferite riportate e semplicemente interessata a girare gli uomini senza un preciso canovaccio aderente alla partita (cosa che Kastritis ha fatto sin qui in tutte le amichevoli). Nel secondo tempo, però, la musica è cambiata e la fame pure: finita sotto di 14 (prima anche -16), la Openjobmetis ha stretto le maglie difensive e trovato vecchi e nuovi riferimenti: alla prima categoria appartiene Davide Alviti, 22 punti e 5 rimbalzi, che in una serata difficile dall’arco (2/10) si inventa incursore, atleta, trascinatore, motivatore; alla seconda David Duke jr (23 punti), autore delle giocate decisive nel finale in un duello entusiasmante con l’ex Red Mamba, uno “Stewart” a cui hanno dato la voglia e i garretti per difendere, più esperienza, la faccia tosta per prendersi le responsabilità e una buona dose di tecnica e rapidità.

Uniteci le zampate di Roby in pick and pop al momento giusto, un Librizzi sicuro in regia e il solito duo tuttofare Ikangi-Nikolic (ancora una volta perfetto e completo il tabellino del serbo) ed ecco il racconto dell’amichevole più significativa e foriera di speranza disputata dalla Pallacanestro Varese finora. L’amichevole della consapevolezza.

L’avremmo scritto anche con una sconfitta, ma con una vittoria fa meglio al cuore.

IL TABELLINO

PALLACANESTRO VARESE: Alviti 22 (4/4 da 2, 2/10 da 3, 8/9 ai liberi, 5 rimbalzi, 0 assist, 2 perse); Duke 23 (3/4 da 2, 2/4 da 3, 11/14 ai liberi, 5 rimbalzi, 3 assist, 1 persa, 3 recuperi); Villa 2 (1/1 da 2, 0/2 da 3, 1 rimbalzo, 1 assist); McDowell-White 4 (2/3 da 2, 0/0 da 3, 2 rimbalzi, 1 assist, 1 persa); Nikolic 12 (4/4 da 2, 1/3 da 3, 1/1 ai liberi, 4 rimbalzi, 1 assist); Hale 0; Librizzi 6 (0/1 da 2, 2/6 da 3, 1 rimbalzo, 1 assist, 2 perse); Renfro 4 (2/5 da 2, 0/0 da 3, 2 rimbalzi, 2 assist, 3 perse, 2 recuperi, 1 stoppata); Kamagate 7 (2/7 da 2, 0/0 da 3, 3/4 ai liberi, 1 assist, 2 perse, 1 recupero); Kangur 2 (1/1 da 2, 1 rimbalzo, 1 assist, 1 recupero); Roby 5 (1/3 da 2, 1/3 da 3, 3 rimbalzi, 1 assist, 3 perse, 2 recuperi); Ladurner 4 (2/3 da 2); Ikangi 5 (0/0 da 2, 1/1 da 3, 2/2 ai liberi, 1 rimbalzo); Risi 0.

Valutazione: Duke 34, Alviti 17, Nikolic 16, Kangur 7, Villa 4, Renfro 3, Roby 3, Ikangi 3, McDowell-White 2, Ladurner 2, Kamagate -1, Librizzi -3, Hale e Risi 0.

BC ROMA: Mannion 13 (1/1 TL), Richard Davis 4 (4/4 TL), Emejuru 3 (1/2 TL), Tavernelli 0, Stevenson 14 (2/2 TL), Ayayi 18 (10/11 TL), Strautins 12 (6/7 TL), Odzebe 2, Simonovic 14 (5/7 TL), Mezzanotte 10, Fall 2, Iuzzolino 0.

TOTALE ROMA: 92 punti, 29/34 ai liberi (85%).

LA CRONACA

1° quarto

L’assenza contemporanea delle sue, due stelle offensive è fonte di smarrimento iniziale per la Openjobmetis, infilata a ripetizione dalla velocità di Mannion che ispira diversi compagni. Il punteggio è chiaro nell’esemplificare le difficoltà biancorosse: prima -10, poi addirittura -15 sul 7-22 dopo le triple di Simonovic e Stevenson. La risalita è affidata alla regia di McDowell-White, allo sprazzo di Ikangi (5 in fila) e alla difesa: uno Stevenson caldo come una stufa da oltre l’arco tenta di piazzare un’altra spallata, ma sono i punti di Alviti a tenere lo svantaggio ben sotto la doppia cifra. Al 10’ è 25-31.

2° quarto

Alviti ne fa altri 3 e voi fate 11 in fila, ma l’aggancio per Varese non avviene mai perché la BC trova tanti punti dalla lunga. Il 34-39, frutto di 4 in fila di Kamagate, torna allora svantaggio in doppia cifra dopo un break firmato da Mannion, Mezzanotte, l’ex Fall e Ayayi (36-47 al 17’). Il match diventa Duke contro tutti: il problema è che questi “tutti” sono diversi… E allora l’esterno ex Manresa si va vedere e apprezzare da 3 e in entrata, ma Roma è un rullo in attacco, ne segna 58 e e finisce avanti di 13 (45-58).

3° quarto

I capitolini volano subito a +16 e la scalata biancorossa si fa sempre più lunga e difficile. Ancora Duke protagonista, si rivede Renfro e si registra uno schiaccione di Alviti sulla linea di fondo, ma il loro sforzo produce solo un altro -9 (52-61) subito rintuzzato dalle “solite” triple romane e da una differenza di fisicità che a poco a poco si fa sentire (56-70 al 27’). Ci pensa Ladurner, 4 in fila, a suonare la carica: Nikolic gli va dietro e allora il 64-72 della terza sirena è tutt’altro che da buttare…

4° quarto

No che non è finita allora: prima Kangur jr, poi Nikolic firma per due volte il -4 e ci vuole il miglior Mannion - sia in versione “triplista”, sia in versione ispiratore per la linea di fondo di Mezzanotte, per tenere lontano (ma non troppo) i biancorossi (77-82 al 35’). E infatti c’è ancora da divertirsi: salgono in cattedra Librizzi e Alviti ed è -2 (80-82), Dado sbaglia la tripla del pareggio e Roma è in un battito di nuovo a +6, quindi sono Nikolic e ancora Alviti a dare un nuovo colpo di reni alla rimonta varesina, che infine si concretizza con la tripla di Duke (+1 Varese). Mannion ingaggia un duello personale con i suoi ex soci e ne mette 4 da campione: gli rispondono Roby e lo schiaccione in tap in di Nikolic che vale un nuovo +2 (93-91) Openjobmetis con un minuto da giocare. Roma ci prova allora due volte, ma viene respinta dalla difesa biancorossa (grande sfondamento subito da Duke). La girandola dei liberi premia la squadra in rimonta: finisce 96-92 ed è una gran vittoria.

Fabio Gandini


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