«Ogni anno apro le porte di Regione Lombardia a centinaia di associazioni, perché credo sia importante avvicinare le istituzioni ai cittadini e offrire a tutti uno spazio di confronto. Non sono necessariamente d'accordo con tutto ciò che viene detto nei convegni a cui partecipo, ma credo che il confronto sia il fondamento della democrazia e continuerò a difendere la libertà di pensiero e di espressione per tutti».
Lo dichiara Emanuele Monti, consigliere regionale della Lombardia, intervenendo sulle polemiche seguite al convegno promosso dall'associazione Camminiamo Insieme, dedicato al tema delle persone danneggiate o che riferiscono di aver subito effetti avversi a seguito delle vaccinazioni.
«La pluralità dell'informazione e la possibilità di affrontare anche temi controversi rientrano nei principi fondamentali della nostra democrazia e trovano un preciso fondamento nel nostro ordinamento. Il Consiglio regionale è la casa di tutti i lombardi e deve continuare a essere un luogo aperto al confronto, anche quando le posizioni espresse sono diverse o non condivise».
«Per questa ragione ho partecipato ai saluti di apertura dell'iniziativa. La mia presenza non significa condividere ogni posizione emersa nel corso del convegno, ma riconoscere il diritto di affrontare e discutere un tema che riguarda persone e famiglie che meritano ascolto».
«Tuttavia – sottolinea Monti – c'è un confine che non può essere superato: il rispetto degli altri e delle istituzioni. Da quanto apprendo dalla stampa, il convegno sarebbe poi degenerato in episodi e atteggiamenti aggressivi nei confronti di funzionari del Partito Democratico. Chi insulta ha sempre torto. Per questo condanno fermamente quanto accaduto ed esprimo la mia solidarietà ai funzionari coinvolti».
«Difendere la libertà di espressione significa difenderla per tutti, non soltanto per chi la pensa come noi. Allo stesso modo, il dissenso è pienamente legittimo, ma deve sempre essere esercitato nel rispetto delle persone e delle sedi istituzionali. Pluralismo e rispetto non sono valori contrapposti: sono entrambi indispensabili alla democrazia».