Varese - 31 agosto 2026, 13:15

Casciago, in mostra tre artisti varesini tra fotografia, incisione e tornitura: apertura domenica alle 11.00

Dal vernissage del 6 settembre e fino al 4 ottobre l’ex Chiesa di San Giovanni (via Scalette 1) ospita l’ottava mostra del progetto culturale ideato da Riccardo Blumer. Protagonisti Fosca Piccinelli, Giorgia Poletti e Andrea Crespi, con tre ricerche autonome che incontrano l’architettura e la storia dell’edificio

Fotografia, incisione e tornitura. Tre pratiche e processi diversi, tre modi differenti di interrogare la realtà e la materia, riuniti nello stesso spazio.

Domenica 6 settembre, alle 11.00, inaugura nell’ex Chiesa di San Giovanni a Casciago (in via Scalette 1) l’ottava mostra del progetto culturale ideato dall'architetto e designer Riccardo Blumer, con il patrocinio del Comune di Casciago. Protagonisti sono tre artisti varesini: Fosca Piccinelli, con Coraggio e Rinuncia attraverso la fotografia; Giorgia Poletti, con Memoria e Segno attraverso l’incisione; Andrea Crespi, con Metamorfosi e Tensioni attraverso la tornitura.

Tre ricerche autonome, ciascuna identificata dalle parole scelte dal proprio autore, presentate contemporaneamente nello spazio dell’ex Chiesa di San Giovanni. Non c’è un titolo collettivo: sono i nomi degli autori e le parole che ciascuno ha scelto per il proprio lavoro a identificare la mostra. La fotografia lavora attraverso la luce e il tempo, l’incisione attraverso il gesto e la traccia, la tornitura attraverso la materia e il movimento. Tre linguaggi differenti che trovano nell’architettura di San Giovanni il luogo del loro incontro.

La mostra resterà aperta fino al 4 ottobre e sarà visitabile ogni sabato e domenica dalle 11.00 alle 17.00, con ingresso libero. Sono possibili anche visite su appuntamento, inviando un messaggio alla pagina Instagram dell’ex Chiesa di San Giovanni, @rblumer_ex_chiesa_sangiovanni.

Un progetto nato nel 2019

La mostra è l’ottava tappa del progetto culturale di San Giovanni, avviato nel 2019 da Riccardo Blumer e progressivamente sviluppato come programma dedicato all’incontro tra arte, architettura, design e sperimentazione. Le prime iniziative sono nate dal lavoro di ricerca e didattica condotto da Blumer all’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio e hanno stabilito una relazione diretta con l’attività didattica e sperimentale dell’Atelier Blumer e con la fondazione californiana MADWORKSHOP – Martin Architecture and Design Workshop, che ha sostenuto le prime iniziative del progetto.

Corpo, movimento, aria, luce, materia e tecnologia sono diventati, nelle diverse esperienze, strumenti attraverso i quali interrogare l’architettura. Successivamente San Giovanni si è aperta a ricerche artistiche indipendenti e a linguaggi differenti: scultura, fotografia, pittura, installazione e, con la mostra del 2026, incisione e tornitura.

La Chiesa di San Giovanni è un edificio di origine romanica, trasformato più volte nel corso della sua lunga storia. Sconsacrata nel Novecento e oggi di proprietà del Comune di Casciago, conserva il carattere di un’architettura stratificata, nella quale le trasformazioni e le tracce lasciate dal tempo rimangono leggibili. Le tre navate, la luce naturale, le superfici segnate dal tempo e la memoria della precedente funzione non costituiscono un semplice sfondo espositivo. Ogni mostra stabilisce una relazione differente con questo luogo e con la sua identità, mantenendo come elemento comune il rapporto diretto tra le opere e San Giovanni.

Nel corso degli anni il progetto ha ospitato Sofia Boarino; Costanza Giordano, Giulia Perniola e Tatiana Pankina; Isabella Di Mille e Matteo Simondi; Daniele Di Luca; Simone Bossi; Samuele Arcangioli; Sonia Ranza. Con Fosca Piccinelli, Giorgia Poletti e Andrea Crespi arriva ora l’ottava mostra.

Fosca Piccinelli: Coraggio e Rinuncia

La ricerca di Fosca Piccinelli utilizza la fotografia come strumento di osservazione e interrogazione. In Coraggio e Rinuncia l’immagine si colloca in una condizione di tensione tra ciò che viene mostrato e ciò che viene sottratto, tra la decisione di esporsi e quella di arretrare. La fotografia non cerca semplicemente di documentare una realtà, ma di isolare un istante, una presenza o una condizione capace di prolungarsi nello sguardo di chi osserva.

Nello spazio di San Giovanni le fotografie entrano in relazione con la luce naturale della chiesa e con le sue superfici, costruendo un confronto tra l’immagine fotografica e l’architettura che la accoglie.

Giorgia Poletti: Memoria e Segno

La ricerca di Giorgia Poletti nasce dall’incisione e dal rapporto fisico tra gesto, strumento e materia. Incidere significa lasciare una traccia. Il segno è il risultato visibile di un’azione e, nello stesso tempo, la memoria di quell’azione. In Memoria e Segno questa caratteristica propria della tecnica diventa il centro della ricerca: l’immagine si costruisce attraverso sovrapposizioni, pressioni, variazioni e tracce che rendono visibile il processo attraverso il quale è stata generata.

Le incisioni incontrano a San Giovanni un’architettura essa stessa costruita da tracce e stratificazioni, mettendo in relazione il tempo dell’opera con il tempo dell’edificio.

Andrea Crespi: Metamorfosi e Tensioni

Il lavoro di Andrea Crespi nasce dalla tornitura e dal rapporto diretto tra il movimento dell’utensile e la materia. La rotazione sembra imporre una regola geometrica precisa, ma la materia reagisce continuamente al processo attraverso variazioni, resistenze e trasformazioni. In Metamorfosi e Tensioni questa relazione diventa ricerca sulla forma. Gli oggetti nascono dall’equilibrio tra controllo e imprevedibilità, tra la precisione della tecnica e le caratteristiche proprie del materiale.

Il processo della tornitura diventa così una metamorfosi: la materia viene progressivamente trasformata, senza che ne venga cancellata completamente l’identità originaria.

Gg